“La manutenzione dei sensi” di Franco Faggiani: un viaggio tra monti, figli, amori e sindrome di Asperger

“La manutenzione dei sensi” di Franco Faggiani: un viaggio tra monti, figli, amori e sindrome di Asperger

Feb 1, 2018

“Così potevamo avere l’alibi per barricarci dentro e dedicarci alle nostre silenziose occupazioni. Al caldo, con la legnaia ricolma e la dispensa ben fornita. In confortante isolamento. Con la possibilità, comunque, di controllare in qualsiasi momento cosa stava succedendo nel mondo attraverso il computer, con gli occhi e i gesti distaccati di due abitanti di un pianeta molto lontano. Come fossimo in orbita a tempo indefinito, a guardare la Terra girare senza sentirne i rumori. Nel chiuso della nostra casa ci sentivamo liberi.”

La manutenzione dei sensi

In copertina una montagna innevata sulla quale si intravedono due sagome. Sarà l’ennesimo romanzo ambientato in montagna con riferimenti a quegli autori, ormai noti, che hanno fatto da capostipiti al genere? No, “La manutenzione dei sensi” è ben altro, o meglio, non è solo questo.

Leonardo e Nina sono rimasti soli, in una Milano che ricorda troppo Chiara, una madre e moglie così tanto amata e morta troppo presto. Ma la vita va avanti, Nina cresce e mostra la stessa intraprendenza e forza della madre e quando si ritrova a fare volontariato in quell’istituto prendere in affido un bambino diventa una sorta di dovere e di segno divino.

Martino ha otto anni, parla poco e ha una spiccata intelligenza, la compagnia perfetta per Leonardo. I due stanno bene insieme, i reciproci caratteri si somigliano e quando a scuola gli dicono che il bambino ha la sindrome di Asperger lui non sa di cosa si tratti e sarà una nuova scoperta, la rivelazione di piccoli indizi spesso ignorati o sottovalutati.

E il trasloco in montagna, i monti dell’alto Piemonte, muterà ancora una volta le cose, aprendo nuovi sguardi, mitigando il dolore e mostrando una nuova bellezza.

La manutenzione dei sensi (Fazi Editore, febbraio 2018) è l’ultimo libro di Franco Faggiani, scrittore, giornalista e fotografo romano residente a Milano.

Lo si potrebbe forse definire romanzo di formazione, non tanto (ma anche) per Martino ma soprattutto per Leonardo che vive una vera e propria rinascita. Il suo è un percorso che parte da Milano e prosegue tra quei monti aspri da respirare a pieni polmoni e ingurgitare con calma per ricavarne nuova vita, nuovi volti, nuovi silenzi e disimparate tranquillità.

È la rappresentazione dell’elaborazione di un lutto troppo doloroso e al contempo la scoperta di un nuovo rapporto tra padre e figlio. I due crescono insieme tra momenti di quiete e altri di contrasto portati anche da alcuni comportamenti tipici di chi ha l’Asperger.

Perché come sostiene Tony Atwood, il più grande esperto mondiale dell’Asperger, questi ragazzi soffrono non a causa della sindrome, ma a causa delle persone che girano loro attorno, gli assedianti.”

Il fatto che si parli di sindrome di Asperger dona un valore in più al romanzo, tratta infatti una tematica ben poco conosciuta, non una disabilità ma un diverso funzionamento dell’intelletto che può portare a risultati incredibili.

Franco Faggiani

Una storia che fa comprendere come avere a che fare con una persona con l’Asperger possa essere un’esperienza davvero particolare, positivamente parlando, e che non è necessario adottare comportamenti particolari se non mostrare quel pizzico di sensibilità che tutti dovremmo adoperare con gli altri, indistintamente.

La manutenzione dei sensi” è emozionante, trascina il lettore in un’atmosfera magica, di strana libertà resa tale dalle montagne, ancora una volta salvifiche, da quel ricordo di un amore mai sopito, dalla saggezza di chi la vita l’ha vissuta senza mai risparmiarsi, dal personaggio di Martino così enigmatico ma al tempo stesso semplice e cristallino.

Ma quando mi guardavo allo specchio consideravo quello di fronte a me un estraneo, un usuraio dei sentimenti, sempre più avaro nel concederli, sempre più arraffone nel pretendere quelli degli altri. La mia vita stava andando alla deriva, ne ero consapevole; ma non trovavo, o non volevo trovare, un relitto a cui aggrapparmi in questo triste navigare.

 

Written by Rebecca Mais

 

2 comments

  1. Frank /

    Mi spiace infierire su questo (magari più di altri in buona fede) e non su altri articoli sul tema Asperger spesso altrettanto se non più meritevoli di critica di questo.
    Il Buonismo qui (come spesso altrove) trasuda a secchi, spacciando il disturbo di Asperger per una carenza dovuta alla superficialità e cattiva volontà altrui anziché, come ovvio, per una carenza del soggetto Asperger stesso.
    L’asimmetria relazionale imposta dall’Asperger (il quale chiede di relazionarsi, ma sopra tutto alle SUE condizioni) non è un pettegolezzo.
    L’egocentrismo finale dell’Asperger è un dato oggettivo, non una diceria.
    La piattezza emotiva (non solo quella espressiva ma anche quella interiore) dell’Asperger è realtà, non maliziosa supposizione.
    In non pochi anni di leale e fraterna (da parte mia) collaborazione professionale con un collega Asperger (peraltro un c.d. “bravo ragazzo”!), ho perso il conto delle occasioni nelle quali mi ha fatto perdere clienti, mi ha rovinato definitivamente importanti amicizie con le sue gaffes atroci, ha monetizzato i nostri rapporti umani ed extra-professionali, mi ha umiliato in pubblico ed alla mia presenza vantando la mia pretesa incapacità professionale, ecc..
    Francamente, non prendiamoci in giro…

  2. Rebecca /

    Salve Frank, grazie per il commento.
    Confermo, per esperienza lavorativa, e non solo, che approcciarsi ad una persona con l’Asperger possa non essere così semplice né immediato. Ma pensandoci non lo è sempre neppure con chi non ha l’Asperger. Ci sono delle caratteristiche comuni ma mettere tutti in un unico calderone non lo trovo corretto. E non mi trova per nulla d’accordo quando parla di piattezza emotiva, anzi, a mio parere è tutto il contrario. Ribadisco che ogni individuo è diverso e per comprendere meglio il libro va letto. Non potevo raccontare tutto nella recensione.

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