“Ready Player One” di Steven Spielberg: l’omaggio agli anni ‘80

“Ready Player One” di Steven Spielberg: l’omaggio agli anni ‘80

Gen 28, 2018

L’ultima fatica di Steven Spielberg è una distopia fantascientifica che ci porta in un futuro non troppo lontano, siamo nel 2045, in una terra sovrappopolata, inquinata e per nulla accogliente.

Ready Player One

Il film in questione è Ready Player One, un titolo che a molti appassionati di videogame suggerirà di sicuro qualcosa. Si tratta infatti della schermata iniziale dei videogiochi arcade anni ‘80 e il film, tratto dal libro di Ernest Cline Player One, è un omaggio agli anni ‘80 di cui l’autore è un maniaco appassionato: dei suoi film, dei suoi giochi e delle sue atmosfere.

Reduce dal successo di GGG-Il grande gigante gentile, Steven Spielberg ha preso in mano le redini della regia nel Luglio del 2016 quando, dopo un periodo di lunga gestazione sono iniziate le riprese. Il romanzo di Cline è stato infatti pubblicato nel 2011 e ancora prima di essere dato alle stampe i diritti furono stati acquistati dalla Warner Bros con una clausola: lo stesso Cline avrebbe dovuto occuparsi della stesura della sceneggiatura. Da sempre appassionato fan di Spielberg, delle cui opere il romanzo è un vero e proprio tributo, Cline ha atteso per oltre quattro anni che il regista accettasse di partecipare all’impresa e alla fine il tempo gli ha dato ragione.

Nel 2045 la terra è un luogo per nulla rassicurante dove la crisi energetica e l’inquinamento hanno reso la realtà così difficile e dura che i cittadini, chi può ovviamente, si rifugiano nell’universo virtuale di OASIS creato da James Donovan Halliday un guru scapigliato e un po’ matto, vero maniaco degli anni ‘80. OASIS è un mondo parallelo a cui accedere è semplice e le ricompense assolute, si può fare ciò che si vuole senza le inutili limitazioni della vita reale: sono sufficienti un visore e un paio di guanti aptici per entrarci. Il gioco che poi è il film inizia con la morte di Halliday e una promessa: chi risolverà gli enigmi disseminati in OASIS e arriverà a vincere l’Easter Egg, versione virtuale della classica ricompensa alla fine di ogni videogame, non solo diventerà signore assoluto di OASIS, ma proprietario delle azioni legate al gioco. I player sparsi in giro per il mondo, quello vero, iniziano così una sfida, nel mondo virtuale, a colpi di arti marziali e armi futuristiche affiancati da personaggi e mezzi che riprendono l’immaginario ludico e narrativo degli anni Ottanta.

Il player più in gamba sembra essere Wade che conosce tutto della vita di Halliday e sui cui si concentrano le aspettative degli altri giocatori, quelli buoni e le frustrazioni dei cattivi che vogliono farlo fuori. Ad ogni enigma risolto una ricompensa che porta avanti il gioco e accompagna lo spettatore alla schermata successiva seguendo uno schema tipico di ogni videogame che si rispetti e che in anni recenti è stato ripreso anche dalle piattaforme videoludiche del gaming online.

Ready Player One

Sì perché la ricompensa è un motore potente non solo a livello drammaturgico, vedi l’Easter Egg, ma anche come strategia di marketing per coinvolgere i nuovi utenti-giocatori rendendo l’esperienza ludica più appagante e soddisfacente. È il caso di PokerStars e del suo baule pieno di ricompense, non un uovo, ma comunque un elemento capace di motivare i giocatori e che rappresenta “concretamente” i loro progressi.

Questo espediente narrativo funziona alla perfezione tanto nel libro quanto ovviamente anche nel film e non poteva essere altrimenti con Steven Spielberg alla regia. La ricerca di Wade si muove allora su di un percorso ricco di ostacoli e prove da superare per completare il gioco e ottenere l’ambita ricompensa finale che gli permetterà di salvare non solo il mondo di OASIS, ma anche la cara buona vecchia terra che sembra non essere mai stata così sofferente.

Gli appassionati degli anni ‘80 ameranno il film perché ricco di citazioni, alcune veramente difficili da individuare con personaggi di Street Fighter che fanno la loro apparizione in un bar di OASIS o mezzi incredibili tratti dall’anime  giapponese Akira o dall’immaginario fantascientifico di Ritorno al Futuro.

Le avventure di Wade sono accompagnate dalla colonna sonora di Alan Silvestri (Ritorno al Futuro) e dalla fotografia di Janusz Kaminski che ha collaborato con Spielberg in molti altri successi tra cui il recente GGG e il Ponte delle spie.

 

(Ready Player One – USA, 2018)

Regia: Steven Spielberg

Interpreti: Tye Sheridan, Olivia Cooke, Ben Mandelsohn, Simon Pegg, T.J. Miller

Durata: n/d

 

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