Oscar 2018: L’aria che tira – Riflessioni, pronostici, statistiche e curiosità sulle nomination #4

Oscar 2018: L’aria che tira – Riflessioni, pronostici, statistiche e curiosità sulle nomination #4

Feb 7, 2018

Mancano 25 giorni alla 90esima Notte degli Oscar. Le nomination sono state annunciate lo scorso 23 gennaio e anche quest’anno s’è fatta la storia, per diverse ragioni.

Oscar 2018

L’Italia c’è, con un totale di 3 nominati in 2 sezioni competitive: Luca Guadagnino e Marco Morabito, produttori di “Chiamami col tuo nome”, e Alessandra Querzola, scenografa di “Blade Runner 2049”.

Obiettivo del contributo di quest’oggi è primariamente prevedere i vincitori di ogni categoria basandoci sui pareri degli esperti di AwardsCircuit (che indicheremo come AC), AwardsWatch (AW), GoldDerby (GD) e, salvatosi in corner dopo tanti vistosi ritardi, Indiewire (IW); l’Hollywood Reporter non s’è più espresso sull’argomento dopo l’apertura ufficiale della competizione.

Partiamo da un raffronto di base: integriamo il prospetto dei maggiori protagonisti delineatosi il mese scorso con i risultati effettivi, evidenziandone corrispondenze e difformità.

  • 14 potenziali categorie – “La forma dell’Acqua – The Shape of Water” (di Guillermo del Toro): nomination effettive 13;
  • 9 potenziali categorie – “Dunkirk” (di Christopher Nolan): nomination effettive 8; e “The Post” (di Steven Spielberg): nomination effettive 2;
  • 8 potenziali categorie – “Chiamami col tuo nome” (di Luca Guadagnino): nomination effettive 4;
  • 7 potenziali categorie – “L’ora più buia” (di Joe Wright): nomination effettive 6; “Scappa – Get Out” (di Jordan Peele): nomination effettive 4; e “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” (di Martin McDonagh): nomination effettive 7;
  • 6 potenziali categorie – “Blade Runner 2049” (di Denis Villeneuve): nomination effettive 5; “Lady Bird” (di Greta Gerwig): nomination effettive 5; e “Mudbound” (di Dee Rees): nomination effettive 4;
  • 5 potenziali categorie – “I, Tonya” (di Craig Gillespie): nomination effettive 3; e “Star Wars: Episodio VIII – Gli Ultimi Jedi” (di Rian Johnson): nomination effettive 4;
  • 4 potenziali categorie – “Il filo nascosto” (di Paul Thomas Anderson): nomination effettive 6; e “The Florida Project” (di Sean Baker): nomination effettive 1.

In aggiunta, va segnalato che “Baby Driver – Il genio della fuga” (di Edgar Wright) è arrivato a quota 3, “La bella e la bestia” (di Bill Condon), “Coco” (di Lee Unkrich) e “Vittoria e Abdul” (di Stephen Frears) a quota 2.

Insomma, un centro perfetto per il graffiante dramma di McDonagh, auspici realistici per il titanico successo di del Toro, l’ennesima prova virtuosistica di Nolan, il memorabile biopic di Wright, il coraggioso e sventurato sequel di Villeneuve, l’incantevole gioiello della Gerwig e il pantagruelico divertissement di Johnson.

Il nostro pregiato Guadagnino si è rivelato sovrastimato, escluso dalla cinquina dei registi assieme ai due attori non protagonisti (Armie Hammer e Michael Stuhlbarg) e al direttore della fotografia, un po’ come l’indelebile esordio di Peele, che però parimenti conserva intatte le categorie più pesanti (un vero evento, considerando inoltre che il rilascio nelle sale è datato febbraio 2017, corrispondente a un periodo dell’anno generalmente screditato dai membri Academy), e l’apprezzatissimo dramma di Baker.

Al contrario, è sorto in tutta la sua autorevolezza l’ottavo lungo di finzione di Anderson, assente distinto solo nella sezione riservata alla sceneggiatura. La più cocente sconfitta è registrata senza dubbio dall’ultima fatica di Spielberg, di cui si salvano l’opera in sé e la sempre impeccabile protagonista, neppure la tanto citata partitura di John Williams: una circostanza che attribuisce a “The Post” il detentore del minor numero di candidature ad un film diretto dal cineasta di Cincinnati che abbia concorso nella categoria règia.

Nessuna gara, come anticipato, per “Wonder Woman” (di Patty Jenkins), “Detroit” (di Kathryn Bigelow) e “La stanza delle meraviglie” (di Todd Haynes): chance deboli infine, ripescando fra le seconde scelte avanzate a gennaio, per “The Greatest Showman” (di Michael Gracey), nettamente superato sul piano tecnico dalla concorrenza, e “Tutti i soldi del mondo” (di Ridley Scott).

I prossimi appuntamenti da non perdere nelle nostre sale sono fissati perciò per il 14 febbraio (“La forma dell’Acqua – The Shape of Water”), il 22 febbraio (“The Disaster Artist” e “Il filo nascosto”), il 1° marzo (“Lady Bird” e “Visages, villages”) e il 22 marzo (“I, Tonya”).

