Collezionando 2018: Giancarlo Berardi racconta Julia, una donna nell’universo a fumetti bonelliano

Collezionando 2018: Giancarlo Berardi racconta Julia, una donna nell’universo a fumetti bonelliano

Mar 29, 2018

Il personaggio nato dall’idea di Giancarlo Berardi compie venti anni: Julia nasce in un periodo storico non felice per i fumetti seriali, ma la sua carriera la dice lunga sul seguito di lettori ed appassionati che ogni mese lo acquistano in edicola.

Collezionando 2018 – Julia

Lo stesso autore, ospite a Lucca  per Collezionando 2018 racconta la nascita dell’eroina, lontana dagli stereotipi di donne sexy e provocanti, usate a dismisura in molti fumetti anche oltreoceano.

Julia ha le sembianze di Audrey Hepburn, icona di eleganza e femminilità, vive a Garden City e insegna criminologia all’università, questo le permette di collaborare con la polizia locale in molte indagini.

La sua nemica è una serial killer Myrna Harrod, innamorata di lei che riesce ripetutamente a fuggire nonostante la detenzione.

Sulle donne nel fumetto si è tenuta una piccola conferenza e naturalmente tutti gli ospiti sono stati d’accordo nel ribadire che anche in questo settore il maschilismo e i luoghi comuni sui personaggi femminili sono senza dubbio oltrepassati e le donne, come avviene in altri ambiti lavorativi, stanno prendendo sempre più piede e riescono ad apportare nel settore nuove prospettive e un nuovo entusiasmo.

Anche il fumetto viene letto sempre più da un pubblico femminile e Julia ne è un esempio: più della metà dei lettori sono donne. Questo non è un caso, il personaggio di Berardi come lui stesso ricorda più volte è una persona, è stata ideata come una donna con tutte le sue debolezze e passioni”.

Il mix tra giallo, noir e una sensibilità ed empatia della protagonista fuori dal comune ne fanno un esempio di donna di carattere, nonostante alterni momenti malinconici a quelli in cui dimostra professionalità e caparbietà.

Questo è un punto di forza di tutta la serie, Julia non è uno stereotipo, ma è così reale che a volte viene voglia di chiederle un consiglio come si fa tra amiche o di farle visita per conoscere il suo gatto Toni.

Infatti, l’autore racconta come la posta destinata a Julia arrivi inevitabilmente a lui e addirittura una giovane adolescente gli avrebbe inviato una lettera dichiarando che di lì a breve avrebbe tentato il suicidio, “non ho dormito per una settimana, dopo averla letta” ha detto.

Collezionando 2018 – Myrna versus Julia

Da sempre il suo impegno nello scrivere storie, non lo lascia inerme di fronte alle incongruenze del mondo esterno, alle ingiustizie e alla mancanza di rispetto degli individui in una società sempre più in lotta gli uni contro gli altri, Berardi è un autore che attraverso quello che scrive e come personaggio pubblico cerca di contrastare quello che non va, ne sono un esempio le sue partecipazioni a favore di varie associazioni umanitarie.

Berardi ci svela come il mondo femminile sia stato sempre vicino a lui avendo in casa fin dall’infanzia molte donne, in qualche modo ha recuperato quella sensibilità e ne ha fatto fumetto.

Ha impiegato quattro anni della sua vita per scrivere la serie, in polemica con molti autori contemporanei che “non so come fanno a scrivere intere serie in due mesi”: ha seguito un corso di criminologia all’università di Genova, ha studiato testi specifici, ha letto molto su serial killer e giornali di cronaca.

La veste grafica del fumetto è nata su uno schizzo fatto da lui e il logo poi è rimasto quello. Marco Soldi, copertinista storico della serie, anche lui presente a Collezionando 2018, racconta l’emozione provata nell’entrare in casa di Berardi e nel vedere l’immensa mole di volumi, libri, fumetti e illustrazioni (“una libreria in ogni stanza… ti giravi ed eri immerso in un mondo meraviglioso”), l‘immediata empatia di entrambi e la comune professionalità nell’affrontare il proprio lavoro.

Berardi infatti dopo la scrittura del fumetto, vuole dai disegnatori lo screenplay di ogni storia dettagliato per seguirne la fluidità tra testo e immagini.

Le copertine si rifanno da loro stessa ammissione a Robert Fawcett, illustratore tra le altre cose di Sherlock Holmes, capace di dare alle immagini un senso di mistero tramite l’uso del colore e del nero.

Senza dubbio la copertina è la cosa principale del fumetto o di un’opera, perché è la prima cosa che il lettore vede ed è importante che funzioni, per riuscire ad uscire fuori rispetto a tutte le altre che stanno accantodice Berardi.

Giancarlo Berardi firma Julia

Sono sicura che la passione dimostrata nei confronti di Julia, questo fumetto non finirà molto presto, anche se come ammette l’autore l’ultimo numero è già pronto.

Questa volta, infatti non sarà come con Ken Parker (forse ci sarà un’ultimissima storia?), perché come tutte le “persone” anche Julia avrà una fine e forse culminerà con la maternità della nostra eroina.

Per ora festeggiamo il suo ventennale aspettando nuove storie, sperando che la fine arrivi il più tardi possibile.

 

Written by Gloria Rubino

 

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