MEI 2017: l’intervista a Giordano Sangiorgi, patron del Meeting delle Etichette Indipendenti

MEI 2017: l’intervista a Giordano Sangiorgi, patron del Meeting delle Etichette Indipendenti

Set 26, 2017

“Sento che la musica deve toccare le emozioni prima, e l’intelletto poi.” – Maurice Ravel

 

Giordano Sangiorgi

Dal 29 settembre al 1 ottobre 2017 si svolgerà a Faenza l’attesa 23esima edizione del MEI ovvero il Meeting delle Etichette Indipendenti, con speciale anteprima prevista per il 28 settembre.

Nato nel 1997 da un’idea di Giordano Sangiorgi, Roberta Barberini, Cinzia Magnani, Giampaolo Ricci e Daniele Scarazzati il Mei è stata una scommessa vincente nella quale in una domenica pomeriggio di fine novembre all’interno di un capannone della Fiera di Faenza si esibirono una dozzina di band della scena indipendente.

Da allora impegno e passaparola ed importanti collaborazioni, per citare qualcuno Federico Guglielmi del Mucchio Selvaggio, John Vignola di Rockerilla, Giulio Pons di Rockit, Francesco Caprini di Rock Targato Italia, Domenico Liggeri di Duel, Andrea Rosi di Vitaminic, Stefano Senardi della NuN e tanti tanti altri come Luca Fornari della Cni, Giampero Bigazzi di Materiali Sonori, Giulio Tedeschi della Toast, Oreste Zurlo della Fridge, Enzo Onorato della Lilium hanno contribuito a migliorare l’esperienza maturata nel 1997.

Siamo giunti alla 23esima edizione del MEI, ed abbiamo avuto il piacere di colloquiare con il patron del Festival: Giordano Sangiorgi.

 

A.M.: Ciao Giordano, sono lieta di ospitarti qui nel nostro pozzo Oubliette! Facciamo un salto nel passato. So che il MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti) prende avvio nel 1997, ma precedentemente sei stato attivo in altre manifestazioni, ci racconti qualcosa in merito?

Giordano Sangiorgi: Diciamo che festeggio quest’anno i 40 anni di organizzazione di concerti. La mia prima esperienza fu per una lista per i Decreti Delegati Studenteschi del 1977: grande partecipazione e grande successo, ma poi pochi voti di lista e lì mi accorsi del forte potere aggregante della musica. Passai a dare una mano ai grandi concerti alternativi della città come Rock Verde con volantinaggio e altri supporti fino ad approdare nel 1981 alla realizzazione del primo grande festival per un centro sociale faentino. Da lì poi non mi sono più fermato ideando Faenza Rock, uno dei primissimi contest in Italia tra rock band della zona che facevano musica originale e inedita capace di fare fino a 5 mila persone in Piazza e portando nel mio territorio tutte le novità indie italiane e realizzando tanti eventi sui temi di impegno sociale e civile. Da lì al MEI, una felicissima intuizione, i primi due anni si chiamò Festival delle Autoproduzioni, il passo fu breve ma mai avrei immaginato un salto in avanti così forte e importante.

 

A.M.: Dal 1997 al 2017 ci sono state tantissime innovazioni nelle modalità del programma del MEI, ma se non sbaglio la città è rimasta la medesima: Faenza. Collaborate anche con altre realtà fuori da Faenza od il vostro circuito mira a mettere in rilievo questo comune in provincia di Ravenna dalle origini mitologiche?

MEI

Giordano Sangiorgi: Beh, sì credo che per Faenza il MEI sia una vera e propria fortuna sia culturale che turistica. Oltre 600 mila presenze di giovani in tutte le edizioni del Mei che probabilmente mai avrebbero voltato a Faenza e una maggiore conoscenza della ceramica che è un po’, anche se in declino, il nostro prodotto più tradizionale.

 

A.M.: Il MEI 2017 vedrà oltre 200 artisti esibirsi nei vostri palchi nelle date che vanno dal 28 settembre al 1 ottobre. Un tour de force in cui spiccano nomi quali Brunori Sas, Canova, Diodato, Ermal Meta. Tra gli emergenti invece mi dai qualche nominativo di band che ti hanno profondamente colpito?

Giordano Sangiorgi: Guido Maria Grillo, Leo Folgori, Roberta Giallo, Cortex, Salamone, Daniele Isola (e potrei continuare…)  sono bei nomi per i prossimi anni, tra i tantissimi giovanissimi che si affacciano agli esordi.

 

A.M.: Un’interessante novità di questa 23esima edizione è l’#IndependentPoetry. Com’è nata questa idea di interazione con il mondo della poesia e da chi è stata supportata?

Giordano Sangiorgi: Dalla necessità inderogabile di migliorare i testi delle musiche attuali che sono sempre più importanti per i consumatori di musica. Si pensi infatti al successo del rap tra i teen e al successo dei cantautori tra gli over: il testo è al centro. Quest’estate ho sentito una canzone che diceva più o meno: “se sono Riccione non mi serve un maglione/ se vado a Berlino mi mangio un panino” (vado a memoria ma tanto per capirci…) e sono orripilato. Ho pensato alla necessità inderogabile di tracciare un solco per un’asticella più elevata e così con Monica Guerra e Davide Rondoni abbiamo allestito un percorso che fa incontrare musica e poesia in punti buskers con la produzione di canzoni nate da un testo poetico.  Poi è un segnale che volevamo dare: poeti emergenti e artisti emergenti della musica devono incontrarsi sempre di più.