Miglior film

Già, di nuovo 9 campioni su 10 eleggibili, nonostante vi fossero 341 titoli fra cui scegliere: una condotta più che inspiegabile (le ragioni saranno anche note, magari), ingiustificabile. Di seguito i fortunati (è proprio il caso di dirlo):

  • Tre manifesti a Ebbing, Missouri

    “Chiamami col tuo nome” (distribuito dalla Sony Pictures Classics; produttori Emilie Georges, il regista Luca Guadagnino, Marco Morabito e Peter Spears);

  • “Dunkirk” (distribuito dalla Warner Bros.; produttori Christopher Nolan ed Emma Thomas) – possibile vincitore secondo IW;
  • “Il filo nascosto” (distribuito dalla Focus Features; produttori il regista Paul Thomas Anderson, Megan Ellison, Daniel Lupi e JoAnne Sellar), che costituisce la sorpresa più rilevante;
  • “La forma dell’Acqua – The Shape of Water” (distribuito dalla Fox Searchlight Pictures; produttori J. Miles Dale e il regista Guillermo del Toro) – vincitore secondo AC, AW, GD; possibile vincitore secondo IW;
  • “Lady Bird” (distribuito dalla A24; produttori Eli Bush, Evelyn O’Neill e Scott Rudin);
  • “L’ora più buia” (distribuito dalla Focus Features; produttori Tim Bevan, Lisa Bruce, Eric Fellner, Anthony McCarten e Douglas Urbanski);
  • “The Post” (distribuito dalla 20th Century Fox; produttori Kristie Macosko Krieger, Amy Pascal e il regista Steven Spielberg);
  • “Scappa – Get Out” (distribuito dalla Universal Pictures; produttori Jason Blum, Edward H. Hamm Jr., Sean McKittrick e il regista Jordan Peele);
  • “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” (distribuito dalla Fox Searchlight Pictures; produttori Graham Broadbent, Peter Czernin e il regista Martin McDonagh) – possibile vincitore secondo IW.

Fuori dai giochi “The Florida Project”, “The Big Sick” e “Mudbound”, quindi “I, Tonya”, “Wonder Woman”, “Blade Runner 2049”, “Star Wars: Episodio VIII – Gli Ultimi Jedi”, “Molly’s Game” e “Logan”.

Miglior regista

  • “Dunkirk” (Christopher Nolan), per cui vediamo per la prima volta il celebre cineasta concorrere ricoprendo il ruolo per cui è meglio conosciuto;
  • “Il filo nascosto” (Paul Thomas Anderson), che costituisce la sorpresa più rilevante;
  • “La forma dell’Acqua – The Shape of Water” (Guillermo del Toro), per cui siamo di fronte al quinto regista latino-americano (dopo Héctor Babenco nel 1986 con “Il bacio della donna ragno”, Fernando Meirelles nel 2004 con “City of God”, Alejandro González Iñárritu nel 2007 con “Babel” e Alfonso Cuarón nel 2014 per “Gravity”) ad entrare in competizione – vincitore secondo AC, AW, GD, IW;
  • “Lady Bird” (Greta Gerwig), per cui siamo di fronte alla quinta donna (dopo Lina Wertmüller nel 1977 con “Pasqualino Settebellezze”, Jane Campion nel 1994 con “Lezioni di piano”, Sofia Coppola nel 2004 con “Lost in Translation – L’amore tradotto” e Kathryn Bigelow nel 2009 con “The Hurt Locker”) ad entrare in competizione;
  • “Scappa – Get Out” (Jordan Peele), per cui siamo di fronte al quinto regista nero (dopo John Singleton nel 1992 con “Boyz ‘n the Hood – Strade violente”, Lee Daniels nel 2010 con “Precious”, Steve McQueen nel 2014 con “12 anni schiavo” e Barry Jenkins nel 2017 con “Moonlight”) ad entrare in competizione.

Fuori dai giochi Steven Spielberg (“The Post”), Martin McDonagh (“Tre manifesti a Ebbing, Missouri), Dee Rees (“Mudbound”), Sean Baker (“The Florida Project”) e Luca Guadagnino (“Chiamami col tuo nome”), quindi Joe Wright (“L’ora più buia”), Ridley Scott (“Tutti i soldi del mondo”) e Patty Jenkins (“Wonder Woman”).

Miglior attore protagonista

  • Timothée Chalamet

    “Chiamami col tuo nome” (Timothée Chalamet, 22 anni, prima nomination);

  • “Il filo nascosto” (Daniel Day-Lewis, 60 anni, sesta nomination);
  • “L’ora più buia” (Gary Oldman, 59 anni, seconda nomination) – vincitore secondo AC, AW, GD, IW;
  • “Roman J. Israel, Esq.” (Denzel Washington, 63 anni, ottava nomination come attore), per cui siamo di fronte all’attore afroamericano più nominato di sempre;
  • “Scappa – Get Out” (Daniel Kaluuya, 28 anni, prima nomination).

Fuori dai giochi anzitutto Tom Hanks (“The Post”) e James Franco (“The Disaster Artist”, probabilmente anche sulla scorta delle polemiche riguardanti il tema delle molestie sessuali che non hanno mancato di infangarne la reputazione), quindi Jake Gyllenhaal (“Stronger”), Robert Pattinson (“Good Time”), Christian Bale (“Hostiles”), Jamie Bell (“Film Stars Don’t Die in Liverpool”), James McAvoy (“Split”) Javier Bardem (“madre!”), Chadwick Boseman (“Marshall”) e Jacob Tremblay (“Wonder”).

