Selfie & Told: la band La Notte racconta il nuovo disco “Volevo Fare Bene”

Selfie & Told: la band La Notte racconta il nuovo disco “Volevo Fare Bene”

Feb 15, 2018

“Se mi vedi distrutto/ è che ho dato tutto,/ volevo fare bene” – “Volevo Fare Bene

 

 

La Notte

La Notte sono 5 ragazzi di Firenze. In verità non è vero perché siamo tutti sparsi per la provincia e solo due sono veramente di Firenze, ma questo non è importante.

Ci siamo conosciuti più di 5 anni fa; alcuni di noi si conoscevano da prima, altri non si erano mai visti in vita loro, ma di base eravamo tutti quasi sconosciuti l’uno per l’altro.

Adesso sembra quasi strano formare un gruppo nel mezzo della vastità di progetti solisti che ci si presentano in Italia, ma noi era così che volevamo fare.

Non è semplice essere un gruppo, forse per questo non esistono quasi più.

Abbiamo iniziato nel dicembre 2012 a scrivere canzoni pseudo-indie rock in inglese, a girare il più possibile l’Italia in una punto nera, in 5 e con gli strumenti addosso.

Abbiamo suonato ovunque si potesse e senza esitare, mai.

Quando ad un certo punto ci è stata posta la possibilità di fare un disco è stato qualcosa di assurdo. Nessuno di noi probabilmente avrebbe mai immaginato che quello che abbiamo iniziato in quella saletta di 2 metri per 2 si sarebbe trasformato in un EP e due album, in migliaia di facce e amici nuovi, in decine e decine di concerti.

Per noi suonare era un po’ quella cosa che volevi fare nella vita ma non sapevi come si facesse a farlo.

Il nostro nuovo disco si chiama “Volevo Fare Bene” ed è uscito il 19 gennaio per Woodworm.

Ed ora beccatevi la nostra Selfie & Told!

 

L.N.: Come viene raffigurato l’universo sonoro de La Notte.

Volevo Fare Bene – La Notte

La Notte: Quando ci ritroviamo a dover scrivere canzoni nuove è come una battaglia: prendiamo una canzone ma poi la odiamo, ci incazziamo e poi la amiamo perché troviamo quello che veramente ci piace. Penso che la nostra forza sia di cercare di creare quello che ancora non abbiamo sentito ma vorremmo sentire, per questo ogni volta che ci paragonano a qualche gruppo noi non ne conosciamo neanche mezzo disco. La nostra musica è ambientata negli anni ’60 però con le navicelle spaziali.

 

L.N.: Cosa rappresenta l’italiano nella vostra musica.

La Notte: L’italiano ci siamo accorti (forse un po’ tardi) che è una lingua bellissima, non siamo mai stati dei grandi ascoltatori di musica italiana; conosciamo i classici e apprezziamo alcuni artisti pop contemporanei come Morgan o Cesare Cremonini. Usare la propria lingua in musica penso che sia il modo migliore per mostrare tutto ciò che hai da dire, in inglese spesso crei frasi in cui non credi nemmeno mentre è più facile in italiano tirare fuori davvero ciò che pensi.

 

L.N.: Tre dischi che rappresentano “Volevo Fare Bene”.

La Notte: La nostra peculiarità probabilmente è che tutti abbiamo ascolti diversi. Non è una frase detta così per dirla, ascoltiamo veramente tutti cose completamente diverse e quindi quando troviamo dei punti di convergenza li sfruttiamo il più possibile. Un disco importante che ci ha ispirati parecchio è sicuramente “Sound & Color” degli Alabama Shakes, allo stesso tempo però volevamo ricreare qualche cosa come “Anima Latina” di Battisti. Però due artisti probabilmente rimangono gli unici che ci mettono quasi sempre d’accordo che sono i Beatles e gli Strokes.

 

L.N.: Cosa è successo in questi 5 anni?

La Notte

La Notte: Per quanto 5 anni sono un periodo relativamente corto per la vita di un gruppo per noi sembrano stati un’eternità. Ci piace pensare a tutte le persone che abbiamo conosciuto e con cui abbiamo lavorato e quanto ci hanno insegnato a partire da Karim (Qqru) e Max Fusaroli fino ad Andre Marmorini per questo nuovo disco e ovviamente tutta Woodworm.

 

L.N.: Come vedete il futuro de La Notte?

La Notte: Ora come ora pieno di concerti, sudore, poco sonno e molto alcol. Stiamo fremendo per iniziare il tour e non vediamo l’ora. Nonostante ciò ci piace guardare sempre avanti e siamo carichissimi per fare il terzo disco e per crescere ancora, sentiamo di avere ancora tante cose da dire. E poi faremo un sacco di soldi. Ci vediamo in giro gente!

 

“Poi ho guardato in basso/ C’era l’abisso/ Mi ci sono rivisto” – “Volevo Fare Bene”

 

Written by La Notte

 

 

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