“Non mi aspettare” di Francesca Barra: un legame irto di incomprensioni

“Non mi aspettare” di Francesca Barra: un legame irto di incomprensioni

Ago 15, 2017

“Ci sono persone che aspettano Godot tutta la vita. Lo ignoravo. Ce ne sono altre che non aspettano un bel niente. Io. Ecco perché, per rendere onore al mio nome, Serena, non mi sono augurata nulla di più. Ed ecco perché, per le vacanze nell’anno della maturità, andai a lavorare come volontaria all’acquario di Genova, ospite della cugina di mia mamma.”

Non mi aspettare

Non mi aspettare di Francesca Barra, pubblicato nel 2009 da Aliberti editore è la storia di Serena ed Elisa.

La Barra, giornalista, nota al pubblico televisivo offre ai lettori un prodotto di 129 pagine dal contenuto importante: il rapporto che una madre stabilisce con la propria figlia. Il quale presto si trasforma in un legame irto di incomprensioni, soprattutto perché Elisa non sa coniugare il suo ruolo di madre con quello di professionista.

Confezionato a capitoli alterni, attraverso le voci narranti di Serena ed Elisa, la trama si sviluppa in maniera morbida, pur nella trattazione di argomenti importanti quali l’amore, la passione e il conseguente subbuglio dell’anima.

Elisa, figura materna del racconto, è giornalista e conduttrice tv, ed è a causa del suo desiderio di notorietà che non riesce a creare con la figlia un rapporto empatico. Anche se sarebbe più corretto affermare che, per motivi caratteriali fra le due nasce una serie di conflitti che le porta ad allontanarsi l’una dall’altra.

Ed è proprio grazie alla vita condotta da Elisa e alla sua voglia di affermarsi professionalmente che Serena percepisce se stessa come un oggetto al margine dell’esistenza di sua madre, la quale, al ruolo di genitore preferisce di gran lunga quello di personaggio televisivo.

Dopo aver intrecciato una relazione sentimentale con un politico molto in vista, la vita di Elisa non è delle più facili, anche perché dall’uomo non riceve le attenzioni che vorrebbe.

Innamorata e spinta da una passione un po’ folle, e sopraffatta dalle emozioni gli si dedica anima e corpo, trascurando senza troppe esitazioni la figlia adolescente.

“Il mio amore per Oscar non l’ho mai svelato ad anima viva. Temo che possa trasformarsi e avere un epilogo funesto. Anche se gli errori commessi per amore sembra meritino maggiore indulgenza, non è mai così e non voglio che nessuno possa metterci bocca. Dissacrando e banalizzando le mie emozioni.”

Quindici anni dopo, diventata nel frattempo un’eccellente biologa, Serena compie un viaggio nella propria terra d’origine e, recuperato casualmente un diario, rintraccia pezzi della vita della propria madre. E con essi una disarmante verità.

A quel punto, la giovane non può far altro che riannodare i fili rimasti in sospeso, e ricomporre, come in un complesso puzzle, le giornate di sua madre e il suo inferno personale, nel periodo del suo innamoramento con il potente uomo politico, quando Serena era poco più che ragazzina.

“Leggevo il diario di mamma accoccolata come facevo da piccola, davanti alla finestra della cucina che affacciava sull’atrio poco fuori il frantoio. Sembrava sprofondata in una scatola di Baci Perugina per le sdolcinatezze, degne dei cartigli di quei cioccolatini, dedicate a Osca. Ma quando ci si innamora si inebetisce fino a quel punto? Perché se è così vuol dire che non ho mai amato.”

Dunque, il segreto sulla morte di sua madre sta tutto lì, in un mucchio di fogli spiegazzati?

Si chiede Serena, e con lei il lettore che partecipa della narrazione. E se lo domanda senza stigmatizzare il comportamento poco edificante di sua madre.

Dopo aver analizzato tracce e indizi la giovane biologa si dà una risposta. Una risposta dolorosa perché le conferma dubbi e sospetti sull’esistenza parallela che Elisa conduceva all’epoca.

E, il mistero che sta dietro alla morte della giornalista, insabbiata perché diventata figura scomoda, in quanto amante del noto politico, le si svela in tutta la sua cruda realtà.

Francesca Barra

E mentre parole e frasi scorrono via sotto gli occhi stupefatti di Serena, spetterà proprio a lei risolvere il giallo che ha avvolto le circostanze in cui sua madre ha perso la vita.

Ma Serena non è sola in questa sua malinconica ricerca della verità. Accanto a lei c’è suo padre, testimone della trama amorosa di sua moglie, terminata con un epilogo drammatico.

“So bene che tutti si domanderanno come si possa amare uno così. Ma io amo le sue idee, il suo temperamento, la sua ambizione. Non basta? Amo i suoi baci a occhi chiusi, le sue mani, il suo coraggio di cambiare il mondo.”

Ambientato nell’Italia degli anni ’90, Non mi aspettare è libro discreto, tanto da coinvolgere il lettore nella giusta misura, offrendogli una realtà scandagliata con naturalezza, senza la volontà di stupirlo, ma con l’intento di arricchire il tranquillo ritmo della storia.

Raccontato su piani temporali diversi, la fatica letteraria di Francesca Barra è intrigante a sufficienza per incuriosire l’utente e ripercorrere con Serena le vicende sentimentali di Elisa.

Libro confezionato e sviluppato con uno squisito registro di scrittura, con un tranquillo ritmo cadenzato di parole e frasi, Non mi aspettare è da leggere e apprezzare anche per l’ottima caratterizzazione delle figure femminili, plasmate nella realtà che appartiene loro. E tese a dimostrare inoltre, quanto a volte, l’amore può diventare un’arma a doppio taglio, se una donna la rivolge contro se stessa fino a farsi male nell’anima e pure nel corpo. Principalmente quando una donna, come nel caso specifico, dà troppo spazio alla passione e troppo poco al ragionamento.

“Sono tornata a leggere il mio diario dopo dieci anni. E dopo dieci anni torno a scrivere. Che strana sensazione. È stata una tortura innamorarsi di un personaggio famoso. È come se la storia non riuscisse a finire mai. Lui ti pianta, ma tu non puoi lasciarlo andare via. So tutto di lui e sono passati quasi dieci anni. Una storia a distanza ma senza fine.”

 

Written by Carolina Colombi

 

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