Selfie & Told: il cantautore Alex Bandini racconta l’album “Milleluci”

Selfie & Told: il cantautore Alex Bandini racconta l’album “Milleluci”

Mar 25, 2018

“I vecchi sono tanti seduti sulle panchine/ Di un’estate ancora tutta da sudare/ I vecchi si lamentano dei figli ancora da mantenere/ E della pensione così bassa che non riescono a campare/ I vecchi fanno una gran fatica a trascinare le loro scarpe/ Sulla strada che li riporta verso casa/ E poi si fermano cento volte a guardare dentro ai negozi/ A specchiarsi nelle vetrine dei caffè// […]” “I vecchi”

Alex Bandini

Sono Alex Bandini, nasco in Abruzzo nell’anno dei mondiali in Messico, quelli di Maradona, della Mano de Dios e del gol più bello della storia del calcio.

Mi hanno messo un pianoforte davanti che avevo cinque anni e mezzo.

Il mio primo disco ha lo stesso titolo di un film bellissimo del 1976, “Signore e signori buonanotte”, il secondo è uscito il 9 marzo si chiamerà Milleluci.

L’ho registrato a Cosenza con i musicisti della Brunori Sas. Canzoni semplici per un mondo complicato.

Ah dimenticavo, ho rischiato di diventare un calciatore professionista. Non lo so se alla fine sia andata meglio così, la questione è ancora aperta.

Ed ora beccatevi questa Selfie & Told!

 

A.B.: Perché Bandini?

Alex Bandini: L’ho rubato a John Fante, al suo alter ego Arturo Bandini. Oltre a essere stato un personaggio incredibile e uno scrittore di classe superiore, Fante era di origini abruzzesi come me, anche se i suoi genitori provenivano da Torricella Peligna in provincia di Chieti e io sono nato ad Atri in provincia di Teramo ma vivo a Città Sant’Angelo, nel pescarese, che poi tra Pescara e Chieti… no vabbè niente, lasciamo perdere antiche ruggini intestine tra le province d’Abruzzo, doveva essere una risposta semplice ed è degenerata subito in tifo da stadio.

 

A.B.: Ecco, parliamo del disco che è meglio. Hai vissuto cinque mesi a Cosenza per scriverlo e registrarlo. Pensavo che il sud fosse buono solo d’estate per andarci in vacanza.

Milleluci

Alex Bandini: Faccio finta di non aver sentito, so già a chi voti tu. Il sud è il mio approdo esistenziale perfetto. Conoscevo i ragazzi musicisti della Brunori Sas, avevo aperto loro un concerto a Pescara qualche anno fa. Sono arrivato a Cosenza avendo soltanto un paio di pezzi già scritti, è nato tutto lì in pochissimo tempo. Sono molto soddisfatto perché è un album che rispecchia in modo sincero, credo, quello che sono in questo momento. Si intitola “Milleluci” ed è uscito in digitale il 9 marzo per La Lumaca Dischi, etichetta cosentina del prode Vladimir Costabile che è anche il produttore artistico di questo lavoro insieme a Mirko Onofrio che si è anche occupato degli arrangiamenti.

 

A.B.: Milleluci come il programma di Mina?

Alex Bandini: Bravo, sei preparato. Sì, Milleluci scritto così come il programma di Mina. Milleluci però è stato il suo ultimo programma, mi stai sottilmente augurando che questo sia il mio ultimo disco? In effetti, il titolo gliel’ho messo io, me le vado cercando.

 

A.B.: Fai il serio e spiegami questa cosa qui: Federico, Serena, i personaggi di Camarda, Valentina. È un album pieno di nomi e di persone. Esistono davvero o sono inventati?

Alex Bandini: Alcuni inventati e altri veri. I personaggi di Camarda, ad esempio, sono reali, sono amici e persone incontrate negli ultimi tre anni a Bernalda (Camarda è il suo nome antico), paese in provincia di Matera al quale sono molto legato, mentre Valentina è mia sorella. Basta però, non dico altro, chi vuole sapere di più il disco se lo deve ascoltare, eh!

 

A.B.: Per una volta sono d’accordo con te. In questo disco, così come in quello precedente, s’incontrano spesso citazioni vintage, per così dire, riferimenti a un’Italia che non c’è più: Aldo Moro, Renzo Palmer, il cinema neorealista, Claudia Cardinale e tanti altri. È solo moda?

Alex Bandini: Assolutamente no, non per me almeno. È il pretesto narrativo per parlare di oggi, di quello che non mi piace. Mi viene naturale. Non è nostalgia la mia, sentimento che non mi appartiene e dal quale tra l’altro fuggo tutte le volte che posso, ma semplicemente il mio modo di raccontare le cose.

 

A.B.: Senti però, io a non essere polemico, proprio non ce la faccio. Secondo me voi cantautori ve la menate troppo con questa cosa del dover raccontare per forza il mondo, la realtà che vi circonda e le cose che non vi piacciono. Le persone vogliono divertirsi, il mondo fuori è brutto e loro vogliono ballare. Rispondi.

Alex Bandini

Alex Bandini: Anche tu non hai tutti i torti. Stiamo pensando, infatti, di fare un remix del disco seguito da un tour nelle migliori discoteche d’Italia in apertura a tutti i set di Coccoluto. E poi Milleluci per un disco così, non è un titolo perfetto?

 

Fuori dalla mia finestra vedo l’autostrada/ Solo quella e di mattina di mattina presto/ Quattro case e una collina contro un cielo sempre grigio/ E poi di sera io non so che fare/ Non c’è mai una festa o un posto dove andare/ Sono senza sigarette da due giorni/ Non ho voglia di uscire voglio solo dormire/ Uno zombie con la testa dentro il frigo/ E col cuore congelato da un amore finito/ Il sipario strappato di un attore fallito/ […]” ‒ “Federico e il mare”

 

Written by Alex Bandini

 

 

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