Selfie & Told: i Killer Sanchez raccontano l’EP in uscita “Pneuma”

Selfie & Told: i Killer Sanchez raccontano l’EP in uscita “Pneuma”

Ott 15, 2017

“Come affondare qui? Come morire a metà?/ Come affogare qui, sul fondo? Come respirare nel vuoto?/ Oggi che sei troppo lontano per aspettare./ Cosa puoi lasciare qui, oggi che sorridi a metà? Cosa ci rimane qui, in fondo, oggi che respiri a metà?/ Oggi che sei troppo lontano per aspettare. Oggi che sei troppo distante per respirare” – “Pneuma

Killer Sanchez

Arriva un momento in cui, un po’ in maniera voluta e un po’ per caso, delle persone con differenti gusti e provenienze musicali si ritrovano assieme per fare musica.

C’è qualcuno che lo fa perché avrebbe sempre voluto, qualcun altro lo fa perché gli fa bene. Non ci sono significati cosmici dietro ogni cosa, solo persone che fanno scelte: alcuni forse in passato erano dei ragazzini su un bus con un sogno, altri semplicemente hanno deciso di abbracciare la musica per ragioni personali.

Parliamo dei Killer Sanchez, gruppo che sembra corrispondere ad entrambe le categorie appena accennate. Loro sono Gabriele Carbone (voce), Sebastiano Mignosa (chitarra), Paolo Siepi (basso) e Luca Zabotto (batteria), formazione dunque a 4 membri, compatta, scattante.

Ed ora beccatevi questa Selfie & Told!

 

K.S.: Parliamo di generi musicali, influenze…  

Killer Sanchez: Le band tendono spesso a mistificarsi nel momento in cui devono descrivere quello che fanno; d’altro canto è complesso descrivere chi siamo e cosa facciamo a chi non ci ha mai sentito suonare. Ed è la domanda più difficile a cui rispondere. La nostra risposta standard: grunge, un pizzico di rock psichedelico, stoner. La verità è che non lo sappiamo neanche noi. Quello che speriamo è che venendo ai nostri live e ascoltando il nostro EP in uscita, riesca a dircelo chi ci ascolta che tipo di musica facciamo.

 

K.S.: Qual è dunque l’iter-tipo del vostro processo creativo?

Pneuma

Killer Sanchez: Dopo un po’ di tempo assieme abbiamo collaudato un processo creativo efficace e produttivo, che si caratterizza di qualche variante di approccio alla composizione. Il primo e principale: schitarramento random di Sebi (chitarrista) che, nei momenti in cui dovrebbe fare altro – tipo arrivare puntuale ad un appuntamento – si lascia prendere dalla vena creativa. Poi tutti nella band a ruota danno il loro contributo alla creazione dei brani. Quasi sempre è il metodo vincente, in quanto il ragazzo ha il sangue caldo. In alternativa, si parte da un giro di Paolo (al basso). In tal caso, passiamo le ore successive all’ascolto ad imparare di nuovo ad articolare bene le parole e altre cose basilari (tipo camminare, andare in bici, mingere); da questo secondo approccio derivano i pezzi tecnicamente più complessi… Poi capita che sia Gab (voce) a proporre delle idee. Alcune volte a partire da una linea di basso, altre di chitarra. Scassa le palle democraticamente, senza distinzione. E poi c’è Zabo. E nulla, lui suona la batteria. E lancia le maglie sudate addosso agli altri. Fine.

 

K.S.: Parlateci del Vostro EP: cosa dobbiamo aspettarci?

Killer Sanchez: Il disco è la nostra seconda pubblicazione. Rispetto all’EP Ruggine, uscito nel 2014, ci si scarica molto di influenze hard rock e si abbracciano sonorità alternative, più ampie. A livello di concept all’interno dell’EP Pneuma i brani trattano un ventaglio di argomenti riconducibili attorno al tema dell’auto accettazione. Da qui dunque ci agganciamo al fattore tecnico, sviluppando arrangiamenti che alternano impianti sonori potenti a discese improvvise. Il disco uscirà a fine Novembre 2017, dopo un periodo di gestazione piuttosto lungo. Ci piace sorseggiare lentamente, oltre che bellissimi siamo anche molto riflessivi…

 

K.S.: Quali sono le cose più importanti per voi a livello musicale?

Killer Sanchez

Killer Sanchez: Fare la nostra musica, che sia giusta per noi prima che per gli altri. Nessun compromesso con le mode, le tendenze; suoni ed effetti solo come piacciono a noi. Come si accennava, abbiamo modificato di recente il nostro assetto di band, salutato due membri fondatori (Mico e Giorgio: è loro il contributo all’interno Pneuma) e dato il benvenuto a Paolo, che con le sue percosse al basso ci ha portati a ripensare i nostri brani, dargli una nuova forma. Siamo una band giovane-vecchia, ed in tutto il nostro percorso e i nostri cambiamenti la costante che c’è sempre stata è la voglia di proporre musica di contenuto. Pezzi pensati. Live carichi. Ma non siamo degli esteti, dei musicisti professionisti. Utilizziamo questo mezzo nella misura in cui ci è funzionale proporre i nostri contenuti, curando il particolare quanto serve. Il panorama è pieno di realtà fatte a stampino, tutti puliti, intonati, social. Non ci interessa essere perfetti. Non serve essere perfetti.

 

Colorerò di bianco come artista inabile, colpevole di non distinguere i colori./ Ricoprirò di bianco per non comprendere cose fuori e dentro me./ Sei il vortice, sei il mostro che striscia dentro me, il fuoco che cammina con me./ Sei il fuoco insaziabile che cammina con me./ Colorerò di bianco come artista inutile, colpevole di non concedere colori./ Sei il fuoco insaziabile che accarezza il cuore, che non muore ma dorme” – “Bianco

 

Written by Killer Sanchez

 

 

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