“La cucina color zafferano” di Yasmin Crowther: Iran, il prezzo da pagare per la libertà

“La cucina color zafferano” di Yasmin Crowther: Iran, il prezzo da pagare per la libertà

Mar 26, 2018

Sugli altipiani del Khorasan, nell’Iran meridionale, c’è un villaggio che si chiama Mazareh. È un nido d’api di bruni muri di fango, là dove i monti incontrano la piana, lontano dalle cupole dorate e dai minareti di Mashad, la città più vicina. Vi abitano una quarantina di famiglie o poco più, che da generazioni allevano le greggi e coltivano le terre dei Mazar, la famiglia un tempo potente che ha dato nome al villaggio”.

La cucina color zafferano

In una umida giornata di pioggia, a Londra Sara perde il bambino che cresce nel suo ventre a causa di un incidente che vede coinvolto Said, il suo piccolo cuginetto iraniano, arrivato in Inghilterra dopo la morte della madre Mara, sorella di Maryam, madre di Sara. Maryam riversa sul piccolo Said le sue frustrazioni e il suo dolore per la perdita della sorella e per la sua lontananza forzata dall’amata terra d’Iran.

Cosa lega il passato al presente di questa famiglia? Cosa lega la loro vita occidentale a quel mondo orientale abbandonato tanti anni prima e costantemente rimpianto?

Quale il terribile segreto che Maryam cela dentro di sé e che per tanti anni le ha impedito di tornare nel suo villaggio?

La cucina color zafferano” è lo splendido romanzo d’esordio di Yasmin Crowther, scrittrice anglo-iraniana, edito in Italia da Guanda.

L’autrice ci guida sapientemente, con una trama e uno stile coinvolgente e accattivante, lungo un percorso fatto di flashback fra passato e presente, fra Iran e Inghilterra, a raccontare la vita di Sara, giovane donna occidentale, di padre inglese e madre iraniana, cresciuta in una famiglia dove si sono intrecciate la cultura anglosassone con quella persiana.

Già nell’ingresso, la casa era piena del profumo della cucina di mia madre, un delicato, amidaceo sentore di riso basmati, zafferano e agnello al forno”.

La perdita del bambino segna irrimediabilmente la vita di Sara, ma segna ancora di più la vita di Maryam che fra i sensi di colpa che la attanagliano intravede come unica via per espiare la propria colpa quella di affrontare il suo passato e tornare in Iran, nel suo villaggio di origine, Mazareh, dove potrà lavare le sue antiche colpe e aprire il suo cuore alla figlia, nella speranza di riconquistare il suo amore.

Il viaggio di Maryam in Iran sarà un viaggio non solo fisico, ma soprattutto un viaggio dell’anima attraverso i ricordi della sua infanzia e adolescenza, trascorsi con le sue sorelle, con una madre spesso assente, con la preziosa Fatima che l’ha allevata e accompagnata nella sua crescita.

Maryam, a differenza delle sorelle, aveva un animo ribelle, voleva studiare e diventare un’infermiera, e rifiutava categoricamente l’idea di suo padre di sposare un uomo già scelto per lei.

Il suo cuore in realtà batteva per Ali, un giovane che lavorava al servizio di suo padre e con il quale era nata fin da bambini una speciale amicizia. Ma sarà proprio l’amicizia con Ali, travisata e manipolata dalle malelingue, a determinare il ripudio di Maryam da parte del padre.

Non sei più mia figliasaranno le parole che rappresenteranno quasi una condanna a morte per la giovane donna, con la conseguenza di abbandonare il paese e fuggire in Inghilterra.

Yasmin Crowther

Il passato le sfiorò la pelle e fu come se vedesse se stessa sedicenne, caparbia e inquieta, venire avanti nel buio scavalcando i decenni, per darle il benvenuto: «Salve, sono Maryam Mazar e le stagioni cambiano». Quella voce se l’era lasciata alle spalle tanti anni addietro. Era il 1953, l’ultima volta che era stata a Mazareh. Sentì il suo mondo mancato chiamarla e spalancò le braccia ai morti e al posto che chiamava casa”.

Nel suo viaggio di ritorno a Mazareh Maryam incontrerà Ali, invecchiato come lei, ma rimasto ad aspettarla per tutti quegli anni.

I loro occhi saranno ancora pieni d’amore, ma Maryam non può rinnegare la famiglia che ha lasciato in Inghilterra.

Sara raggiunge la madre in Iran e, mano nella mano, tutti i segreti della famiglia Mazar e soprattutto la storia che ha segnato la vita di Maryam saranno messi in comune fra le due donne.

Sara potrà finalmente comprendere quale prezzo la madre abbia dovuto pagare per la propria libertà, un prezzo fatto di rinuncia della famiglia, di rinuncia dell’uomo che amava e di rinuncia della propria terra e delle proprie origini.

Un romanzo dolce e amaro nello stesso tempo, che attraverso i profumi della cucina mediorientale, affronta temi profondi e senza tempo, come l’amore, il senso di appartenenza, la cultura di origine, ma anche il tema dell’integrazione in un mondo e in una cultura diversa.

 

Written by Beatrice Tauro 

 

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