Zitelle, il bello di vivere per conto proprio di Kate Bolick: essere single non è un dramma

Zitelle, il bello di vivere per conto proprio di Kate Bolick: essere single non è un dramma

Feb 24, 2018

Da anni ormai essere single diventa sempre più una esigenza, una scelta consapevole per affermare la propria libertà e la propria indipendenza anche dal punto di vista lavorativo, ma soprattutto per sfatare il mito imposto dalle nonne e dalle zie che puntualmente superata la soglia dei venti e passa anni, ci chiedono “Ma non sei ancora fidanzata?” e poi ai trenta “Ma quando ti sposi?”.

Zitelle, il bello di vivere per conto proprio

Retaggi obsoleti direte voi, certo, però anche noi da bambine siamo cresciute con le fiabe del principe azzurro e del “felice e contenta per sempre”, poi si cresce fortunatamente e gli obiettivi diventano altri.

La zitella, però, anche nella società contemporanea viene vista come donna acida, egoista e non viene mai citata come esempio al quale aspirare, al contrario dell’uomo single che porta con sé un’aurea glamour e fascinosa.

Bene, per ovviare al problema c’è un simpatico saggio, si legge d’un fiato e con un sorriso, dal titolo: “Zitelle, il bello di vivere per conto proprio” della casa editrice Sonzogno, uscito lo scorso anno. Ebbene sì, sdoganiamo questo termine obsoleto e dichiariamoci zitelle con orgoglio.

L’autrice, Kate Bolick, è americana del New England e va alla ricerca di esempi di donne single negli anni in cui il matrimonio era d’obbligo per una donna. Nel periodo vittoriano, infatti, contrariamente a quanto si pensi c’è stato un picco di donne zitelle che poi è sceso intorno agli anni ’60 per poi consolidarsi maggiormente di anno in anno, fino al 34% dei giorni nostri (dati americani).

Ci sono curiosità varie sul termine zitella e note storiche di autrici e autori che hanno investigato il manifestarsi di questo fenomeno, legato a doppio filo per un certo periodo, anche con il femminismo.

Per chi crede che sia un libro inneggiante al rimanere single e a farne un vanto dico subito che non è così. Nel libro vengono prese in considerazione cinque esempi di donne indipendenti, di successo e che non sono eroine della zitellaggine, ma sono riuscite a vivere la propria vita con un grande amore verso se stesse: Edna St.Vincent Millay, Edith Wharton, Maeve Brennan, Neith Boyle, Charlotte Perkins Gilman sono nomi che probabilmente vi diranno poco o niente, ma dopo la lettura del libro scoprirete in quale modo sono state importanti.

Tra di loro c’è anche chi ha ispirato il personaggio di Holly Golightly nel celebre Colazione da Tiffany. Donne accomunate dalla passione per la scrittura, per la conoscenza e per la curiosità, in grado di opporsi alle convenzioni sociali ed imporsi anche nei rapporti amorosi.

L’autrice fa un viaggio attraverso il quale racconta le vicissitudini di queste donne meravigliose, single per buona parte della loro vita, ma anche mogli e madri.

La zitella, infatti, non è destinata ad esserlo per sempre, ma decide consapevolmente di stare insieme ad un uomo quando realmente innamorata, non spinta dall’interesse economico e sociale, bensì da un forte sentimento affettivo e sessuale.

Kate Bolick

Mette al primo posto i propri desideri, i propri interessi e riesce a vivere coerentemente la propria vita senza assoggettarsi all’altro, mantenendo i propri principi e la propria visione del mondo.

Il titolo, quindi è volutamente provocatorio, perché invita le donne a capire i propri obiettivi e se necessario a rimanere zitelle vivendo felicemente questo status sociale, senza farsi influenzare da chi consiglia diversamente solo per convenienza o per troppo amore.

L’autrice stessa dopo aver concluso di scrivere il libro dichiara di non essere più single, ma di esserlo stata felicemente.

Quindi se non siete più single oppure se lo siete ancora, poco importa, l’importante è rimanere indipendenti nell’animo e fare le proprie scelte con passione.

 

Written by Gloria Rubino

 

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