Intervista di Amani Sadat all’islamologa siriana Ferial Mouhanna: il valore dell’amore nell’Islam

Intervista di Amani Sadat all’islamologa siriana Ferial Mouhanna: il valore dell’amore nell’Islam

Nov 28, 2017

“E quando Abramo disse “Signore, mostrami come resusciti i morti”, Disse “non credi ancora?”, disse “sì, ma solo per rassicurare il mio cuore”, Disse “prendi dunque quattro uccelli, falli a pezzi, poi metti le parti su montagne separate, e poi chiamale: verranno a te velocemente. E sappi che Dio è potente e saggio.” ‒ Surat alBaqara, versetto 260

Ferial Mouhanna

Ferial Mouhanna è una sociologa e islamologa siriana.

È stata docente di sociologia e islamologia insegnando nelle università di Damasco, Cairo, Beirut e Padova.

Si è fatta conoscere in diverse parti del mondo per le sue pubblicazioni relative all’Islam, al ruolo della donna nell’Islam, allo jihad e alle problematiche della libertà e democrazia nel mondo arabo.

 

A.S.: Intanto ti ringrazio di aver accettato di rispondere alle nostre domande. Benvenuta su Oubliette. Ci si chiede fin dal titolo “Islam, amore o odio?”, se l’Islam sia per sua stessa natura una religione di incontro, di convivenza e di amore o una religione che predica odio e violenza. Cosa ha voluto sottolineare con questo titolo e perché questa sua scelta.

Ferial Mouhanna: Vi ringrazio di esservi interessati al mio libro. In questo libro ho voluto parlare del tema dell’amore nell’Islam. Ho fatto numerose ricerche per verificare se nell’Islam questo valore dell’amore, nel suo senso lato, sia stato presente o meno. Nella letteratura teologica islamica e nel pensiero musulmano in generale mi sono resa conto che il concetto di Amore, in tutti i suoi sensi, non ha mai costituito un argomento degno e non ha mai goduto di particolare interesse nemmeno fra i musulmani stessi. Questo argomento, che è presente ovunque nel Corano, è stato deliberatamente taciuto ed implicitamente proibito. La parola Amore suscita sospetto, è investita di connotati negativi, questa parola non circola fra i musulmani. Mi sono resa conto di come la teologia tradizionale islamica ha praticamente monopolizzato l’attività interpretativa del Corano e della Sunna, trasformando gradualmente l’argomento Amore in tabù, ripudiandolo e riuscendo a proibire qualsiasi approccio ad esso per determinati motivi storici, politici, sociali e culturali. In questo modo, per secoli, si è riusciti ad insabbiare la vera posizione delle fonti supreme dell’Islam. Attraverso questo libro tento di aprire uno squarcio per esplorare, oggettivamente, la presenza o meno del valore dell’amore, sia nel Testo Sacro, sia nella vita di Muhammad, uomo e Profeta.

 

A.S.: Come si è approcciata lei al tema dell’amore? Quali referenze ha usato?

Islam, amore o odio?

Ferial Mouhanna: È logico che qualsiasi approccio al tema dell’amore nell’Islam debba cominciare dal riferimento sacro supremo, ossia il Corano, poiché l’essenza di questo teme risiede appunto nel Testo Sacro. Attraverso una lettura attenta e razionale mi sono resa conto di come il Corano, nel suo insieme, contenga un’ampia letteratura in cui l’amore gode di una posizione importante e goda di una netta prevalenza rispetto ad altri sentimenti ‘’negativi’’ presenti anch’essi nello stesso testo. Il Corano è, a tutti gli effetti, una letteratura divina dedicata all’amore. Islam, amore o odio?” è il primo libro nella letteratura teologica araba e islamica che affronta il tema dell’amore nell’Islam, in modo diretto e chiaro senza girarci attorno. Ho scoperto nel corano un amore sistematico, non casuale, presente dalla prima all’ultima Sura.

 

A.S.: Come e a chi Dio comunica il Suo amore?

Ferial Mouhanna: Innanzitutto attraverso il dialogo, come metodo costante per comunicare, tramite i suoi profeti e messaggeri, con gli uomini e le donne che hanno abbracciato il Suo messaggio. Ma Dio ha dialogato, in diversi modi, anche con gli ipocriti, i bugiardi, i dubbiosi, i disinteressati, e perfino con quelli che hanno respinto in modo palese la nuova fede, assicurando che la sua porta sarebbe rimasta aperta a chi avesse voluto stringere un patto di fede con Lui. Attraverso questo dialogo prolungato Dio manifesta un’altra forma indiretta di amore verso tutti i destinatari della rivelazione.

 

A.S.: Quali potrebbero essere degli esempi d’amore?