 

A.M.: L’edizione 2017 vedrà la celebrazione dei 40 anni di carriera degli Skiantos. Ci puoi anticipare qualcosa riguardo a questa importante ricorrenza?

Giordano Sangiorgi: Dieci anni fa con Freak Antoni festeggiamo i 30 anni della band e con Freak siamo stati grandi amici: credo che sia l’unico artista che ha partecipato, prima della prematura scomparsa, a tutte le edizioni del Mei nelle più diverse forme: da leader degli Skiantos a artista singolo, in coppia, con band emergenti, come scrittore, come presentatore, come autore teatrale, come arbitro, come calciatore e così via…  Per me era quindi urgente dedicargli un Premio che per la prima edizione verrà assegnato a Chiara Brancaccio per il suo testo sulla mozzarella e farlo insieme agli Skiantos per i 40 anni. Tutto questo si è avverato grazie alla Regione e altri partner e sabato 30 settembre faremo un grande live coi Modena City Ramblers, Espana Circo Este e Banda Rulli Frulli, realtà importanti della scena musicale emiliano romagnola da quella più storica a quella attuale.

 

A.M.:Noi/ Talmente simili/ Almeno così che ci sentivamo/ E poi arrivarono i silenzi,/ cresciuti infondo a chissà dove/ Erano i miei o erano i tuoi?/ Non mi ricordo più il tuo nome/ Ci siamo tolti anche gli sguardi/ E le carezze a consolare/ Fino a sentirti dire piano/ Perché mi stai lasciando andare?/ […]” Questo l’incipit del brano di Diodato “Cosa siamo diventati” che aprirà il concerto di domenica 1 Ottobre per Papa Francesco. Come mai avete scelto di organizzare un concerto per il Papa?  E come interpreti il testo del cantautore di Aosta?

Giordano Sangiorgi

Giordano Sangiorgi: Il 1° ottobre il Papa sarà in Romagna tra Cesena e Bologna, Faenza è proprio in mezzo. Non potevamo ignorarlo e soprattutto non volevano ignorare i temi sui diritti umani che il Papa porta avanti speso quasi da solo. Per questo abbiamo voluto fare un concerto con tanti partner come Amnesty International, Pax Christi e tante altre associazioni legato alla musica indipendente attenta a questi temi. Diodato per la sua attenzione e sensibilità è uno degli ospiti principali, insieme a un bravissimo artista italo-brasiliano come Tuto Marcondes che rappresenta l’esigenza di essere prima di tutto Cittadini del Mondo. Grazie alla presenza anche dell’Orchestra per la Pace di Alexian Santino Spinelli direttore d’orchestra Rom e di Cori di artisti africani e europei insieme.

 

A.M.: Il MEI 2017, oltre alla musica ed arte, tratterà anche l’importantissimo tema della legge Ius Soli. Qual è il tuo pensiero in merito?

Giordano Sangiorgi: È semplice: chi è nato in un paese e ci vive ha diritto alla cittadinanza. È il modo migliore per fare sentire tutti integrati in un mondo che ci deve vedere tutti “cittadini del mondo” citando proprio Tuto Marcondes.

 

A.M.: In chiusura vorrei chiederti qualche novità sui Premi in palio quest’anno.

Giordano Sangiorgi: Diciamo che Brunori Sas è stato l’asso pigliatutto dei premi quest’anno diventando di fatto il vero e proprio artista indipendente dell’anno, poi premieremo i Canova come band giovane, la Irma Records e l’Indiegeno Festival tra le indies e i festival più interessanti, Ermal Meta sarà con noi per un premio di Radio Rai ma noi l’avevamo già premiato dieci anni fa quando muoveva i primi passi e poi premieremo artisti importanti come Garbo per i 40 anni di carriera e tanti altri riconoscimenti andranno a chi ha sostenuto la musica emergente in questi anni . Una tre giorni che cerca di coinvolgere tutto il mondo della nuova scena indipendente attraverso premi, menzioni e riconoscimenti dati da qualificate giurie di giornalisti come il Forum del Giornalismo Musicale che terrà banco per due giorni al Mei.

 

A.M.: Salutaci con una citazione…

Giordano Sangiorgi: Siamo nati in un mondo dove ci aspetta l’alienazione. Siamo uomini potenzialmente, ma siamo in uno stato alienato e questo stato non è semplicemente un sistema naturale. L’alienazione, a cui oggi siamo destinati, è stata raggiunta solo tramite l’oltraggiosa violenza perpetrata da esseri umani ai danni di altri esseri umani.” – R.D. Laing

Proviamo a cambiare questo stato di cose!

 

A.M.: Giordano ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato, ti auguro una splendida edizione del MEI e ti saluto con una frase di Erich Fromm: “Non solo i rapporti economici tra gli uomini, ma anche i rapporti personali hanno questo carattere di alienazione; invece che di rapporti tra esseri umani, essi assumono il carattere di rapporti tra cose. Ma forse il caso più importante e più rovinoso, in cui si manifesta questo spirito di strumentalità e alienazione, è il rapporto dell’individuo con sé stesso. L’uomo non vende soltanto merci, vende anche sé stesso e si sente una merce.

 

Written by Alessia Mocci

 

 

 

Info 

Sito MEI

 

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