“Marie aspetta Marie” di Madeleine Bourdouxhe: un viaggio dell’anima tra le passioni femminili

“Marie aspetta Marie” di Madeleine Bourdouxhe: un viaggio dell’anima tra le passioni femminili

Feb 19, 2018

“Era suo marito. Da lui non si aspettava né gioie né pene d’amore. Ma lo amava di un affetto che non escludeva la carne; desiderava che fosse felice moralmente ma anche nel corpo. Era il suo diletto fratello. Era un amico il cui volto, le braccia, le gambe, le vene, il sangue e tutto ciò che lo faceva vivere erano cose preziose, e potevano essere per lei fonte di dolore. Suo marito avrebbe potuto significare anche: piacere, desiderio, amore; e sarebbe stato infinitamente bello. Ma avrebbe anche potuto significare: indifferenza; e sarebbe stato tutto più facile. Ma non era né l’uno né l’altro.”

Marie aspetta Marie

Marie è una trentenne sposata con un uomo che ama molto. Un amore non certo passionale ma stabile e invidiato da tutti i loro amici.

Lui manca tutto il giorno da casa per il lavoro, lei insegna privatamente latino a giovani studenti.

Poi quella vacanza al mare, in Costa Azzurra, e l’incrocio di sguardi tra lei e quel ragazzo di vent’anni solo sulla spiaggia. Dopo un breve incontro di un pomeriggio lui le lascia il numero di telefono su un foglietto di carta e una volta tornata a Parigi deciderà di chiamarlo per poterlo vedere ancora. E qualcosa da quel momento in poi cambia definitivamente.

Marie aspetta Marie (Adelphi, febbraio 2018, traduzione di G. Cillario, con una nota di Faith Evans; apparso in Belgio nel 1943 con il titolo “À la recherche de Marie” e pubblicato in Francia nel 1989 come “Wagram 17-42. Marie attend Marie”) è il secondo romanzo (dopo “La donna di Gilles”) della scrittrice belga Madeleine Bourdouxhe.

L’ambientazione è quella della Parigi degli anni ’30, la Parigi in grande fermento culturale che qui si intravede solamente in alcuni brevi momenti.

La vera protagonista è però Marie, una giovane donna con un matrimonio precoce che non intende accontentarsi di ciò che ha.

Il suo amore è sincero ma nel momento in cui intravede qualcosa di altro comincia a riflettere, su se stessa, sugli altri, su quel marito gentile che forse non ha nessuna colpa, se non quella di non preoccuparsi troppo delle necessità, non prettamente materiali, della moglie. Marie scava nella sua interiorità, scopre una libertà e una identità inaspettate.

Come nella recherche di Proust lei cerca se stessa, non più come riflesso dell’uomo che le sta accanto, o di quello che incontra con passione appena scoperta, ma come donna in grado di provvedere a se stessa.

Lo dimostra con le lunghe passeggiate nell’affascinate Parigi, con gli sguardi fugaci, persino con la vendita di quell’anello che le permetterà di viaggiare senza chiedere denaro ad alcuno.

Per troppi anni questo romanzo venne ignorato, forse perché mostrava una donna in grado di emanciparsi ed entusiasta di potersi dedicare ad una passione proibita? Forse vi era il timore che altre potessero imitarla?

Madeleine Bourdouxhe

Oggi “Marie aspetta Marie” assume un significato ancora più profondo e si mostra in tutta la sua attualità.

Marie era ed è una di noi. Una donna con i suoi pregi e i suoi difetti che non si lascia abbattere neppure da quella sorella che tenta di assimilare ogni sua forza vitale.

Molto bello ed interessante anche la visione della Parigi sfavillante e quella delle cittadine più distanti contraddistinte da un grigiore che fa presagire l’imminente guerra con la sua tristezza e la sua povertà.

Forte, coinvolgente, poetico, ricco di silenzi eloquenti, di visioni inedite, una storia narrata con uno stile particolare che immediatamente colpisce e rapisce il lettore, dalla prima all’ultima pagina.

Si siedono sulla sabbia. Potrebbero parlarsi ancora: delle colline lontane che digradano verso il mare, della forma di una villa bianca tra i cipressi. Ma a che serve? Sanno che non c’è niente da dire. Accettano tra loro quel silenzio, la ricchezza, la sincerità di quel grande silenzio. Sanno pure che in quel momento vedono ogni cosa dalla stessa prospettiva e che, per entrambi, quella vela rossa sul mare spicca netta, aspra, crudele come quella cosa che è in loro.

 

Written by Rebecca Mais

 

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