iSole aMare: Emma Fenu intervista le fondatrici di Libriamoci, il libro come elemento di tradizione e innovazione

iSole aMare: Emma Fenu intervista le fondatrici di Libriamoci, il libro come elemento di tradizione e innovazione

Mar 21, 2018

La rubrica “iSole aMare” si propone di intervistare isolani che della propria condizione reale e metaforica abbiano fatto cultura, arte e storia ponendosi in comunicazione con il mondo: nessun uomo è un’isola o forse lo siamo tutti, usando ponti levatoi?

Roberta Lippi – Claudia Zedda – Roberta Meli – Paola Secci

Sono l’Isola. Ma sono magica e infinita: non mi puoi cingere tutta.

Non mi puoi spostare, non mi puoi unire alla terraferma, non puoi possedermi. Puoi solo essere accolto, sederti alla mensa del mio corpo di sabbia e granito, mangiare dalla mia bocca le bacche del piacere e della nostalgia, fino a inebriarti, fino ad essere anche tu me. Ed allora ti fermerai per sempre, mi guarderai nelle pupille di basalto immerse nel cielo degli occhi e diverrai pietra.

Sarò la tua Medusa, con filamenti trasparenti danzerò per te negli abissi, ti brucerò di passione e non sarai più libero, nemmeno quando te ne sarai andato lontano, remando fino allo sfinimento, e il mare fra noi sarà un siero diluito con sangue di memoria e con lacrime di speranza.

Tu mi hai toccato, ora ti tendo le mani io.

Tu mi hai baciato, ora cerco il tuo sapore su di me.

Tu mi hai guardato: ora scruto l’orizzonte come una Didone abbandonata.

Tu mi hai annusato: ora raccolgo dalle fauci del maestrale il tuo polline per i miei favi.

Tu mi hai seguito: ora calo un ponte levatoio solo per te.

Tu mi hai atteso, ora ti attendo io.”  – Emma Fenu “L’isola della passione”

Isole Amare.

Terre Femmine dispensatrici di miele e fiele, con un cuore di granito e basalto e capelli bianchi di sabbia che si spandono nel mare come le serpi di Medusa che, secondo la leggenda, un tempo della Sardegna fu sovrana.

Isole da Amare.

Terre Madri e Spose che squarciano il cuore di nostalgia, tirando il ventre dei propri figli con un cordone ombelicale intrecciato di mito, memoria e identità.

iSole aMare.

Sole che scalda e dà vita oppure che brucia e secca, negando l’acqua.

Mare che culla e nutre oppure che disperde e inghiotte, imponendo l’acqua.

La rubrica “iSole aMare” si propone di intervistare isolani che della propria condizione reale e metaforica abbiano fatto cultura, arte e storia ponendosi in comunicazione con il mondo: nessun uomo è un’isola o forse lo siamo tutti, usando ponti levatoi? A questa domanda implicita i nostri ospiti, attraverso parole, note e colori, saranno invitati a rispondere.

La rubrica è stata inaugurata dal musicista sardo Paolo Fresu, ha seguito la scrittrice sarda Claudia Zedda.

Oggi è il turno di Roberta Lippi, Paola Secci e Roberta Meli, che hanno dato vita, a Cabras, all’Associazione culturale Libriamoci, un progetto culturale di promozione e diffusione dei libri e della lettura, sia per adulti che per bambini, che organizza presentazioni con autore (soprattutto sardi), laboratori di lettura e manualità.

A seguire le definizioni che le tre donne, trentenni impegnate nella famiglia e nel lavoro, hanno dato ai seguenti termini: identità; tradizione; innovazione; isola.

 

Identità

Paola Secci – Roberta Meli – Roberta Lippi

Roberta Lippi: Mi sento come un recipiente in cui metto quello che mi affascina, mi interessa e a volte che mi fa paura. Da questo calderone di emozioni e scoperte distillo la mia identità, che è in continua evoluzione e l’impegno dell’associazione arricchisce di nuove sfumature la mia creazione.

Paola Secci: A volte per scoprire la nostra vera identità abbiamo bisogno di cercare dentro e tutto intorno a noi chi siamo e chi vogliamo essere, ma in realtà, alla fine di questa ricerca, spesso scopriamo che è proprio la nostra identità a rappresentare le radici che ci sostengono.

Roberta Meli: L’identità di una persona è qualcosa che cresce con lei ma allo stesso tempo un punto fermo da cui partire per diventare grandi senza allontanarsi dalle proprie radici e dal proprio vissuto.

 

Tradizione

Roberta Lippi: Amo ritrovare la tradizione nel mio vissuto, attraverso i ricordi della mia famiglia, in particolar modo dei miei nonni. Per me la tradizione è la cucina casalinga, i racconti davanti al fuoco la sera, un muncadori ritrovato in un cassetto, una festa paesana. La tradizione è il gusto dei ricordi della mia infanzia.

Paola Secci: Associo le tradizioni alla riscoperta. Per me è stato così, ho avuto bisogno di riscoprire l’antico e le sue tradizioni dimenticate per apprezzarle e per sentire la voglia di conoscerle e in questo i libri hanno avuto un ruolo fondamentale.

Roberta Meli: Questa parola mi fa venire in mente un’altra parola molto conosciuta in Sardegna: il folklore. Conservare ciò che è stato e continuare a ricordarlo ha qualcosa di magico, soprattutto se ad appassionarsi alle nostre tradizioni sono i giovani, che ci mettono l’anima nel perpetuare ciò che i nonni prima di loro hanno fatto.

 

Innovazione

Roberta Lippi: Nei libri trovo l’innovazione che più mi piace: un contenitore antico in cui i contenuti si evolvono senza sosta, regalandomi il mondo intero dentro semplici parole.

Paola Secci: L’idea di innovazione va di pari passo con la voglia di reinventarsi, di rimettersi in gioco ribaltando l’ordine delle cose, per scoprire nuovi punti di vista, capaci di trasformare un futuro apparentemente piatto e già conosciuto.

Roberta Meli: È una parola che fa un po’ paura: si ha sempre paura del nuovo, dell’ignoto. Uscire da su connottu  (il conosciuto) per puntare a qualcosa di innovativo è difficile, ma fondamentale per crescere e trovare nuovi percorsi di vita.

 

Isola

Roberta Lippi: L’isola per me è il luogo a cui tornare. Per diversi anni ho avuto modo di viaggiare per lavoro e tornare a casa diventava sempre una necessità impellente, nonostante stessi fuori per brevi periodi. I colori, i profumi, la luce, i rumori dell’Isola sono unici e per chi c’è nato indispensabili al proprio equilibrio.

Paola Secci: Per me rappresenta una sorta di richiamo dell’anima… ho vissuto lontano dalla mia terra per 5 anni e mai sono riuscita a starci veramente lontana, questa terra ha un potere che ti obbliga a tornare per trovare la pace interiore.

Roberta Meli: Mi sento parte di quest’isola. La Sardegna ha un richiamo potente per chi la abita, forse è colpa del mare, che ti entra dentro e diventa parte di te. Anche solo vederlo riesce a trasmetterti la pace di cui hai bisogno.

 

Written by Emma Fenu

 

Info

Pagina Facebook

Rubrica iSole aMare

 

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: