Meditazioni Metafisiche #0: perché in occidente abbiamo bisogno di Arthur Schopenhauer?

Meditazioni Metafisiche #0: perché in occidente abbiamo bisogno di Arthur Schopenhauer?

Ago 18, 2017

“All’uomo intellettualmente dotato la solitudine offre due vantaggi: prima di tutto quello di essere con se stesso e, in secondo luogo, quello di non essere con gli altri.” Arthur Schopenhauer

 

Meditazioni Metafisiche 0

Qui in occidente, noi abbiamo bisogno di Schopenhauer perché non possiamo comprendere le verità orientali nude e crude, così come sono espresse in quelle dottrine, ma dobbiamo afferrarle attraverso le categorie occidentali.

La scienza e la tecnica hanno preso il sopravvento, e dunque per contrastarle ci vuole il linguaggio forte, intuitivo e razionale della filosofia schopenhaueriana.

Ora il problema è il XX secolo con la comparsa degli scritti di Nietzsche, lo sviluppo della psicoanalisi, la fisica teorica, la scienza economica, il capitalismo e il consumismo, il decadentismo dell’arte e altre aberrazioni simili che hanno offuscato la filosofia e la cultura in genere.

Riprendere Schopenhauer con il medesimo linguaggio o un linguaggio simile è un serio problema al giorno d’oggi. Schopenhauer non poteva conoscere la deriva che avrebbe preso il secolo successivo alla sua dipartita, si illudeva che la sua filosofia avrebbe preso piede dopo la sua morte: ma si sbagliava.

Il mondo si è completamente trasformato, e l’umanità ha subìto una mutazione antropologica (come già fece notare Pasolini); quindi ci vuole un altro linguaggio e riferimenti anche alle scienze sociali che in lui mancano.

La differenza tra l’epoca in cui filosofava Schopenhauer e quella di oggi è che allora non c’era il capitalismo; non c’era il consumismo; non c’era la società di massa con il suo conformismo; non c’era la televisione; non c’erano le finte democrazie; non c’erano le multinazionali e la grande finanza; non si era scoperto ancora il petrolio; il mondo non era ancora industrializzato; la scienza moderna era agli inizi; l’economia come materia scientifica non esisteva; non era nato ancora Nietzsche che ha sconvolto e rovesciato la filosofia; non c’era la fisica relativistica e quantistica; non c’erano gli esistenzialisti; non c’era la psicoanalisi; la tecnologia e le telecomunicazioni non si conoscevano perché l’era della macchina era agli albori; non c’erano le armi nucleari di distruzione di massa etc..

Insomma oggi siamo di fronte a un qualcosa di spaventoso e inimmaginabile per quell’epoca, la volontà di affermazione è diventata volontà di potenza, si è infiammata come non mai.

Arthur Schopenhauer

Tutto questo non può passare sotto silenzio: ecco il mio lavoro per questa rubrica denominata “Meditazioni Metafisiche” che innesta la filosofia di Schopenhauer su un discorso più ampio (giacché non sono un professore di filosofia), nel quale c’è un rigetto e una forte critica ai filosofi successivi e alle scienze teoriche che pretendono di sedersi sul trono della metafisica (spiegando l’universo e l’uomo), tra cui Nietzsche, Heidegger, gli esistenzialisti, i positivisti, i neoesistenzialisti, i neopositivisti, la fisica quantistica e relativistica, la psicoanalisi etc…

Mi concentrerò su temi specifici comparando il discorso filosofico schopenhaueriano sul tale tema. Ad esempio, parlando del capitalismo e della crisi dell’uomo consumista moderno, mentre molti riprendono Marx, io riprenderò Schopenhauer. Parlando dell’amore tra uomo e donna e i problemi al seguito, riprenderò il discorso schopenhaueriano sulla metafisica dell’amor sessuale. Parlando della fisica teorica e dei suoi tentativi maldestri di spiegare l’universo con dei modelli matematici, riprenderò la gnoseologia di Schopenhauer. Parlando della psicoanalisi e dei suoi tentativi maldestri di analizzare i moti dell’inconscio umano, riprenderei il discorso dell’insondabilità della volontà come cosa in sé di Schopenhauer.

Si afferma che il mondo vive una realtà virtuale e oggi lo possiamo vedere nel modo più evidente, nella nostra società capitalistica, nella quale la finzione è stata elevata a realtà.

 “Meditazioni Metafisiche” non tratterà solo Arthur Schopenhuaer ma altri filosofi e altre dottrine, come, ad esempio, il buddhismo, Platone, Kant; scrittori e poeti come Leopardi, Byron, Gracian, Goethe, Pasolini.

La crisi del XX secolo con il capitalismo, il consumismo, la crisi dei valori, della cultura e l’abbandono della dimensione ontologica della filosofia è anche un po’ il sunto di ciò che mi sono sforzato di spiegare anche nel mio libro “Sulla società, sull’uomo e sulla via di salvezza” edito da Phasar nel 2015, di cui vi consiglio lettura.

La rubrica “Meditazioni Metafisiche prenderà avvio venerdì 25 agosto.

Stay Foolish – Stay Oubliette

 

Written by Andrea Grieco

 

Info

Il quadro ripreso nel manifesto visivo Μεταφυσικοί Διαλογισμοί è un prestito dall’opera Over the town di Marc Chagall (Vitebsk, 7 luglio 1887 – Saint-Paul-de-Vence, 28 marzo 1985).

Acquista “Sulla società, sull’uomo e sulla via di salvezza”

 

7 comments

  1. Aramires /

    In effetti, chi meglio del grande Arthur può dare la risposta?
    Il mondo non è che il conflitto della volontà con se stessa!

    • “Quanto più uno possiede in se stesso, di tanto meno egli necessita del mondo esterno. Ecco perché la superiorità dello spirito rende poco socievoli.” A. Schopenhauer

    • Andrea /

      Proprio così. Grazie Aramires.

  2. Lucia Mazzeo /

    Schopenhauer è stato tra i miei filosofi preferiti in terza classe del liceo classico. Poi mi sono orientata verso gli studi scientifici e mi sono laureata in Fisica. Filosofia e Scienze sono sorelle ed io le ho sempre amate entrambe. Seguirò con interesse questa rubrica per imparare e, forse, per commentare. In bocca al lupo e complimenti per la scelta ardimentosa! Nessuno è mai morto per aver troppo pensato…

    • “I pensieri messi per iscritto non sono nulla di più che la traccia di un viandante nella sabbia: si vede bene che strada ha preso, ma per sapere che cosa ha visto durante il cammino bisogna far uso dei suoi occhi.” A. Schopenhauer

    • Andrea /

      Grazie! E’ vero che nessuno è mai morto per aver pensato, ma qualcuno ha sofferto di demenzialità senile (è accaduto purtroppo a Kant); e qualcun altro è impazzito (Nietzsche). :)
      Saluti e grazie!

      • Credo che si possa morire per il troppo pensare a seconda dell’argomentazione e della predisposizione dell’essere pensante. La pazzia poi è da caratterizzare bene, perché il termine viene usato con diverse accezioni e non so quale tu intenda. Nietzsche si è addentrato in territori oscuri e “forse” una parte di sé è rimasta in quelle lande, dunque al ritorno nel mondo fisico lo si guardava come “pazzo” ma è difficile, davvero difficile entrare nell’argomento così in generale. Dovremo trattare parti della sua opera o vita e discuterne.

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