La Legge di Moore: a che punto siamo con l’innovazione informatica?

La Legge di Moore: a che punto siamo con l’innovazione informatica?

Ago 3, 2017

“Il numero di transistor in un chip raddoppia ogni due anni.” – Gordon Earle Moore

 

Gordon Earle Moore

Gordon Earle Moore, classe 1929, è oggi uno dei grandi padri dell’informatica ancora in vita. Dati i tantissimi cambiamenti occorsi negli ultimi 10 anni nel campo dell’informatica, sarebbe curioso capire cosa ne pensa il fondatore di Intel di tutte le rivoluzioni tecnologiche che si stanno sovrapponendo l’una sull’altra, ad una velocità alle volte sconcertante.

Oggi nulla sembra essere precluso: ogni giorno conserva una sorpresa, un nuovo dispositivo, una nuova esigenza soddisfatta dalla tecnologia. E allora viene naturale porci una domanda: a che punto siamo con l’innovazione informatica? Proprio la famosa Legge di Moore potrebbe accorrere in nostro soccorso.

La Legge di Moore: a che punto siamo con le nuove tecnologie?

Gordon Moore divenne ai tempi famoso con una sua dichiarazione che, ben presto, divenne una vera e propria legge nel campo dell’informatica e dell’elettronica, e che oggi è nota come Prima Legge di Moore.

Questa legge spiega che il potenziale di un chip raddoppia ogni 18 mesi. Certo, si tratta di una squisitezza tecnica per soli esperti, ma oggi quella legge ha invaso in generale il mondo delle tecnologie, inteso come mercato la cui crescita ha un solo scopo: soddisfare le esigenze dei consumatori finali, tramite lo sviluppo di soluzioni hi-tech sempre più semplici e portatili.

Ed ecco che possiamo affermare con quasi matematica certezza – non ce ne voglia Moore – che ogni 18 mesi, in effetti, il potenziale delle tecnologie raddoppia, dimezzando i nostri bisogni.

La tecnologia non lascia ma raddoppia: merito del web

Com’è ovvio che sia – anche se spesso ce ne dimentichiamo – l’incredibile salto in avanti compiuto dalle nuove tecnologie è stato possibile essenzialmente grazie a Internet, ovvero l’invenzione numero uno del secolo scorso, e forse dell’intera storia dell’umanità.

Iot – Internet of Things

I motivi sono davvero agili da capire: su Internet troviamo guide di ogni tipo, semplici ed utilissime, come ad esempio gli articoli sulle strategie per vincere alla roulette, che permettono di appropriarsi della conoscenza degli esperti del settore per applicarla immediatamente nella realtà.

Ma l’utilità del web prosegue: Internet ha ad esempio cambiato la vita di tantissimi professionisti, che oggi lavorano da casa in smart working o come freelance, e ha anche permesso di abbattere ogni barriera comunicativa, grazie al mobile e ad app come Skype.

Il futuro della Legge di Moore: ecco l’IoT

Internet sta velocemente compiendo una strada inversa rispetto alle sue origini: nato come mucchio impalpabile di pixel, a breve si trasferirà direttamente nel mondo reale, consentendo di comandare a distanza dispositivi come ad esempio l’automobile, od una semplice lavatrice o tapparella grazie all’IoT (Internet of Things).

È la Legge di Moore che vuole un raddoppio costante delle potenzialità tecnologiche, che ancora una volta troveranno nella rete quel luogo virtuale nel quale realizzarsi, per emergere più forti e maggiormente cariche di un potenziale tutto da scoprire.

 

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: