Selfie & Told: il cantautore Scapigliati racconta il primo singolo “Non conta niente”

Selfie & Told: il cantautore Scapigliati racconta il primo singolo “Non conta niente”

Feb 25, 2018

“Ti coprirò di incertezze per poterti tenere/ Capiterà d’essere stanco e non volerti sentire/ Ma lo so tu hai voglia d’amare/ Solo che, hai paura di cominciare/ Metterò in frigo, qualche bottiglia di vino/ Non si sa mai dovessi sentirti lontana/ Perché io ho voglia di amare/ Però, ho paura di cominciare/ […]” – “Non conta niente

Scapigliati

Hi my name is Scapigliati!

Vengo da Roma con le canzoni in tasca, ho 24 anni, la cosa che vorrei fare nella vita è proprio stare su un palco e cantare le mie canzoni con voi, che vi piaceranno un sacco vero?

Per potermi permettere la musica faccio il cuoco. La mia altra grande passione, la cucina. Mi piace guardarmi intorno e descrivere sensazioni, momenti, persone, stati d’animo. Sono un ragazzo parecchio curioso e credo questo sia fondamentale per chi vuole fare arte.

Estroverso, dinamico, simpatico e pure antipatico. Alcuni degli aggettivi che considero calzanti per la mia personalità.

Ed ora beccatevi questa Selfie & Told!

 

S.: Qual è il tuo segno zodiacale?

Scapigliati: Sagittario. Pessimo? Sento sempre parlare male di questo segno a parte che da Paolo Fox. Forse è tutta invidia. Non ci capisco molto di oroscopi e segni, però, mia madre se lo sentiva sempre la mattina quando ero piccolo, lo aspettava con ansia, ed io riuscivo sempre a distrarla quand’era il momento cruciale. Anche mia madre è del mio stesso segno. Mi piace essere del sagittario, ha molte qualità e la voglia di correre e cambiare. Si galoppa! È quello che faccio tutti i giorni tra lavoro e musica. Di questo segno mi appartiene il bisogno di libertà, di viaggiare e di isolamento. E poi essere rappresentati da un centauro, sempre meglio che da un pesce o un granchio! Scherzo!

 

S.: Fai musica per rimorchiare?

Scapigliati: Ma che domande fai? Vabbè un po’ sì, ma non è quello lo scopo. Mi piace scrivere, cantare, creare canzoni, ti fa stare in contatto con te stesso, è il mio yoga! In più posso dire quello che voglio a chi voglio nella maniera che preferisco. Mi permette di dare spazio ai miei momenti più emotivi, alle necessità, se mi sento romantico, infastidito, contento, triste; posso esprimerlo così, con una canzone. Tutto passa attraverso energie e vibrazioni, in tutti i momenti tutti i rumori hanno una collocazione musicale, un tono una nota. La musica ci circonda da sempre anche quando non abbiamo le cuffie alle orecchie o l’ascoltiamo da un dispositivo. In più si può fare con qualsiasi cosa, ad esempio io invento loop ritmici sulla base della spia sonora della cintura in macchina, chiaramente, allacciamo la cintura di sicurezza!

 

S.: Dove andresti a vivere?

Scapigliati: Mi piace Roma, mi piace l’Italia, c’è tutto, il clima, cibo, mare, sole, tutto! Però! Non nego che un piccolo desiderio è quello di provare a vivere in un posto lontano dalla città, con accanto la tranquillità e la natura. Sono innamorato della natura, averla intorno a me significherebbe molto sia musicalmente che mentalmente parlando. Uno dei posti dove andrei è il Canada, da qui, sembra fantastico tra boschi e montagne mi darebbe la giusta dose di “selvaggio”, ne ho bisogno, troppe macchine in città, troppi rumori inutili e troppo stress. Sdraiarsi vicino un fiume ogni tanto ci vuole! Se poi riuscissi a conciliare una bella storia d’amore, beh, allora ho fatto centro.

 

S.: Ti piace fare festa?

Scapigliati: ‘Na cifra! Farei festa tutte le sere, ma non amo la discoteca attenzione. Amici, musica a palla, mangiare, bere, drog… no quella no. Quella non ci piace.  Mi piace offrire cene, serate e stare in compagnia. Riconciliare gli amici e non. L’importante è stare bene, mi piace invitare gente, agli eventi, gente che non vedo da tanto, persone sconosciute, è bello stare insieme e basta! Stare in compagnia, riequilibra tutti i momenti di solitudine passati a scrivere, a pensare.

 

S.: Andavi bene a scuola?

Scapigliati: Beh sì, mi venivano a prendere con la macchina… non posso lamentarmi. Che simpatia eh!? Vabbè… diciamo che la scuola l’ho sempre abbastanza odiata, è una cosa che sconsiglierei se potessi. L’obbligo di fare cose che non ti piacciono ma sei costretto a studiare e comprendere non per tua volontà. Mah! Dunque, sono sempre andato benino alle elementari, per passare dal disastro delle medie, alla buona riuscita delle superiori. Da quando è finita non l’ho mai rimpianta. C’è stato un periodo in cui facevo molta fatica ad andare a scuola, non la vivevo affatto in maniera positiva. Probabilmente mi ha segnato ed ora la vedo così tragica. Ma per fortuna tutto passa, anche questo, rimane il fatto che la scuola dovrebbe fare dei grandi passi avanti per imparare a coinvolgere i ragazzi. I professori dovrebbero fare dei passi da giganti per capire la testa dei propri alunni e la loro collettività. Non è un lavoro facile lo capisco ma bisogna provare. Forse i ruoli a volte ci fanno dimenticare che al di qua e al di là della cattedra ci sono persone e non individui costretti ad eseguire compiti.

 

S.: Come ti vedi allo specchio?

Scapigliati: Come te! Uguale… aspetta, forse più carino. Vedo un’altra parte di me, le mie paure e le mie certezze. Ogni volta che mi guardo allo specchio è come se mi ponessi delle domande. Se faccio bene, se faccio male, se ha senso quello che faccio, lo chiedo allo specchio spesso. Non sono la strega cattiva di Biancaneve. Ma ci parlo anche io con lo specchio! Se non ci fosse lui non saprei quando è ora di farmi la barba e i capelli. Ha un ruolo importante nella mia vita.

 

S.: Per cosa faresti una rivoluzione?

Scapigliati

Scapigliati: Beh… ci sono diverse cose. Una è la difesa dei diritti e dei più deboli. Un’altra è per una carbonara quando ho fame e non posso permettermela. Forse sono solo queste… Rivoluzione è una parola grossa. Non mi sento rivoluzionario ma sicuramente determinato ad ottenere quel che voglio. Mi schiero spesso dalla parte di chi è in difficoltà perché non mi piace vedere la gente soffrire. Tutto sarebbe più facile da un palco con gente che mi sta a sentire, forse in quel caso potremmo introdurre una campagna rivoluzionaria.

 

S.: Credi in Dio?

Scapigliati: Più che altro spero che lui creda in me! Un po’ di tifo fa bene! Alterno momenti in cui penso alla possibilità che possa esistere qualcosa, ed altri che invece in cui non confido in nulla. Ho passato molto tempo in chiesa nella mia adolescenza, in oratorio, come quasi tutti giocavo a pallone in parrocchia, seguivo incontri dove si parlava dell’esistenza di Dio con estrema certezza; quella certezza che io però non ho mai avuto e mi ha portato così ad uscirne. A volte prego e la domenica vado in chiesa, non sono un fedele modello, ma sicuramente lascio sempre una porta aperta. Che dire, se Dio vuole farsi vedere io sono qui!

 

S.: Artisti che ascolti…

Scapigliati: Sono cresciuto con la musica Anni ’70 italiana, quindi cantautorato a palla! La prima canzone che ho imparato è stata “Io Vagabondo” dei Nomadi, mi piaceva moltissimo. Samarcanda, N’taregghe più, Pugno di sabbia, Agnese e così via, brani che ancora oggi mi gironzolano nella testa. Per poi diventare un grandissimo fan dei Queen, con tanto di discografia in bella vista! È stata questa la band che mi ha convinto a voler fare questo lavoro, ho capito che la musica può arrivarti dentro più di quanto si creda. I tempi ora mi portano a guardarmi intorno, Cremonini, Calcutta, Gazzelle, Galeffi e così via… ne sto omettendo veramente tanti, ma, il cantautorato attuale mi interessa e mi diverte. Di internazionale tra i miei preferiti ora come ora c’è Sia, con la sua voce deliziosa.

 

S.: Tizià, l’ultima e me ne vado… “Non conta niente

Scapigliati: Perché? È perché il video finisce così? Te ne vai?… mi dispiace… Sì. Non Conta Niente è il mio primo singolo. L’ho scritta pensando a tutte quelle volte che prendendo la vita troppo sul serio poi ci sono rimasto male. C’è bisogno di credere nelle cose, ma il modo di viverle deve essere un equilibrio di emozioni e sensazioni che ti portano a conquistarle. La fine del video è qualcosa di spontaneo che c’è venuta così parlando con il regista. Io la considero un secondo messaggio. Ovvero giusto non essere troppo seri ma neanche troppo poco, qualcosa potrebbe sfuggirti di mano. A breve uscirà America, il nuovo singolo!

 

“[…] E non conta niente non conta niente la serietà/ L’importante è viaggiare sempre con chi sa ridere/ E se scappa un bacio o qualche frase stupida/ Si vede che l’unico viaggio è questo qua.// Non mi dirai che in fondo in fondo già mi vuoi bene/ Perché non sai, se è giusto cominciarci a pensare/ Che tra di noi, una strana voglia sale/ Di stare soli, abbracciati al mare/ […]” ‒ “Non conta niente

 

Written by Scapigliati

 

 

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