Miglior attrice protagonista

  • “La forma dell’Acqua – The Shape of Water” (Sally Hawkins, 41 anni, seconda nomination);
  • “I, Tonya” (Margot Robbie, 27 anni, prima nomination);
  • “Lady Bird” (Saoirse Ronan, 23 anni, terza nomination);
  • “The Post” (Meryl Streep, 68 anni, ventunesima nomination), per cui siamo di fronte all’attrice (sempre più) candidata di sempre;
  • “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” (Frances McDormand, 60 anni, quinta nomination) – vincitore secondo AC, AW, GD, IW.

Una cinquina tutta azzeccata come si ha modo di notare, da cui restano escluse Jessica Chastain (“Molly’s Game”), Judi Dench (“Vittoria e Abdul”), Emma Stone (“La battaglia dei sessi”), Michelle Williams (“Tutti i soldi del mondo”), Kate Winslet (“La ruota delle meraviglie”), Annette Bening (“Film Stars Don’t Die in Liverpool”), Gal Gadot (“Wonder Woman”), Daniela Vega (“Una donna fantastica”) e Salma Hayek (“Beatriz at Dinner”).

Miglior attore non protagonista

  • “The Florida Project” (Willem Dafoe, 62 anni, terza nomination);
  • “La forma dell’Acqua – The Shape of Water” (Richard Jenkins, 70 anni, seconda nomination);
  • “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” (Woody Harrelson, 56 anni, terza nomination);
  • “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” (Sam Rockwell, 49 anni, prima nomination) – vincitore secondo AC, AW, GD, IW;
  • “Tutti i soldi del mondo” (Christopher Plummer, 88 anni, terza nomination), per cui il fortunello sostituto di Kevin Spacey, già il più anziano fra gli uomini ad aver vinto una statuetta per una performance attoriale grazie a “Beginners” (2010), è divenuto pure il più attempato a ricevere una nomination nello stesso campo, superando l’87enne Gloria Stuart di “Titanic”.

Fuori dai giochi come già annunciato Armie Hammer e Michael Stuhlbarg (“Chiamami col tuo nome”), quindi Steve Carell (“La battaglia dei sessi”), Jason Mitchell (“Mudbound”), Ray Romano (“The Big Sick”), Mark Rylance (“Dunkirk”), Sebastian Stan (“I, Tonya”), Harrison Ford (“Blade Runner 2049”) e Michael Shannon (“La forma dell’Acqua – The Shape of Water”).

Miglior attrice non protagonista

  • Lesley Manville

    “Il filo nascosto” (Lesley Manville, 61 anni, prima nomination), che costituisce la sorpresa più rilevante;

  • “La forma dell’Acqua – The Shape of Water” (Octavia Spencer, 45 anni, terza nomination), per cui siamo di fronte all’attrice afroamericana più nominata di sempre, al pari di Viola Davis;
  • “I, Tonya” (Allison Janney, 58 anni, prima nomination) – vincitore secondo AC, AW, GD; possibile vincitore secondo IW;
  • “Lady Bird” (Laurie Metcalf, 62 anni, prima nomination) – possibile vincitore secondo IW;
  • “Mudbound” (Mary J. Blige, 47 anni, prima nomination).

Fuori dai giochi Hong Chau (“Downsizing – Vivere alla grande”) e Holly Hunter (“The Big Sick”), quindi l’inaspettata Tiffany Haddish (“Il viaggio delle ragazze”, che non essendo entrato in competizione le ha permesso di ricoprire il ruolo di presentatrice all’annuncio delle nomination accanto ad Andy Serkis), Melissa Leo (“Novitiate”), Catherine Keener (“Scappa – Get Out”), Julia Roberts (“Wonder”), Kristin Scott Thomas (“L’ora più buia”) e Bria Vinaite (“The Florida Project”).

Miglior sceneggiatura originale

  • “The Big Sick” (Emily V. Gordon e Kumail Nanjiani);
  • “La forma dell’Acqua – The Shape of Water” (Guillermo del Toro e Vanessa Taylor);
  • “Lady Bird” (Greta Gerwig) – possibile vincitore secondo IW;
  • “Scappa – Get Out” (Jordan Peele) – vincitore secondo AW; possibile vincitore secondo IW;
  • “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” (Martin McDonagh) – vincitore secondo AC, GD.

Fuori dai giochi “The Post” (Liz Hannah e Josh Singer) e “The Florida Project” (Sean Baker e Chris Bergoch), quindi “L’ora più buia” (Anthony McCarten), “Il filo nascosto” (Paul Thomas Anderson), “I, Tonya” (Steven Rogers), “Dunkirk” (Christopher Nolan) e “Downsizing – Vivere alla grande” (Alexander Payne e Jim Taylor).

Miglior sceneggiatura non originale

  • “Chiamami col tuo nome” (James Ivory), per cui siamo di fronte all’uomo (maschio) più anziano in assoluto ad essere stato coinvolto in una sezione competitiva – vincitore secondo AC, AW, GD, IW;
  • “The Disaster Artist” (Scott Neustadter e Michael H. Weber);
  • “Logan” (Scott Frank, James Mangold e Michael Green), che costituisce la sorpresa più rilevante anche per essersi distinto quale primo cinecomic ad ottenere una candidatura per la sceneggiatura;
  • “Molly’s Game” (Aaron Sorkin);
  • “Mudbound” (Dee Rees e Virgil Williams), per cui siamo di fronte alla prima donna nera ad entrare in competizione.

