“Aforismi scelti. Vol. 2” di Fabio Strinati: vita come scelta, porte da oltrepassare verso il sapere

“Aforismi scelti. Vol. 2” di Fabio Strinati: vita come scelta, porte da oltrepassare verso il sapere

Dic 29, 2017

Aforismi scelti. Vol. 2, recentemente edito nella collana Narrativa del Foglio letterario, è la nuova, più matura e complessa opera poetica di Fabio Strinati, nato a San Severino Marche (MC), autore dall’ingegno multiforme che si occupa di scrittura, con la pubblicazione di libri tradotti in spagnolo e rumeno, musica visiva e composizioni per pianoforte.

Aforismi scelti. Vol. 2

I suoi precedenti libri, pubblicati tutti da Il Foglio letterario, sono Pensieri nello scrigno. Nelle spighe di grano è il ritmo (2014), Un’allodola ai bordi del pozzo (2015), Dal proprio nido alla vita, uscito nel 2016, con la prefazione di Gordiano Lupi, editore, scrittore e traduttore.

La sua nuova creatura poetica è tutta imperniata, come ben evidenzia la poetessa Michela Zanarella nella prefazione, sulla brevità dell’aforisma.

Fabio Strinati condensa il concetto, poi lo estrae sublimandolo, rendendolo, nell’essenza, ancora più evidente.

In tal senso, l’immagine di copertina, appositamente realizzata per il libro, a opera di Mauro Mazzieri, iconograficamente ne anticipa lo spirito. Vediamo, infatti, in essa simboleggiata “l’arte come sguardo sul mondo”, la vita come percorso segnato da infinite possibilità (le porte da aprire) che mettono continuamente l’uomo di fronte a delle scelte.

Differenti gli approcci nell’oltrepassare ogni soglia, differenti gli atteggiamenti di fronte alle esperienze della vita. La possibilità è sempre “possibilità che sì” e “possibilità che no”: aprire, oltrepassare, oppure andare oltre, desistere, rinunciare.

Una volta esplorati se stessi si è pronti a esplorare il mondo ci dice l’autore. La ricerca come momento di qualità del vivere è essenziale. Sviluppare la capacità di sentire se stessi nel profondo, anche negli aspetti più reconditi e oscuri è indispensabile perché il pianoforte non ha bisogno di pianisti, ma di mani sensibili.

Se è vero che Strinati fa riferimento in maniera aperta alla musica che è una delle sue principali passioni e attività, ha inteso anche farne metafora, così il pianoforte può essere interpretato come la vita coi suoi percorsi infiniti che per essere calcati al meglio hanno bisogno di chi li affronti con adeguata sensibilità.

Fabio Strinati, parlando a se stesso e di se stesso, offre una vasta gamma di argomenti come spunto di riflessione e proposta di crescita personale, non lasciando fuori nessun argomento: le montagne e le colline, gli elementi naturali, i sentimenti, la fisicità e la sessualità, lo scorrere del tempo, la Poesia. Tutto l’umano, dunque. E contro i feticci che un mondo in continuo declino propone, Strinati leva la sua voce riconducendo il lettore al centro di un mondo fatto di valori senza tempo: “Il colore di una lacrima/ dipende dal motivo/ per cui si è pianto”.

Fabio Strinati

Essenzialità del verso, già dall’immagine di copertina, dunque. Nella ricerca poetica Strinati ci invita a varcare insieme a lui quella porta, gravida di significati nascosti e tutti da scoprire.

È l’atto umano della ricerca a dare il via a ogni possibilità, a ogni possibile sapere. Così, con sensibilità d’artista, tocco da pianista, Fabio Strinati muove sapientemente le dita, scegliendo con estrema cura i tasti giusti, non risparmiando, tuttavia, toni forti e critici nei confronti di un sistema sociale fortemente burocratizzato, segnato da cinismo e ipocrisia che tende a togliere respiro all’esperienza meditativa.

Il focus di fondo di buona parte di questa poetica pare posto sulla libertà, sulla volontà, sull’importanza della decisione e dell’autodeterminazione, riportando l’accento sul concetto di assunzione di responsabilità che il vivere, per essere vissuto a pieno titolo, richiede.

 

Written by Katia Debora Melis

 

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