“Afferra questo mercurio”, poesia di Edoardo Sanguineti

“Afferra questo mercurio”, poesia di Edoardo Sanguineti

Dic 2, 2017

“Afferra questo mercurio” di Edoardo Sanguineti

 

 

Edoardo Sanguineti

afferra questo mercurio, questa fredda gengiva, questo miele,

questa sfera di vetro arido;

misura attentamente la testa del nostro bambino

e non torcere adesso il suo piede impercettibile:

nel tuo capezzolo devi ormai convertire

un prolungato continente di lampade,

il fiato ossessivo dei giardini

critici, le pigre balene del ventre, le ortiche

e il vino, e la nausea e la ruggine;

perché ogni strada subito

vorrà corrergli incontro, un’ernia ombelicale incidere

il suo profilo di fumo, qualche ippopotamo donargli

i suoi denti di forfora e di fosforo nero:

evita il vento,

i luoghi affollati, i giocolieri, gli insetti;

e a sei mesi egli potrà raddoppiare il suo peso, vedere l’oca,

stringere la vestaglia, assistere alla caduta dei gravi;

strappalo dunque alla sua vita di alghe e di globuli, di piccoli nodi,

di indecisi lobi:

il suo gemito conquisterà le tue liquide ferite

e i suoi occhi di obliquo burro correggeranno questi secoli senza nome!

 

Edoardo Sanguineti (Quinto al mare, 9 dicembre 1930 – Genova, 18 maggio 2010) è stato un poeta e scrittore italiano, che fece parte del Gruppo 63.

Nel 1951 Sanguineti iniziò a scrivere l’opera che si chiamerà Laborintus e, come egli stesso dice nei Santi Anarchici, scriveva per una piccola comunità di lettori: “Eravamo in cinque. E i miei quattro lettori erano una ragazza, un aspirante filologo classico e due altri studenti, uno di farmacia e l’altro di medicina“.

Conobbe intanto Enrico Baj che avrebbe creato il manifesto della pittura nucleare e dà vita al Nuclearismo.

Nel 2006, nel corso di un suo intervento al Festival dei Saperi di Pavia ebbe a dire che “quaranta ragazzetti innamorati del mito occidentale e assetati di Coca-Cola hanno fatto più rumore di migliaia di operai massacrati in Cile” e che “non si sa esattamente quanta gente sia stata uccisa dalle forze del governo e dei militari durante i 17 anni durante i quali Pinochet rimase al potere, ma la Commissione Rettig elencò 2.095 morti e 1.102 “scomparsi”.

 

Info

Leggi “Laborintus”

 

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