Fuori dai giochi “Wonder” (Stephen Chbosky, Steve Conrad e Jack Thorne) e “Vittoria e Abdul” (Lee Hall), quindi “Tutti i soldi del mondo” (David Scarpa), “Wonder Woman” (Jason Fuchs, Allan Heinberg e Zack Snyder), “L’inganno” (Sofia Coppola), “La stanza delle meraviglie” (Brian Selznick), “Hostiles” (Scott Cooper), “Civiltà perduta” (James Gray), “Film Stars Don’t Die in Liverpool” (Matt Greenhalgh) e “Star Wars: Episodio VIII – Gli Ultimi Jedi” (Rian Johnson).

Miglior film d’animazione

  • Baby Boss

    “Baby Boss” (di Tom McGrath, produttrice Ramsey Ann Naito; DreamWorks), che costituisce quasi una sorpresa se si legge la sua presenza alla luce di altri titoli di gran lunga più meritevoli;

  • “The Breadwinner” (di Nora Twomey, produttore Anthony Leo; Gkids);
  • “Coco” (di Lee Unkrich, produttrice Darla K. Anderson; Pixar) – vincitore secondo AC, AW, GD;
  • “Ferdinand” (di Carlos Saldanha; Blue Sky);
  • “Loving Vincent” (di Dorota Kobiela e Hugh Welchman, produttore Ivan Mactaggart; Odra Film).

In merito a quest’unica categoria Indiewire s’è scordato di aggiornare le previsioni, ma non siamo di fronte a una dimenticanza di peso rilevante: tutti gli esperti darebbero chiaramente per vincitore “Coco”.

Fuori dai giochi “Lego Batman – Il Film”, “La jeune fille sans mains” (aka “The Girl Without Hands”), “Cars 3”, “Cattivissimo Me 3”, “Capitan Mutanda”, “Meari to majo no hana” (aka “Mary and the Witch’s Flower) e “In questo angolo di mondo”, quindi “Le Grand Méchant Renard et autres contes…” (aka “The Big Bad Fox and Other Tales…”, “Psiconautas, los niños olvidados” (aka “Birdboy: The Forgotten Children”, “Ethel & Ernest”, “Window Horses: The Poetic Persian Epiphany of Rosie Ming” e “Gli eroi del Natale”.

Miglior film straniero

  • “Una donna fantastica” (di Sebastián Lelio; Cile) – vincitore secondo AC, GD; – possibile vincitore secondo IW;
  • “L’insulto” (di Ziad Doueiri; Libano);
  • “Loveless” (di Andrej Zvjagincev aka Andrey Zvyagintsev; Russia) – vincitore secondo AW;
  • “Corpo e anima” (di Ildikó Enyedi; Ungheria), che costituisce la sorpresa più rilevante;
  • “The Square” (di Ruben Östlund; Svezia) – possibile vincitore secondo IW.

Fuori dai giochi “Foxtrot” (Israele) a sorpresa, “Oltre la notte” (Germania), “Inxeba” (aka “The Wound”; Sudafrica) e “Félicité” (Senegal).

Miglior film documentario

  • “Abacus: Small Enough to Jail” (di Steve James, produttori Mark Mitten e Julie Goldman), che costituisce la sorpresa più rilevante;
  • “Visages, villages” (di JR e Agnès Varda, produttrice Rosalie Varda) – vincitore secondo AC, GD, IW;
  • “Icarus” (di Bryan Fogel, produttore Dan Cogan) – vincitore secondo AW;
  • “De sidste mænd i Aleppo” (aka “Last Man in Aleppo”, di Firas Fayyad, produttori Kareem Abeed e Søren Steen Jespersen);
  • “Strong Island” (di Yance Ford, produttrice Joslyn Barnes), per cui siamo di fronte al primo regista dichiaratamente transgender ad essere candidato ad una statuetta.

Fuori dai giochi “Jane” a sorpresa, “City of Ghosts”, “Long Strange Trip”, “Human Flow”, “Let It Fall: Los Angeles 1982-1992”, “Chasing Coral”, “Ex Libris: New York Public Library”, “One of Us”, “Una scomoda verità 2” e “Unrest”.

Miglior colonna sonora

  • Il filo nascosto

    “Dunkirk” (Hans Zimmer);

  • “Il filo nascosto” (Jonny Greenwood) – possibile vincitore secondo IW;
  • “La forma dell’Acqua – The Shape of Water” (Alexandre Desplat) – vincitore secondo AC, AW, GD; possibile vincitore secondo IW;
  • “Star Wars: Episodio VIII – Gli Ultimi Jedi” (John Williams), per cui, ancora una volta e sempre più, siamo di fronte alla persona vivente col maggior numero di candidature collezionate (51 in totale);
  • Tre manifesti a Ebbing, Missouri” (Carter Burwell), che costituisce la sorpresa più rilevante.

Fuori dai giochi John Williams (“The Post”) a sorpresa e Dario Marianelli (“L’ora più buia”), già più notoriamente a rischio, quindi Thomas Newman (“Vittoria e Abdul”), Benjamin Wallfisch e Hans Zimmer (“Blade Runner 2049”), Michael Giacchino (“Coco”), Carter Burwell (“La stanza delle meraviglie”), James Newton Howard (“Detroit”), Rupert Gregson-Williams (“Wonder Woman”) e Tamar-kali (“Mudbound”).

