“Maremosso”, album del duo bolognese LeFragole: striature giocose, teatrali e, per certi aspetti, circensi

“Maremosso”, album del duo bolognese LeFragole: striature giocose, teatrali e, per certi aspetti, circensi

Gen 8, 2018

Maremosso, il nuovo album autoprodotto del duo bolognese LeFragole, si è rivelato più di una sorpresa.

 

Maremosso – LeFragole

Per meglio dire, esso stupisce più di una volta: se a un primo ascolto le diciannove canzoni al suo interno ti catturano per il loro ritmo e la loro musicalità, successivamente ci si accorge che non è soltanto l’orecchio a godere di questo flusso di note; scavando dalla superficie troviamo l’intensità delle parole, forti non tanto per il vigore, quanto per la raffinatezza.

Succhiando la loro linfa vitale da grandi artisti italiani quali Lucio Battisti, Edoardo Bennato e Rino Gaetano, Marco Tascone e Carlo Alberto Montori propongono un pop cantautorale dalle striature giocose, teatrali e, per certi aspetti, circensi (ad esempio in “La favola degli orchi”).

Il loro è un sound ricco, guidato dalla brillantezza della chitarra acustica e dal sognante flauto traverso, sopra il quale si eleva un canto leggero, portatore di un potente messaggio: quello della Storia, la nostra magistra vitae.

Prendiamo “Radio Alice”, il brano più “radiofonico” (neanche a farlo apposta) e non a caso scelto come singolo. La canzone racconta della chiusura dell’omonima emittente bolognese per l’intervento delle forze dell’ordine in seguito alle sommosse popolari del 1977.

La poetica assume uno stile che potremmo definire agrodolce: portavoce della libertà d’informazione, LeFragole alternano immagini allegre, con dei rimandi alla fiaba di Lewis Carroll, alla fredda realtà dei fatti accaduti; «Ci hanno strappato il microfono e abbiamo le mani in alto».

Lo stesso discorso vale per “2 agosto ‘80”, il giorno della strage di Bologna avvenuta presso la stazione ferroviaria. Il tema viene qui affrontato dal punto di vista di un innamorato.

LeFragole

Fotografie semplici per illustrare una cornice complessa. Perché se c’è una cosa di cui il duo non può fare a meno sono i sentimenti, vividi in ogni traccia.

Un appuntamento fisso è la sequenza del mare in burrasca, posto tra una canzone e l’altra come se fosse la loro ombra. Questo è forse l’elemento più criticabile: pur essendo chiaro l’intento e legittima la scelta artistica, esso rischia di far perdere di fluidità l’album.

Malgrado ciò, Maremosso, titolo scelto dal duo dopo aver realizzato che le onde del mare in burrasca rappresentano un simbolo che descrive perfettamente il continuo movimento e l’agitazione che caratterizza molti brani dell’album, scorre dinamico e con delle perle elaborate come “Sono un fiore” e “Do”. Stupisce più di una volta insomma, e alla fine ti lascia con un sorriso.

 

Written by Edoardo Sacchi

 

 

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