“Muri muti” della band Statale 107Bis: un debutto ska, con un pizzico di rock, blues e folk

“Muri muti” della band Statale 107Bis: un debutto ska, con un pizzico di rock, blues e folk

Ott 20, 2017

“Mi curerò/ città galera/ il fuoco cede alla/ tua libertà// Non penso all’esplosivo ma poi lo rivedo/ l’orologio a quadro lo sfondo di volpedo/ quel rintocco dentro me rinnova/ l’ossessione vera per la polvere nera// […]” – “La scimmia

 

Muri muti

È intitolato Muri muti ed è il debutto in studio della band calabrese Statale107Bis. Subito buona la prima!

Non c’è esordio migliore se non con un album potente ed energico, tanto leggero e allegro nelle musiche quanto profondo nelle tematiche affrontate.

Non ho ancora reso l’idea? Allora, prendete la musica ska, aggiungete un pizzico di rock e blues e amalgamatelo con il folk, poi il tutto conditelo con ironia e leggerezza nei testi e ne verrà fuori una ricetta deliziosa che dà come risultato l’opera dei ragazzi crotonesi.

Le musiche sono belle, non c’è altro aggettivo per definirle. Se accettate un consiglio, ascoltate questo album da soli in camera con le cuffie nelle orecchie e vi ritroverete a ballare, soli e davanti allo specchio come dei pirla.

La prima traccia si chiama Randagio e si comincia con sonorità funky e spensierate; si continua con Lui, lei e Saturno, un brano pop melodico, ma di quelli che ti entrano in testa e non se ne vanno facilmente; Bar Betta, invece, è una canzone malinconica e struggente che si sviluppa in un crescendo di sorprendenti armonie rock.

La quarta traccia è quella che dà il titolo all’album, e sinceramente non vorrei spendere troppi complimenti a riguardo. Mi basti dire che rimango stupito di non averla ancora sentita nelle grandi radio.

Fumo ti coglie alla sprovvista perché, senza neanche rendertene conto, ti ritrovi catapultato direttamente in qualche jazz club di New Orleans degli anni ‘30.

La Scimmia è un altro di quei brani che indossano il vestito di singolo radiofonico, mentre con Pena d’amor si torna su suoni ska e più ritmati. Dicasi lo stesso per il pezzo che segue, ovvero Sinfonia per cicale.

[…] L’anima leggera senza più dolori/ con l’aiuto del mio medico preferito/ ripulito a specchio lucidato/ il mio corpo svendo nel libero mercato// Ora ho un altro male/ stavolta forse è troppa la lucidità/ tutto il sistema non va/ conosco chi l’aggiusterà// […]” – “La scimmia

Statale 107Bis

Dopo un breve intermezzo intitolato Flashback, è la volta di Questo deserto, a mio personalissimo avviso il brano più sorprendente, un incredibile mix di generi e lingue racchiusi in pochi minuti, frammenti rock e pop che contengono echi e suoni arabeggianti.

Il disco continua con Morra, che ci regala sonorità arrabbiate e mediterranee, per poi passare a Ratto recidivo, episodio spensierato e vivace. Chiosa affidata a Tubo rivelatore, che lascia nell’ascoltatore un dolce sapore vintage.

Insomma, in un periodo dove si ergono muri in ogni angolo non c’è modo migliore per abbatterli a colpi di sax e schitarrate, e la Statale107Bis con Muri Muti ci riesce benissimo: mescolare, sporcare e contaminare sono gli imperativi di questo sorprendentemente gradevole lavoro discografico.

 

Written by Giuseppe Roccia

 

 

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