Miglior canzone

  • “Chiamami col tuo nome” (“Mistery of Love”), musica e testo di Sufjan Stevens;
  • “Coco” (“Remember Me”), musica e testo di Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez – vincitore secondo AC, AW, GD, IW;
  • “The Greatest Showman” (“This Is Me”), musica e testo di Benj Pasek e Justin Paul;
  • “Marshall” (“Stand Up for Something”), musica di Diane Warren, testo di Lonnie R. Lynn e Diane Warren;
  • “Mudbound” (“Mighty River”), musica e testo di Mary J. Blige, Raphael Saadiq e Taura Stinson.

Fuori dai giochi “Evermore” (da “La bella e la bestia”), musica di Alan Menken, testo di Tim Rice, “It Ain’t Fair” (da “Detroit”), musica e testo dei The Roots, “Prayers For This World” (da “Cries from Syria”), musica e testo di Diane Warren, e “I Don’t Wanna Live Forever (Fifty Shades Darker)” (da “Cinquanta sfumature di nero”), musica e testo di Jack Antonoff, Sam Drew e Taylor Swift; quindi “Visions of Gideon” (da “Chiamami col tuo nome”), “The Promise” (da “The Promise”), “Dancing Through the Wreckage” (da “Served Like a Girl”), “The Star” (da “Gli eroi del Natale”), “Jump” (da “Step”) e “There’s Something Special” (da “Cattivissimo Me 3”).

Migliori effetti speciali

  • “Blade Runner 2049” (Richard R. Hoover, Paul Lambert, Gerd Nefzer e John Nelson) – vincitore secondo AC, AW;
  • “Guardiani delle Galassia Vol. 2” (Jonathan Fawkner, Dan Sudick, Christopher Townsend e Guy Williams);
  • “Kong: Skull Island” (Scott Benza, Mike Meinardus, Stephen Rosenbaum e Jeff White), che costituisce la sorpresa più rilevante;
  • “Star Wars: Episodio VIII – Gli Ultimi Jedi” (Chris Corbould, Ben Morris, Michael Mulholland e Neal Scanlan);
  • “The War – Il pianeta delle scimmie” (Daniel Barrett, Dan Lemmon, Joe Letteri e Joel Whist) – vincitore secondo GD, IW.

Fuori dai giochi anzitutto “Dunkirk”, “La forma dell’Acqua – The Shape of Water” e “Okja”, quindi “Alien: Covenant” e “Valerian e la città dei mille pianeti”.

Miglior montaggio

  • Baby Driver – Il genio della fuga

    “Baby Driver – Il genio della fuga” (Jonathan Amos e Paul Machliss) – vincitore secondo AC;

  • “Dunkirk” (Lee Smith) – vincitore secondo AW, GD; possibile vincitore secondo IW;
  • “I, Tonya” (Tatiana S. Riegel);
  • “La forma dell’Acqua – The Shape of Water” (Sidney Wolinsky) – possibile vincitore secondo IW;
  • “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” (Jon Gregory) – possibile vincitore secondo IW.

Fuori dai giochi Sarah Broshar e Michael Kahn (“The Post”), Gregory Plotkin (“Scappa – Get Out”), Bob Ducsay (“Star Wars: Episodio VIII – Gli Ultimi Jedi”), Joe Walker (“Blade Runner 2049”) e Nick Houy (“Lady Bird”); quindi Walter Fasano (“Chiamami col tuo nome”), Valerio Bonelli (“L’ora più buia”), Sarah Flack (“Tutti i soldi del mondo”), Sean Baker (“The Florida Project”), Mako Kamitsuna (“Mudbound”) e Pamela Martin (“La battaglia dei sessi”).

Miglior fotografia

  • “Blade Runner” (Roger Deakins) – vincitore secondo GD; possibile vincitore secondo IW;
  • “L’ora più buia” (Bruno Delbonnel);
  • “Dunkirk” (Hoyte van Hoytema) – possibile vincitore secondo IW;
  • “Mudbound” (Rachel Morrison), per cui siamo di fronte (curioso a dirsi) alla prima donna ad essere candidata al premio;
  • La forma dell’Acqua – The Shape of Water” (Dan Laustsen) – vincitore secondo AC, AW.

Fuori dai giochi anzitutto Janusz Kaminski (“The Post”), Sayombhu Mukdeeprom (“Chiamami col tuo nome”), quindi Edward Lachman (“La stanza delle meraviglie”), Ben Davis (“Tre manifesti a Ebbing, Missouri”), Alexis Zabe (“The Florida Project”), Masanobu Takayanagi (“Hostiles”), Toby Oliver (“Scappa – Get Out”), Sam Levy (“Lady Bird”), Barry Ackroyd (“Detroit”), Vittorio Storaro (“La ruota delle meraviglie”) e Darius Khondji (“Civiltà perduta”).