Ferial Mouhanna: Dio ha inviato i suoi Profeti, uno dopo l’altro, stringendo con i Suoi Messaggeri rapporti basati soprattutto sull’amore; lui ha fatto di Abramo il Suo Amico, ha espresso il Suo amore a Noè, salvandolo, insieme alla sua famiglia, ha parlato con Mosè, ha donato una parte del Suo stesso spirito a Gesù; ha confortato Muhammad nei momenti più difficili, lo appoggiava, lo consigliava, lo incoraggiava a resistere e ad affrontare le difficoltà e gli avversari. È ovvio come l’invio di questi Profeti, rappresenti, ancora una volta, un atto e un esempio di amore divino verso l’uomo. Il Suo obiettivo è stato sempre quello di salvaguardare la dignità e l’integrità dell’essere umano, donando alla Sua creatura preferita e privilegiata un modello divino di amore per incoraggiarla a imparare, a meditare e a fare di quel modello un ideale di vita.

 

A.S.: Esiste nel Corano un amore divino dichiarato e palese?

Corano

Ferial Mouhanna: Certo, l’amore dichiarato occupa, nel Corano, un ampio spazio. Egli ha voluto rivolgersi direttamente alla coscienza e ai sentimenti dell’uomo per esprimergli il Suo amore in diversi modi e impiegando varie maniere; “… E fate il bene. Sì, Dio ama coloro che fanno il bene”. “… Certo, Dio ama coloro che fanno il bene”. “… Dio ama i benefattori”. “… Dio ama quelli che giudicano equamente”. “Certo dio ama i devoti”. Ecco, quindi analizzando le Sure del Corano possiamo notare che i versetti in cui Dio esprime il Suo amore verso “quelli che fanno del bene” sono i più ripetuti e sottolineati, seguiti dai versetti favorevoli ai giusti e ai virtuosi. I versetti che lodano quelli che lottano nella Via di Dio arrivano per ultimi. Invece, in parallelo con la linea di amore dichiarato, ve n’è un’altra in cui Dio elenca invece quelli che non ama: “… Dio che certo non ama gli iniqui”. “… Dio non ama i corruttori”. “… E non aggredite Dio non ama gli aggressori”. “… Dio non ama i traditori”. “… Egli, certo, non ama i presuntuosi”. Prima di tutto, bisogna notare che questo amore divino è a favore dei credenti equi, virtuosi, benefattori, non aggressori, non corruttori e non ipocriti. Ma, nel ribadire di non amare i fedeli che non godono di tutte queste virtù, Dio non dice MAI “Dio odia…” o “Dio detesta…”.

 

A.S.: Il fatto che nella maggior parte dei versetti Dio si rivolga direttamente ai Credenti senza usare come intermediario Muhammad può essere un altro esempio di amore?

Ferial Mouhanna: Ti rispondo con un versetto del CoranoSe i Miei adoratori ti chiedono di Me, Io sono vicino, rispondo all’invocazione di colui che Mi chiama, se Mi invoca; rispondano dunque al Mio richiamo, credano in Me, affinché siano ben diretti”. Questo è un versetto molto speciale per quello che riguarda il tema dell’amore, prima di tutto perché Dio con grande affetto e modestia mette la Sua invocazione da parte dell’uomo al condizionale “se i Miei adoratori ti chiedono di me…” e non ordina a Muhammad di dire Loro che Lui è vicino, ma si rivolge direttamente al suo adoratore dicendogli “Io sono vicino rispondo a colui che mi invoca…” questo significa che Dio ha voluto qui eliminare ogni mediazione, stabilendo un legame diretto e intimo con il Credente, invitandolo a contraccambiare il Suo atteggiamento, rispondendo al Suo richiamo e restandogli fedele.

 

A.S.: Nel Corano ci sono anche dei versetti cosiddetti del “castigo”. Cosa ne pensa?

Ferial Mouhanna: Prima di tutto bisogna sottolineare che quasi tutte le religioni parlano di gratificazioni e di ricompense, di punizioni e di sofferenze, descrivendo, in svariati modi il Paradiso e l’Inferno, attenendosi alle caratteristiche del contesto storico e sociale in cui si colloca la comunità. Quindi, voglio dire che non è una peculiarità islamica. Vi è un ampio campionario di versetti sull’amore e sul castigo, che ho accuratamente riportato nel mio libro, e che evidenziano il fatto che Dio ha, categoricamente, proibito ai Suoi adoratori, compresi i Profeti, di esercitare qualsiasi forma di castigo contro quelli che lo rinnegano, respingendo implicitamente o esplicitamente il Suo messaggio. Ma Dio ha messo una sola e unica eccezione a questa regola, autorizzando i credenti a difendersi nel momento in cui i loro nemici decisero di usare la violenza, dichiarando guerra contro di loro, “E combattete sulla via di Dio quelli che vi combattono, e non aggredite. Dio non ama gli aggressori”. Questo significa che solo Dio possiede l’esclusiva di minacciare o punire i miscredenti, gli ipocriti, gli ingiusti, i bugiardi, i prepotenti, i prevaricatori ecc… promettendo loro vendetta terrestre o futura. Ci tengo a sottolineare nuovamente che tutti i versetti inerenti al castigo ribadiscono chiaramente una severa interdizione divina a ogni essere umano nell’esercizio di qualsiasi forma di minaccia, intimidazione o vendetta e soprattutto vietano di assumere non importa quale misura punitiva nei confronti di qualsiasi persona, specialmente in materia di fede. Ma cosa più importante, le parole di perdono e di clemenza hanno una chiara prevalenza; “Ti chiedono di affrettare il male anziché il bene. Certo, prima di loro ci sono stati castighi esemplari. Certo, il signore detiene il perdono per le genti, nonostante i loro misfatti. Certo, il Signore è duro nel punire”. Questo significa che Dio ha voluto circoscrivere e relativizzare il castigo, dando più ampio spazio alla misericordia e il perdono. I versetti di punizione sono di carattere limitato, circostanziale e contestuale, sia nel tempo che nello spazio, mentre le forme del Suo amore costituiscono un sistema integrale.

