Selfie & Told: gli Skelters raccontano l’ultimo album “Rivoluzione 9”

Selfie & Told: gli Skelters raccontano l’ultimo album “Rivoluzione 9”

Ago 17, 2017

“Un’affannosa giornata, che si conclude sperando che tu/ Distesa sopra il letto, in pace, abbia un difetto di più/ Un attimo e il sogno si avvera/ Può essere martedì sera in tv/ Guardando un po’ su youtube, oggi ho capito di amarti di più/ Prendo una casa a Londra/ Guardo vetrina fumando a Mayfair/ Considerando l’onda, spero di essere sempre sul surf/ […]” – “Londra

Skelters

Ciao lettori di Oubliette Magazine, noi siamo gli Skelters! Rivoluzione 9 è il nostro nuovo disco. L’album ha questo nome per diversi motivi.

In primis è la traduzione di un brano dei Beatles (Revolution n.9) contenuto nel White Album che contiene anche Helter Skelter dal quale abbiamo preso il nostro nome.

I brani contengono diversi messaggi. Messaggi di speranza, di gioia, in un mondo che sembra essere al collasso ma che è alla fine di un ciclo, prima c’è il dolore, poi il parto e dopo la gioia più grande la Nascita.

Passare a un livello superiore, con consapevolezza e gratitudine” ecco il messaggio del nostro disco.

Ed ora beccatevi questa Selfie & Told!

 

S.: Chi siete e cosa caspita fate?

Rivoluzione 9

Skelters: Ciao siamo gli Skelters e di professione sfondiamo palchi. Sì, avete capito bene. Nei nostri dischi (l’ultimo è “Rivoluzione 9”) parliamo d’amore, di vita, di sensazioni, di vittorie, di sconfitte, parliamo di noi, dei nostri esseri divini, e contemporaneamente del nostro essere a volte materiali e meschini. Siamo un mix perfetto tra divino e profano. Ma nei live amiamo darci dentro. Provate a venire a vederci e ci amerete o ci odierete. Senza vie di mezzo. 

 

S.: Parlateci di voi!

Skelters: Siamo in quattro: io sono Giu Sk, il cantante, suono anche la chitarra ritmica e il pianoforte, mio fratello Emanuele invece suona la batteria ed è il mio antagonista perfetto. In Calabria dove siamo nati ci chiamano i Russogher per via del nostro rapporto di amore/odio che ci contraddistingue. Credo sia cosa comune di tutti i fratelli, comunque. Soprattutto due Egomani come noi. Per tentare di stare calmi facciamo yoga e meditazione pre e post concerto. Io scrivo le melodie e i testi, a volte con Emanuele che scrive molto bene ma non quanto me ovviamente. Con noi sul palco trovate Louis detto il Mod, dai tempi delle scuole, si veste sempre bene e ascolta gli Smiths. Lui è il nostro grillo parlante, moderatore, finanziatore, coscienza della band. Altro esempio di esaurimento totale è Dommy, il “bimbomix”, è il più giovane, troppo giovane e quindi ci fa perdere le staffe. È sempre in forma smagliante, fa palestra, conquista tantissimo e suona alla grande. Insomma una persona brutta. Nel nostro team c’è spesso il quinto elemento Luca alle tastiere il quale è complice “stabilizzante” sul palco e “omogenizza” il tutto con synth e pianoforti.

 

S.: Quali sono i vostri artisti preferiti?

Skelters

Skelters: Adoriamo i Beatles, i Blur, gli Oasis, i Ramones, i Clash, i Green Day, gli Smiths, i Dandy Warhols e nessun gruppo italiano suona e suonerà mai come noi. 

 

S.: Qualche giorno fa avete aperto ai Baustelle, che esperienza è stata?

Skelters: È stato un onore davvero imbarazzante conoscere i Baustelle, persone meravigliose e gentili come non mai.
Hanno un live da brividi, suonato e gestito benissimo, dobbiamo fare un plauso a tutta la produzione di Gibilterra, è sempre bello conoscere professionisti veri e sinceri. Siamo veramente felici di aver suonato a casa nostra, nella location più importante della città, all’interno della bellissima manifestazione ‘Festival d’autunno’. Abbiamo dato il massimo e abbiamo fatto esplodere di amore il teatro. 

 

S.: Prossimi obiettivi?

Skelters: Presto conquisteremo il mondo. Ciaooooo! Un saluto da Giuseppe, il Leader indiscusso, e dal resto della banda. 

 

Written by Skelters

 

 

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