Miglior scenografia

  • “La bella e la bestia” (Sarah Greenwood e Katie Spencer);
  • “Blade Runner 2049” (Dennis Gassner e Alessandra Querzola) – possibile vincitore secondo IW;
  • “Dunkirk” (Nathan Crowley e Gary Fettis);
  • “La forma dell’Acqua – The Shape of Water” (Paul Denham Austerberry, Jeff Melvin e Shane Vieau) – vincitore secondo AC, AW, GD; possibile vincitore secondo IW;
  • “L’ora più buia” (Sarah Greenwood e Katie Spencer), per cui siamo di fronte alle prime scenografe (dai tempi di Dennis Gassner e Nancy Haigh nel 1992) ad entrare in competizione con una doppietta.

Fuori dai giochi Mark Tidesley e Véronique Melery (“Il filo nascosto”), Rick Carter (“The Post”), Jim Clay (“Assassinio sull’Orient Express”), Stefania Cella (“Downsizing”) e Nathan Crowley (“The Greatest Showman”); quindi Aline Bonetto (“Wonder Woman”), James Chinlund (“The War – Il pianeta delle scimmie”), Mark Friedberg (“La stanza delle meraviglie”), Rick Heinrichs (“Star Wars: Episodio VIII – Gli Ultimi Jedi”), Alan MacDonald (“Vittoria e Abdul”) e Anne Ross (“L’inganno”).

Migliori costumi

  • La forma dell’Acqua – The Shape of Water

    “La bella e la bestia” (Jacqueline Durran);

  • “Il filo nascosto” (Mark Bridges) – vincitore secondo AC, AW, GD, IW;
  • “La forma dell’Acqua – The Shape of Water” (Luis Sequiera);
  • “L’ora più buia” (Jacqueline Durran), per cui siamo di fronte alla seconda costumista (dopo Sandy Powell) ad entrare in competizione con una doppietta;
  • “Vittoria e Abdul” (Consolata Boyle).

Fuori dai giochi anzitutto Ellen Mirojnick (“The Greatest Showman”) e Ann Roth (“The Post”), quindi Alexandra Byrne e Timothy Everest (“Assassinio sull’Orient Express”), Renée April (“Blade Runner 2049”), Stacey Battat (“L’inganno”), Sandy Powell (“La stanza delle meraviglie”) e Jennifer Johnson (“I, Tonya”).

Migliori trucco e acconciatura

  • “L’ora più buia” (David Malinowski, Lucy Sibbick e Kazuhiro Tsuji) – vincitore secondo AC, AW, GD, IW;
  • “Vittoria e Abdul” (Daniel Phillips e Lou Sheppard), che costituisce la sorpresa più rilevante;
  • “Wonder” (Arjen Tuiten).

Fuori dai giochi anzitutto “I, Tonya”, “Bright” e “Guardiani della Galassia Vol. 2″, quindi “Ghost in the Shell”.

Miglior sonoro

  • “Baby Driver – Il genio della fuga” (Tim Cavagin, Mary H. Ellis e Julian Slater) – vincitore secondo AC; possibile vincitore secondo IW;
  • “Blade Runner 2049” (Ron Bartlett, Doug Hemphill e Mac Ruth);
  • “Dunkirk” (Gregg Landaker, Gary A. Rizzo e Mark Weingarten) – vincitore secondo AW, GD; possibile vincitore secondo IW;
  • “La forma dell’Acqua – The Shape of Water” (Christian T. Cooke, Glen Gauthier e Brad Zoern);
  • “Star Wars: Episodio VIII – Gli Ultimi Jedi” (Ren Klyce, David Parker, Michael Semanick e Stuart Wilson).

Una cinquina di titoli tutti pronosticati come si ha modo di notare, da cui restano esclusi anzitutto “Detroit” e “Scappa – Get Out”, quindi “The Greatest Showman”, “La bella e la bestia”, “Coco”, “L’ora più buia”, “Transformers – L’ultimo cavaliere”, “The War – Il pianeta delle scimmie”, “Wonder Woman” e “The Post”.

Miglior montaggio sonoro

  • “Baby Driver – Il genio della fuga” (Julian Slater) – vincitore secondo AC;
  • “Blade Runner 2049” (Mark A. Mangini e Theo Green);
  • “Dunkirk” (Alex Gibson e Richard King) – vincitore secondo AW, GD, IW;
  • “Star Wars: Episodio VIII – Gli Ultimi Jedi” (Ren Klyce e Matthew Wood);
  • “La forma dell’Acqua – The Shape of Water” (Nelson Ferreira e Nathan Robitaille).

Anche in questo caso una cinquina di titoli tutti pronosticati (nonché la prima in assoluto a corrispondere perfettamente alla precedente una volta annunciati i concorrenti), da cui resta escluso anzitutto “Scappa – Get Out”, seguito da “Wonder Woman”, “Coco”, “Detroit”, “Transformers – L’ultimo cavaliere”, “The War – Il pianeta delle scimmie”, “La bella e la bestia” e “Spider-Man: Homecoming”.

Miglior cortometraggio

  • My Nephew Emmett

    “Dekalb Elementary” (di Reed Van Dyk) – vincitore secondo AC, GD;

  • “The Eleven O’Clock” (di Derin Seale, produttore Josh Lawson);
  • “My Nephew Emmett” (di Kevin Wilson Jr.);
  • “The Silent Child” (di Chris Overton, sceneggiatura di Rachel Shenton) – vincitore secondo IW;
  • “Watu Wote: All of Us” (di Katja Benrath, produttore Tobias Rosen) – vincitore secondo AW.

