Intervista di Katia Debora Melis al pittore sardo Stefano Pani

Intervista di Katia Debora Melis al pittore sardo Stefano Pani

Mar 5, 2018

Stefano Pani nasce a Orroli nel 1977. Diplomato al Liceo artistico cagliaritano Foiso Fois, ha poi frequentato vari corsi di disegno e pittura a olio, esponendo le sue opere in varie estemporanee.

Stefano Pani

La sua produzione si caratterizza per la rappresentazione viva della terra sarda, delle sue tradizioni e dei suoi abitanti; i suoi sono quadri che parlano da un silenzio carico di sottintesi.

Tante le tecniche utilizzate per lo più per quadri di grandi dimensioni fino ai bellissimi murales, ma non disdegna le realizzazioni plastiche, utilizzando sapientemente la creta. Da anni le sue esposizioni sono sempre più numerose, non solo in Sardegna, ma in ambito nazionale e anche all’estero, come a Londra.

Molte delle sue opere sono indubbiamente iperrealiste e la vividezza dei soggetti realizzati è pari alla loro naturalezza: dietro la realtà più semplice, umile, quotidiana Stefano Pani riesce a creare un alone di mistero e arcana energia che ingenera stupore e coinvolgimento emotivo nello spettatore.

Cerchiamo di conoscerlo un po’ di più proponendogli una breve intervista.

 

K.D.M.: Inizio dandoti il benvenuto e ringraziandoti per la disponibilità a rispondere a qualche domanda sulla tua produzione artistica. Per prima cosa vorrei sapere se la tua passione per l’arte e per la pittura in particolare precede e di quanto i tuoi studi al Liceo artistico Foiso Fois.

Stefano Pani: Buonasera Katia e grazie per avermi concesso questa intervista. Il mio percorso è iniziato da quando ero all’asilo, una passione che mi ha sempre accompagnato sin da piccolo. Ho frequentato vari corsi privati, ma quello che mi ha dato di più è la pratica da solo e lo studio dei grandi pittori del passato.

 

K.D.M.: Sei l’unico in famiglia a seguire l’ispirazione artistica o hai avuto esempi e “maestri” in ambito familiare?

Stefano Pani: Maestri no… ma mio padre è un ottimo scultore del legno da autodidatta.

 

K.D.M.: Chi ti ha maggiormente ispirato o incoraggiato e puoi considerare un punto di riferimento e un maestro nel panorama artistico isolano?

Stefano Pani: Diciamo che dai pittori sardi ho avuto poca ispirazione; i miei pittori preferiti sono Caravaggio e Van Gogh.

 

K.D.M.: Utilizzi diverse tecniche, quali preferisci e perché?

Stefano Pani

Stefano Pani: Conosco quasi tutte le tecniche e ho realizzato opere con una mia tecnica mista, ho realizzato svariati murales ad acrilico, ma forse quella che più mi emoziona è la brillantezza dei colori a olio.

 

K.D.M.: I soggetti delle tue opere sono, per lo più, uomini e donne della tua terra, coi visi segnati dalle linee del tempo e dalle esperienze della vita, che tu tracci così profondamente nella loro pelle come nelle pieghe del loro vestiario tradizionale che tende così a divenire un’estensione del corpo. E il corpo ancora ritorna, fortemente marcato nelle curve piene dei nudi di donna. Un pittura realista, dai tratti, a volte, iperrealisti. Che valore ha per te il corpo che così fedelmente raffiguri?

Stefano Pani: Diciamo che il corpo ha un valore molto importante nei miei quadri, ma più che il corpo direi che quello che più mi affascina è tutto il contesto che c’è dietro; per esempio, se parliamo di un volto di un centenario non è il volto di per sé che mi attira, ma tutto quello che si nasconde dietro quegli occhi e quelle rughe. Se vuoi parlare di nudo di donna, le mie donne non hanno un volto, ma hanno tanta abbondanza che lascia immaginare allo spettatore tanto piacere.

 

K.D.M.: Sia nel bianco e nero che nel colore, che per me a volte acido è un po’ acido, ciò che colpisce è il silenzio che promana dalle tue opere. Quello dell’omertà, quello della solitudine, quello della riflessione, quello della stanchezza o della pausa e del riposo. Ma è un silenzio che suscita nell’osservatore un’attenzione massima al messaggio taciuto. Si capisce che dietro quella scena c’è sempre un mondo pieno quanto misterioso. Raccontaci questo tuo mondo, come lo intendi tu e come vorresti, quindi, che arrivasse al pubblico.

Stefano Pani: Il mio intento principale è che il pubblico racconti a me quello che vede e che sente attraverso i miei quadri, comunque il mio percorso di pittore è di arrivare a colorare la Sardegna come nessun pittore prima ha mai fatto; infatti vi mostro alcuni dei tanti lavori dove predomina un colore brillante e luminoso e non “acido”.

 

K.D.M.: Hai esposto le tue opere sia in mostre collettive che personali. Hai qualcosa in programma prossimamente?

Stefano Pani: Posso solo dire che le ultime due sono state molto importanti, come Spoleto Arte e la Biennale internazionale di Roma che si è appena conclusa. In programma c’è una strada lunghissima da percorrere e c’è tanto da imparare.

 

K.D.M.: Grazie per la tua disponibilità e per le tue belle opere tutte da scoprire! A presto.

 

Written by Katia Debora Melis

 

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