 

A.S.: Questo libro parla e racconta anche la vita del Profeta Muhammad; Dio nel Corano dice: “Voi avete nell’Inviato di Allah un modello sublime ed esempio perfetto”. Come Muhammad ha costituito un esempio e un modello per i musulmani? Come l’Amore ha rappresentato un tema centrale nella vita del Profeta?

Ferial Mouhanna

Ferial Mouhanna: La vita del profeta è sempre stata basata sull’amore, in tutti i suoi sensi. L’amore verso i parenti, i compagni e persino verso gli avversari perdonando e lasciando cadere tutto il male; Il profeta, infatti, non ha solo amato coloro che lo hanno amato e venerato, ma ha avuto gesti di indulgenza e compassione anche verso chi gli era ostile, nemico e avversario. Dio dice a Muhammad “Noi non ti abbiamo inviato se non come misericordia per i mondi”. Muhammad non ha mai esitato a perdonare chi gli ha fatto del male. Egli perdonò Omair Ibn Wahab che tentò di ucciderlo. Perdonò Abdullah Ibn Salul, il più ipocrita fra quelli che abbracciarono l’Islam, che complottò in più occasioni contro il Profeta; quando morì Muhammad gli diede lo avvolse con la propria camicia e presiedé alla preghiera prima della sepoltura. Quando una donna (non musulmana) gli regalò una capra avvelenata, lui non la punì, non si vendicò e non permise a nessuno di vendicarlo. L’amore del Profeta verso quelli che nutrivano rancore e complottavano verso di lui ebbe un enorme impatto sui suoi stessi nemici, che in alcuni casi si convertirono all’Islam dopo aver scorto la sua condotta. Quando, dopo l’esilio a Medina, rientrò alla Mecca non continuò il conflitto, non si vendicò nemmeno di quelli che per anni l’avevano perseguitato e gli avevano fatto del male. Il profeta incitava sempre i musulmani a non creare discordie e inimicizie con la gente, e disprezzava tutti coloro che non erano in grado di amare, perdonare o avere compassione anche verso avversari e nemici; egli diceva “il meno amato da Dio è quello che odia gli altri e cerca di creare attorno a lui inimicizie e discordie”. Tutti questi racconti sono solo alcuni esempi dei comportamenti del profeta, perché le narrazioni sulla sua vita riempirebbero libri, manuali ed enciclopedie intere. Per questo dico sempre, impariamo l’Amore dal nostro profeta.

 

A.S.: Perché, secondo lei, nell’opinione pubblica in generale vi è la presunzione che l’Islam e le sue referenze sacre, siano prive di questo valore (quello dell’amore) e che questa religione sia una religione violenta, estremista, chiusa, che fomenta l’odio ed incita alla violenza?

Ferial Mouhanna: Questa ingenua impressione dell’opinione pubblica è responsabilità di chi non ha seminato l’amore, di chi ha eclissato ed ignorato per secoli l’amore. Il mio intento è quello di far rivivere l’amore, perché è l’amore che vincerà il terrorismo. Solo i musulmani armati di amore potranno vincere il terrorismo. L’amore è un grande valore, l’amore è virtù e pudore. Dio quando ci invita a stringere il patto di fede con lui, lo fa con amore, perché è tutto amore. Quando noi non accettiamo questo patto, Egli, continua a trattarci con amore. Questo è molto ovvio nel Corano. Con questo libro ho voluto sventare qualsiasi ingenua ed irrazionale visione dell’Islam, che rischia di far piombare il mondo arabo e quello musulmano in forme di violenza materiale, intellettuale e sociale e soprattutto di fomentare tragici scontri di civiltà.

 

A.S.: Chi vorresti leggesse il tuo libro? Progetti per il futuro? Hai in cantiere qualche idea per il prossimo libro?

Ferial Mouhanna: Il mio scritto vorrei venisse letto da tutti coloro che hanno fatto dell’amore una ragione per vivere la loro fede, per esercitare la loro eredità, per migliorare il loro lavoro, e per correggere continuamente l’itinerario del loro viaggio su questa terra. Vorrei venisse letto sia dai musulmani che dai non musulmani per avvicinarsi a questa religione e comprenderla meglio, superando ingenui pregiudizi e fanatiche presunzioni.

 

Written by Amani Sadat

 

 

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