Miglior cortometraggio d’animazione

  • “Dear Basketball” (di Glen Keane, sceneggiatura di Kobe Bryant), per cui siamo di fronte al primo giocatore dell’NBA a risultare nominato ad una qualsiasi categoria – vincitore secondo AW, GD;
  • “Garden Party” (di Victor Caire e Gabriel Grapperon);
  • “LOU” (di Dave Mullins, produttrice Dana Murray) – vincitore secondo AC, IW;
  • “Negative Space” (di Max Porter e Ru Kuwahata);
  • “Revolting Rhymes Part One” (di Jakob Schuh e Jan Lanchauer).

Miglior cortometraggio documentario

  • “Edith+Eddie” (di Laura Checkoway, produttore Thomas Lee Wright) – vincitore secondo AC, AW, GD;
  • “Heaven is a Traffic Jam on the 405” (di Frank Stiefel);
  • “Heroin(e)” (di Elaine McMillion Sheldon, produttore Kerrin James Sheldon) – vincitore secondo IW;
  • “Knife Skills” (di Thomas Lennon);
  • “Traffic Stop” (di Kate Davis, produttore David Heilbroner).

Prospetto dei vincitori

Che ci possiamo dunque aspettare da questa 90esima Notte degli Oscar, stando alle quattro fonti consultate? Lo riassumiamo nel seguente prospetto:

  • da 2 a 5 statuette per “Tre manifesti a Ebbing, Missouri”;
  • 2 statuette per “Coco” e “L’ora più buia”;
  • da 1 a 6 statuette per “La forma dell’Acqua – The Shape of Water”;
  • da 1 a 2 statuette per “Il filo nascosto”;
  • 1 statuetta per “Chiamami col tuo nome”;
  • da 0 a 5 statuette per “Dunkirk”;
  • da 0 a 3 statuette per “Blade Runner 2049” e “Baby Driver – Il genio della fuga”;
  • da 0 a 2 statuette per “Lady Bird”;
  • da 0 a 1 statuetta per “Una donna fantastica”, “Icarus”, “I, Tonya”, “Loveless”, “Scappa – Get Out”, “The Square”, “Visages, villages” e “The War – Il pianeta delle scimmie”.

Improbabile perciò ravvisare fra i presenti un potenziale “piglia tutto”: è presumibile piuttosto che l’ammontare dei premi venga numericamente distribuito in maniera tendenzialmente equa.

(Altre) statistiche e curiosità

  • Scappa – Get Out

    Con le sue 13 nomination, “La forma dell’Acqua – The Shape of Water” sale al secondo posto sul podio dei film detentori del maggior numero di candidature, ex aequo con “Via col vento” (1939), “Da qui all’eternità” (1953), “Mary Poppins” (1964), “Chi ha paura di Virginia Woolf?” (1966), “Forrest Gump” (1994), “Shakespeare in Love” (1998), “Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello” (2001), “Chicago” (2002) e “Il curioso caso di Benjamin Button” (2008); al piano di sopra, lo ricordiamo, svettano “Eva contro Eva” (1950), “Titanic” (1997) e “La La Land” (2016).

