Intervista di Emma Fenu a Gianluca Lalli: la favola ci rende bambini capaci di cambiare il mondo

Intervista di Emma Fenu a Gianluca Lalli: la favola ci rende bambini capaci di cambiare il mondo

Apr 5, 2018

Credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi.” Gianni Rodari

 

Gianluca Lalli

C’era una volta… e ci sarà sempre.

C’era una volta un mondo fantastico, dove tutto è possibile e dove il bene trionfa.

Basta una parola e una nota.

E la magia eterna ha inizio.

Allora come oggi. Oggi come domani.

È nostro ospite, qui su Oubliette Magazine, Gianluca Lalli, un artista poliedrico capace di spaziare dalla musica, al teatro, alla prosa alla poesia. Nel 2005 ha vinto il premio “Rino Gaetano”; nel 2011 ha pubblicato il suo primo album Il tempo degli assassini; nel 2014 ha pubblicato il secondo album La fabbrica di uomini; nel 2017 ha pubblicato il suo terzo album, Metropolis.

Come scrittore ha pubblicato il libro di racconti Radio Waldgänger, la raccolta di poesie Una voce dal nulla, la raccolta di canzoni e poesie La bella che è addormentata, il romanzo storico Dal Vangelo secondo me e la raccolta di poesie e aforismi La rivoluzione è un fiore non colto.

Uno dei suoi progetti più interessanti, del quale ci parlerà in maniera più approfondita, è Il cantastorie, favole in musica per bambini e non solo.

 

E.F.: La favola e il suo potere: come essa riesce a coinvolgere sia bambini che adulti?

Gianluca Lalli: La favola, con la sua capacità evocativa affidata alla modulazione della voce, è un racconto che si rivolge parimenti a bambini e ad adulti; nasce, nell’antichità, in seno ad un contesto culturale prevalentemente orale-aurale come denuncia dello strapotere dei potenti e come riaffermazione di un mondo finalmente dominato dalla giustizia sociale. Questa matrice sociale sottesa all’elemento favoloso è capace di aggregare giovanissimi e adulti. Inoltre, la narrazione della favola costituisce un elemento di tenerezza tra bambini ed adulti: in quel momento l’adulto è in relazione con il bambino attraverso la fantasia. Il mondo magico nell’adulto si affievolisce con la crescita, nel bambino invece esso è una costante; con il racconto di storie fantasiose l’empatia e l’armonia tra adulto e bambino viaggiano di nuovo sulla stessa frequenza. L’adulto torna bambino e il bambino immagina in qualche modo di diventar grande attraverso la visione di mondi non ancora conosciuti.

 

E.F.: Che caratteristiche ha, nella tua esperienza, il connubio fra musica e narrazione e, dunque, letteratura?

Gianluca Lalli: Le mie canzoni sono una narrazione. La scuola del cantautorato, partendo dai cantautori francesi quali Brassens, Ferré, racconta storie, spesso vere a volte inventate, comunque racconti brevi in musica, poesie in musica: io provengo da quella scuola. Per i miei testi, prendo spesso ispirazione dalla letteratura, come annunciano i titoli dei miei dischi: Il tempo degli assassinitratto da una poesia di Rimbaud, e La fabbrica di uomini, che è il titolo di un libro di Oscar Panizza, uno scrittore italo americano che racconta di un mondo robotizzato, di uomini macchina, di gente senza spirito: una distopia, ma in realtà una preveggenza di ciò che è il mondo oggi. Molte canzoni sono ispirate a romanzi di Orwell, di Zamjatin e di Fante. Ho musicato Baudelaire, Villon e altri maestri.

 

E.F.: Torniamo alla tua interazione con l’infanzia: in che modo i bambini recepiscono i messaggi e producono un’elaborazione personale?

Gianluca Lalli

Gianluca Lalli: I bambini recepiscono i messaggi molto bene e, se hanno un ambiente favorevole intorno, sono capaci di fare e immaginare cose stupefacenti. Hanno molta fantasia e recepiscono con facilità i messaggi edificanti che spesso le favole sanno veicolare. Il dono della grande fantasia che hanno può essere offuscata solo da una cattiva educazione; viceversa, se seguiti con intelligenza, sono semplicemente fantastici.

 

E.F.: Quanto di bambino è rimasto in te?

Gianluca Lalli: Per quanto mi riguarda sono un eterno bambino, questo con tutti i pregi e difetti che esso comporta. Credo che l’autenticità dell’essere umano sia nella fascia che va da zero a dieci anni; da lì in poi, molte persone vengono indottrinate, mediante una feroce tecnica di martellamento ossessivo da parte dei media, con nozioni, immagini e pensieri mistificati. Il bambino che ad esempio un mese prima parlava con l’albero, abbandona la verità della natura per perdersi dietro alla menzogna di una squadra di calcio o dietro ad una storia di personaggi creati da una multinazionale, che lascia ben poco spazio alla fantasia. In passato, per molti poveri il fatto di essere bambini era un lusso: c’erano bambini che venivano inseriti nel mondo del lavoro a sette anni e tutt’ora, in certe parti del mondo, è così. Ma oggi, nella nostra cultura, c’è una strana smania che si riversa sui bambini da parte della maggior parte dei genitori, ed è quella di occupare le loro giornate con impegni di ogni genere come se fosse un adulto. Questa è un’altra follia della modernità. Personalmente ho vissuto un’infanzia all’aperto con poca tv, dove c’erano grandi alberi e grandi praterie; avevamo spesso le ginocchia sanguinanti o i pantaloni sudici, ma eravamo bambini felici, ed è proprio grazie a questo che io mi sento così bambino: è la cosa più bella che ho.

 

E.F.: Quali sono i tuoi progetti futuri nei vari campi in cui ti cimenti conseguendo ottimi risultati?

Gianluca Lalli: Per il futuro ho grandi progetti. Cinema, libri e dischi. È appena uscito Metropolis, il mio terzo disco, e sto già lavorando ad un progetto che si chiama Il cantafavole. Sarà un libro di canzoni tratte dalle favole di Rodari e ad esso sarà affiancato il disco. Questo lavoro parte da un progetto che io, come docente ed esperto esterno di laboratori di scrittura, porto nelle scuole italiane da qualche anno. Il cantafavole è un laboratorio di scrittura creativa, dove ai bambini insegno a scrivere canzoni dalle favole di Rodari. Per quanto riguarda la poesia, uscirà a breve una raccolta poetica dal titolo Gnoti Seauton. La novità più bella è che è in scena il mio spettacolo teatrale, Lisitrata. Tale spettacolo si propone di ripercorrere, attraverso personaggi al femminile e con l’ausilio dell’antica arte della poesia, le fasi storicamente più importanti della nostra società, raccontando vicende di donne come protagoniste, in quanto vittime di vari generi di violenza. Il titolo va ad omaggiare la commedia di Aristofane, il quale, per la prima volta, collocò le donne come protagoniste assolute di uno spettacolo teatrale. Nonostante una perdurante misoginia, nel corso dei secoli ci sono state importanti rivoluzioni a favore delle donne a partire dal mondo romano che conferì loro il diritto ereditare il patrimonio. Ciononostante, il fatto che i femminicidi e gli omicidi di genere siano sempre più frequenti (114 in un mese), fa riflettere su come questa società sia in effetti una società violenta, analfabeta in senso civico e incapace di rispetto verso il prossimo. Perciò, mi sembra fondamentale mettere l’arte a servizio della denuncia sociale.

 

Written by Emma Fenu

 

 

 

Info

Uomini contro il Femminicidio #8 Gianluca Lalli

 

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