Selfie & Told: il duo berlinese Itaca racconta il nuovo disco “Mi Manchi”

Selfie & Told: il duo berlinese Itaca racconta il nuovo disco “Mi Manchi”

Nov 10, 2017

“Rifioriamo/ dove non ci aspettavamo/ cercami di nuovo/ volo via senza corpo// io godo le ore/ godo le ore da solo/ mi servono le ore/ non lasciarmi da solo// ora vedo altra gente/ ora pranzo diversamente/ ciononostante rimango/ lo stesso uomo// forse perché sei ancora con me// […]” – “Lo stesso uomo

 

Itaca

Gli Itaca sono un duo pop originario di Berlino. Il loro show onirico ci riporta alle atmosfere dei programmi musicali anni ‘80, ma anche ai favolosi ed inquietanti film di David Lynch. Con la loro prima uscita in musicassetta Big in Itaca (2013) Ossi Viola e Lo Selbo sono riusciti a creare un ponte tra Berlino e Roma, oltre che mettere in relazione il concetto di pop star con quello di avanguardia.

La musica degli Itaca è un mix di cantautorato italiano anni ‘70 (Lucio Battisti, Franco Battiato), Synthpop anni ‘80 (Yazoo, Human League, Depeche Mode) e di artpop psichedelico (Animal Collective, The Knife). Nel corso degli ultimi 3 anni hanno fatto tour in tutta Italia e si sono immersi nella giungla dell’Indie di Berlino.

L’Aprile 2017 ha visto l’uscita del loro nuovo disco Itaca Mi Manchi per l’etichetta toscana Aloch Dischi. Per celebrare hanno suonato tre release party: un concerto tutto esaurito al Berghain Kantine di Berlino, uno nella città della loro etichetta, Pisa, e uno nella loro città natale spirituale, Roma. Noisey Italia ha descritto l’album comeuna gemma synth-pop tedesco-italiano” ed “una serie di pezzoni synthpop tutti romantici e ballerecci perfetti sia per corteggiarvi reciprocamente che per fare la danza del robot”. Il magazine tedesco Musikexpress ha valutato l’album con delle rare 5 stelle descrivendolo come “composto alla perfezione” e ponendolo “tra Desireless, Kate Bush, Philip Glass e Boards of Canada”.

Ed ora beccatevi questa Selfie & Told!

 

Itaca – Mi Manchi

Signora Greca: Ciao Itaca, sembrate un po‘ febbrili, tutto bene?

Selbo: Scusaci! Appena eravamo disabituati a bere il caffé e negli ultimi due mesi abbiamo bevuto solo thè…

Ossi: … Ma in Italia queste regole non contanno. Ora beviamo il caffé in tutte le occasioni e ne siamo abbastanza drogati!

Selbo (nervoso): È vero… iehh iieeehh

 

Signora Greca: Ok, belli. Allora per noi è un piacere incontrarvi qui. Cosa vi porta attraverso le Alpi?

Ossi: Il nostro album, scritto in Italiano, come sempre. Lo vogliamo presentare anche qui su Oubliette!

Selbo: Ossi ha fatto la patente e a Berlino si dice: “non sai guidare se non sei diretto a Roma“.

 

Signora Greca: La cosa che è venuta in mente quando vi ho sentiti nominare è: Perché, per tutti i diavoli, questi Tedeschi cantano in Italiano e come se non bastasse si danno un nome Greco?

Ossi: Vero. È conturbante. Cantiamo in Italiano perché ci siamo conosciuti ed inammorati in Italia. Poi abbiamo iniziato a cantare insieme, sempre nella lingua del nostro primo incontro. All’epoca studiavo DAMS a Roma. Mi da gioia di rimanere in contatto con questo paese che adoro. Torniamo spesso in Italia, Roma diventa sempre più casa per noi e ci manca quando siamo a Berlino.

 

Signora Greca: Come scrivete i testi? Parlate bene l’Italiano? Selbo, dimmi tu!

Selbo: Ossi parla benissimo. Io… Diciamo che canto rispetto al parlato… ma con ogni canzone è un modo per conoscere parole nuove. Da L’ultimo primavera posso dire: “Per farci vedere ci abbaciniamo.” Non male, no?! Spesso Ossi deve fare le sue malfamate telefonate al Italia. Hai già telefonato per la nuova canzone?

Ossi: Madonnina di Portonaccio? Sì, la farò a breve, ma devo prima caricare la scheda telefonica…

 

Signora Greca: Chi chiamate?

Itaca

Ossi: Io faccio un qualsiasi numero Italiano e chiedo se la persona che mi risponde può collaborare per qualche minuto. Mi introduco come songwriter tedesca alla quale serve un consiglio in lingua italiana. Poi leggo il testo del nostro nuovo brano. Le mie esperienze sono molto positive: in generale le persone sono aperte e le conversazioni ci aiutono ad migliorare i nostri testi. Ad esempio alcune volte capita che usiamo una parola antiquata che da 150 anni nessuno ha più usato. Ma noi l’abbiamo trovata nel dizionario! Come possiamo saperlo se non chiamando un italiano?

 

Signora Greca: Nella vostra biografia si legge che volete suonare al Festival della canzone Italiana di Sanremo. Di sicuro questo è ironico?

Selbo: Mi racommando! Per niente ironico! Ossi Viola e io stiamo lavorando con tutto il nostro corpo e senso umano per creare un  nostro repertorio italiano. Per noi non è basilare il fatto che siamo Tedeschi. Presentarla al festival della canzone Italiana di Sanremo, anche se tante persone mi dicono che sia uno spettacolo grottesco della commercialità musicale, è uno nostro obiettivo sincero. Si deve tenere in alto la musica italiana, secondo noi questa lingua è fatta per cantarla!

 

Signora Greca: Come descrivete le vostre canzoni in lingua italiana?

Ossi: Qualche canzone spacca tipo discoteca anni ’80, per il mio buon umore nella macchina. Ma il disco sorprende con canzoni che sono per niente leggere o nostalgiche. A me piace molto creare dei cori tipo Battiato, o gridare in uno stile rievocando la musica balcanica – deve sempre andare a cavallo la voce. E la melodia è importantissima. Anche se si può sentire che ci piacono un sacco certi sintetizzatori vogliamo sempre essere in grado di cantare la canzone anche sensa una produzione sofisticata con la chitarra con gli amici.

 

[…] la prima strofa cantò/ qualche classico – al tuo tavolo/ in un inglese finto/ il ponte traversò/ con la sua gang, facendo lo spettacolo rock alternativo// Intanto spinge sempre di più/ un certo ritmo, parla di panico/ aspettiamo il ritornello// sai, che sono assetata/ ululati alla luna! (uuuu!)/ ci sciogliamo in bocca/ una melodia drammatica/ padre non tremare/ per la salvezza dell’anima!/ padre devo cantare/ per la salvezza dell’anima!” – “So cantare

 

Written by Itaca

 

 

 

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