  • Prima di “Scappa – Get Out”, nettamente preferito all’altro horror di tendenza della stagione, “It” (700 milioni di dollari netti d’incasso), i principali film appartenenti al genere accolti con favore dall’Academy sono stati “Wolfman” di Joe Johnston (2010), Oscar al trucco, “L’ombra del vampiro” di E. Elias Merhige (2000), candidature a Willem Dafoe e al trucco, “Frankenstein di Mary Shelley” di Kenneth Branagh (1994), candidatura al trucco, Dracula di Bram Stoker di Francis Ford Coppola (1992), 3 Oscar (costumi, trucco e montaggio sonoro) e candidatura alla scenografia, “Misery non deve morire” di Rob Reiner (1990), Oscar a Kathy Bates, “La mosca” di David Cronenberg (1986), Oscar al trucco, “Poltergeist – Demoniache presenze” di Tobe Hooper (1982), 3 candidature, “Un lupo mannaro americano a Londra” di John Landis (1981), Oscar al trucco, “Stati di allucinazione” di Ken Russell (1980), 2 candidature, “L’esorcista” di William Friedkin (1973), 2 Oscar (sceneggiatura non originale e sonoro) su 10 candidature (fra cui film, regia, 3 attori), “Carrie – Lo sguardo di Satana” di Brian De Palma (1976), candidatura a Sissy Spacek e Piper Laurie, “Il presagio” di Richard Donner (1976), Oscar alla colonna sonora e candidatura alla canzone “Ave Satani”, “Rosemary’s Baby – Nastro rosso a New York” di Roman Polański (1968), Oscar a Ruth Gordon e candidatura alla sceneggiatura non originale, “La moglie di Frankenstein” di James Whale (1935), candidatura al sonoro.
  • Dalla selezione ufficiale dello scorso Festival di Venezia arrivano “La forma dell’Acqua – The Shape of Water”, “L’insulto” e “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” (21 nomination totali agli Oscar); da quella della Festa del Cinema di Roma “I, Tonya” e “Mudbound” (7 nomination totali); da quella del Festival di Cannes “Loveless” e “The Square” (2 nomination totali); da quella del Festival di Berlino “Corpo e anima” e “Una donna fantastica” (idem).
  • L’unico film vincitore del Leone d’oro ad aver vinto anche l’Oscar come miglior film è “Amleto” (Laurence Olivier, 1948); gli altri Leoni d’oro ad esser stati nominati come miglior film o film straniero sono “La forma dell’Acqua – The Shape of Water”, “I segreti di Brokeback Mountain” (Ang Lee, 2005), “Prima della pioggia” (Milcho Manchevski, 1994), “Urga – Territorio d’amore” (Nikita Mikhalkov, 1991), “Arrivederci ragazzi” (Louis Malle, 1987), “Atlantic City, USA” (Louis Malle, 1980), “La battaglia di Algeri” (Gillo Pontecorvo, 1966), “La grande guerra” (Mario Monicelli, 1959) e “Rashomon” (Akira Kurosawa, 1950).
  • Agnès Varda, fra i recenti assegnatari dell’Oscar alla carriera, risulta in competizione anche per aver diretto il documentario “Visages, villages”: ciò fa di lei la persona più anziana in assoluto ad essere stata coinvolta in una sezione competitiva. Non è inoltre la prima ad essere interessata da un destino per cui nello stesso anno del Premio onorario giunge una candidatura di natura completamente diversa: è accaduto anche a Laurence Olivier nel 1979, candidato come attore protagonista per “I ragazzi venuti dal Brasile”, Jerome Robbins nel 1962, vincitore come regista per “West Side Story”, Merian C. Cooper nel 1953, candidato come produttore per “Un uomo tranquillo”, Laurence Olivier nel 1947, candidato come attore per “Enrico V”, Harold Russell nel 1947, vincitore come attore non protagonista per “I migliori anni della nostra vita”, George Pal nel 1944, candidato come produttore per il corto “The 500 Hats of Bartholomew Cubbins”, Walt Disney nel 1942, vincitore come produttore per il corto “Lend a Paw” e candidato per il corto “Truant Officer Donald”, Nathan Levinson nel 1941, doppiamente candidato come tecnico del suono e degli effetti sonori per “Lo sparviero del mare”, Walt Disney nel 1939, vincitore come produttore per il corto “Ferdinand the Bull” e candidato per i corti “Brave Little Tailor”, “Good Scouts” e “Mother Goose Goes Hollywood”, Walt Disney nel 1932, vincitore come produttore per il corto “Flowers and Trees” e candidato per il corto “Mickey’s Orphans”.
  • Gli unici a risultare in competizione con ben 3 nomination a carico sono Guillermo del Toro e Jordan Peele (produttori, registi e sceneggiatori), il secondo divenuto la terza persona, dopo il Warren Beatty de “Il paradiso può attendere” (1978) e il James L. Brooks di “Voglia di tenerezza” (1983), a ricevere 3 candidature al proprio debutto cinematografico in qualità di regista; seguono con 2 nomination Paul Thomas Anderson e Christopher Nolan (produttori e registi), Martin McDonagh (produttore e sceneggiatore), Greta Gerwig (regista e sceneggiatrice), Mary J. Blige (attrice, compositrice e paroliera, la prima persona a riuscire nell’impresa), Sarah Greenwood e Katie Spencer (scenografe), Jacqueline Durran (costumista), Ren Klyce e Julian Slater (tecnici del suono).
  • Di seguito è riportata la lista degli studios di distribuzione, ordinati per numero di nomination collezionate: troviamo la Fox Searchlight Pictures (20, grazie a 2 titoli), la Warner Bros. e la Focus Features (14, grazie a 3 titoli ciascuna), la Walt Disney (9, grazie a 4 titoli), la 20th Century Fox (7, grazie a 6 titoli), la TriStar Pictures (4, grazie a 2 titoli), la Sony Pictures Classics, la Universal Pictures e Netlix (4, grazie a 1 titolo ciascuna), la Neon (3, grazie a 1 titolo) e la Lionsgate (2, grazie a 2 titoli).
  • A discredito di chi, probabilmente senza cognizione di causa, afferma che gli Oscar premiano solo i film che “fanno cassetta”, eccovi la lista (aggiornata al 6 febbraio) dei 9 lungometraggi inseriti nella categoria règia ordinati per incassi su suolo americano: “Dunkirk” (188, 3 milioni di dollari), “Scappa – Get Out” (175,9 milioni), “The Post” (67,2 milioni), “L’ora più buia” (48,7 milioni), “La forma dell’Acqua – The Shape of Water” (44,7 milioni), “Lady Bird” (43,6 milioni), “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” (41,7 milioni), “Il filo nascosto” (14,1 milioni), “Chiamami col tuo nome” (12,8 milioni). Per contro, i maggiori incassi americani della stagione che non partecipano in alcun modo all’edizione di quest’anno, neppure in seno a qualche categoria “minore”, sono “Wonder Woman” (412 milioni), “Jumanji – Benvenuti nella giungla” (352 milioni), “Spider-Man: Homecoming” (334 milioni), “It” (327 milioni), “Thor: Ragnarok” (313 milioni), “Cattivissimo Me 3” (264 milioni), “Justice League” (228 milioni), “Fast & Furious 8” (226 milioni).

 

Detto ciò, per quanto c’è concesso, forza Luca Guadagnino e Marco Morabito, forza Alessandra Querzola!

La rubrica si rinnoverà grazie ad un aggiornamento il 7 marzo, con l’intento di commentare l’avvenuta premiazione.

 

Written by Raffaele Lazzaroni

 

 

 

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