“Mani nude” di Paola Barbato: dal romanzo alla graphic novel, una storia noir e intensa

“Mani nude” di Paola Barbato: dal romanzo alla graphic novel, una storia noir e intensa

Dic 18, 2017

All’inizio è solo una festa di compleanno, poi accade l’impensabile, perché il nemico è nascosto nei luoghi più improbabili e anche se non ce ne rendiamo conto lui vuole la sua preda: Davide, sedici anni, un angelo biondo.

Mani Nude

La sua vita cambierà radicalmente e prima ancora di capire che cosa stia succedendo, il suo istinto di sopravvivenza ha la meglio su tutto il resto. Diventa un lottatore, ma non uno qualsiasi, lui uccide. 

La sua unica paura sarà la morte, ma soltanto la sua, non quella degli altri che saranno soltanto avversari, non esseri umani. L’empatia è un male in un mondo fatto solo per prevalere.

Paola Barbato torna a sorprendere con una graphic novel intensa e molto, molto violenta: Mani nudeedito da Sergio Bonelli Editore. “Mani Nude” nasce come romanzo nel 2008 edito da RizzoliUfficiale la notizia che dal 2018 saranno pubblicati nuovamente tutti i romanzi di Barbato da Pickwick Libri.

Quello che non si vede, si riesce a sentire durante la lettura: ossa rotte, respiro ansimante, desiderio di finire la lotta al più presto, l’odore del sangue e della morte ad ogni colpo sempre più vicina.

Ogni incontro, ogni passo è verso l’ignoto e insieme al protagonista si scopre quale sarà il suo destino: la vita o la morte, uccidere o venire uccisi.

Non si può fare il tifo per Davide-Batiza senza dimenticare che anche lui è un assassino e Minuto, suo mentore, sembra essere per buona parte della storia un punto di riferimento affidabile e leale, il buono di turno è quello che ha ucciso più di tutti, per ironia di questa storia.

La linea di confine tra il bene e il male non esiste più, chi vuole continuare a vivere deve prevaricare sugli altri al punto da ucciderli. Batiza, al contrario dei vari supereroi, non lotta contro il male, non ha niente a che vedere con l’uomo tigre o altri combattenti spietati, in quel caso il sangue scorreva a fiumi, ma tutto in nome di un ideale, di qualcosa che avrebbe portato a sconfiggere i cattivi.

In questo caso Batiza combatte e basta, questo fa paura; lo conosciamo all’inizio della storia come un ragazzo qualunque, poi diventa un altro: affronta sconosciuti o abili lottatori quanto lui, soltanto per salvarsi la pelle, poi perché l’abitudine prevale su tutto il resto e se la vita è fatta solo di sangue e sacrificio umano (letteralmente), il protagonista non ha alcuna risorsa alla quale aggrapparsi se non lo stesso carceriere che diventa qualcuno al quale dimostrare di essere all’altezza.

Tutto il resto, la vita che avrebbe potuto avere, sembra soltanto la vita di qualcun altro che non gli appartiene, col suo nome ha cancellato completamente quello che era senza possibilità alcuna di ritorno. Ad un certo punto, il vero cattivo con il quale fare i conti è proprio se stesso e non c’è modo per combatterlo, non si può dimenticare di essere un assassino se non ricordando che quello è l’unico modo che si è imparato per vivere.

Paola Barbato

Il primo pugno che prende Davide arriva dritto dritto allo stomaco del lettore.

Poi arriva anche il secondo e il terzo e non so quanti altri, non li ho contati tanto era forte l’impatto  ed il coinvolgimento emotivo di questa storia, soprattutto nella prima parte, quando tutto cambia nella vita del protagonista.

Le scene sono disegnate in modo impeccabile da Paolo Amitrano e Davide Furnò. Il tratto nervoso, le matite che fanno capolino da sole in alcune tavole, le scene di lotta che sembrano uscire dalla carta e diventare reali tanto sono dinamiche e ben costruite.

C’è un personaggio che sembra un angelo e nasconde quello che nessuno vede, la sua rabbia, la sua sete di rivalsa sugli altri.

C’è un maestro, un mentore che insegna a combattere, forte, determinato, un uomo dal quale imparare tutto dai tratti del viso affidabili e seri.

Una visione molto cruda, senza speranza messa in risalto da disegni forti, dove si vede la crudeltà delle azioni e fino alla fine ti tiene sul filo: da una parte si teme per la vita del protagonista, dall’altra si pensa che anche per lui possa esserci una seconda possibilità per tornare ad una vita normale.

Una lettura da fiato sospeso dove ogni pagina è fatta di sofferenza vera e fino alla fine non ci sarà via d’uscita né per il protagonista né per il lettore.

 

Written by Gloria Rubino

 

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