“Piacere, mi presento” di Daniela Moreschini: nodi da sciogliere di fronte al male che cancella la personalità

“Piacere, mi presento” di Daniela Moreschini: nodi da sciogliere di fronte al male che cancella la personalità

Gen 30, 2018

Daniela Moreschini è una donna esile, semplice e dolce, sempre molto disponibile verso chi soffre, oltre a essere una bravissima poetessa. Nata a Roma, città che ama in modo viscerale, non ha mai abbandonato la nativa borgata di Pietragalla.

Piacere, mi presento

La scrittura l’ha sempre aiutata a superare i numerosi momenti difficili e dolorosi della sua esistenza e i suoi scritti, molto apprezzati, soprattutto le sue poesie in romanesco, sono stati molte volte premiati.

Ha pubblicato alcuni libri: Schegge de vita e Vedo…sento…parlo! Nei quali si è espressa sia in prosa che in poesia. Poi, nel 2017, per fare pace con se stessa e dare anche un grosso esempio e aiuto ad altre persone che possono trovarsi improvvisamente ad affrontare uno male “sconosciuto”, terribile e beffardo, quanto crudele e inaccettabile perché porta via, annullandole, persone care e amate, rendendole irriconoscibili, ha finalmente dato alle stampe Piacere, mi presento. È fondatrice e presidente dell’Associazione Il Faro.

Il testo è stato dato alle stampe nel 2017, per le Edizioni Il Faro, sezione editoriale dell’omonima associazione culturale di Roma “per la rivalutazione della cultura e dei dialetti d’Italia”. Il testo è curato da S. Papini, con la prefazione di Michela Troppa e l’opera di copertina realizzata da Ronny Wentel.

Si tratta di un’opera narrativa di difficile e lunga gestazione, nata dai numerosi appunti conservati negli anni durante i quali Daniela, sempre più stanca e fragile, ha dovuto far fronte a durissime situazioni familiari, con ripercussioni a livello fisico e psicologico, che hanno minato, oltre a quella dei suoi più cari e amati, anche la sua salute.

Dopo tanto tempo, gettato ogni pudore, perché solo così si può essere davvero di aiuto agli altri, senza nascondere nessuna delle sue debolezze, dei suoi dubbi, delle sue paure, l’autrice, messasi a nudo, ci svela i perversi meccanismi che si innescano quando in una situazione del tutto ordinaria, tranquilla, normale, si insinuano germi di malattie che, proprio a causa dell’amore che si porta ai malati, diventa difficile capire, riconoscere, accettare e, infine, gestire.

In otto partizioni periodiche, Prologo, Il Sogno, Attesa, Accertamento d’identità Il film della vita, Confessione volontaria, L’incubo, Epilogo, si svela il dramma esistenziale di una donna Daniela, e della sua famiglia, partendo da eventi che risalgono a circa 25 anni fa, quando, dopo un male improvviso la madre muore e nel contempo la salute del padre cede, su vari fronti, dietro i quali si cela lo sconosciuto, che solo alla fine si rivelerà, anche agli occhi della figlia, essere l’Alzheimer.

È la storia dell’incapacità di gestire il disagio psichico e relazionale, in un momento in cui tutto si complica, la vita quotidiana viene stravolta dai non-ritmi e dai non-sensi del padre.

Daniela Moreschini

Subentra per Daniela l’insonnia, “allerta permanente”, poi l’epilessia (che anche per il padre, prima non riconosciuta, era sopravvenuta con svenimenti improvvisi sempre più frequenti), poi l’alcol.

Emergono, crude, non celate, tutte le difficoltà di dialogo con operatori del mondo della sanità, un mondo che spesso appare lontano e quasi ostile, sordo alle difficoltà e al dolore di pazienti e familiari. E anche le mancate o tarde risposte. Equivoci e malasanità.

Poi, dopo la morte improvvisa del padre, anni in cui cova sordo il dolore ancora pieno di tanti interrogativi e sensi di colpa, paura di non aver fatto tutto il possibile, se mai fossero esistite delle possibilità.

Ecco che oggi Daniela Moreschini riesce a far pace con se stessa e con quell’uomo no-più-padre, entità distorta creata dal male, attraverso un lungo dialogo sotto forma di sogno, in cui tutto è rivissuto e soppesato, tutto rivalutato con più lucidità e consapevolezza, fino a giungere al giudizio in cui tutti sono assolti, padre e figlia, unico colpevole lo sconosciuto che restava ancora ombra oscura e tetra tra Daniela e suo padre. Eccolo che, infine, si presenta.

Opera autobiografica dura, di grande impatto emotivo e, insieme di grande dolcezza e amore. Un libro assolutamente da leggere.

 

Written by Katia Debora Melis

 

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