“Colazione da Tiffany” di Blake Edwards: il film intramontabile di Audrey Hepburn

“Colazione da Tiffany” di Blake Edwards: il film intramontabile di Audrey Hepburn

Lug 29, 2017

“Vuoi sapere qual è la verità sul tuo conto? Sei una fifona, non hai un briciolo di coraggio, neanche quello semplice e istintivo di riconoscere che a questo mondo ci si innamora, che si deve appartenere a qualcuno, perché questa è la sola maniera di essere felici. Tu ti consideri uno spirito libero, un essere selvaggio e temi che qualcuno voglia rinchiuderti in una gabbia.”

Colazione da Tiffany

Capolavoro intramontabile del cinema americano Colazione da Tiffany è film del 1961 diretto da Blake Edwards.

Tratto dall’omonimo romanzo di Truman Capote è pellicola da definire un “sempreverde”.

La protagonista femminile, Holly Golightly (Audrey Hepburn) è personaggio singolare. Ogni mattina ama soffermarsi davanti alla gioielleria Tiffany, nei pressi della Quinta Strada, mangiucchiando la colazione e sognando. Sogna di dare una svolta alla propria vita dai contorni sfumati, sposando un uomo ricco.

Sebbene viva da tempo nella grande mela, Holly è rimasta una ragazza provinciale, e a volte è ancora vittima di una sorta di smarrimento. Perché il suo animo è candido e un po’ ingenuo.

Holly frequenta gente dal passato discutibile, forse in cerca di una persona che sappia comprendere i moti del suo animo, e apprezzarla nonostante la sua eccentricità di ragazza seducente.

Spesso la giovane passa da uno stato emotivo di leggiadria a uno più cupo, senza un motivo apparente; perché nel suo cuore custodisce segreti e umori non facili da esternare. Ed è per caso che fa la conoscenza di un giovane, suo vicino di casa, tale Paul Vajak (George Peppard), pseudo scrittore, e mantenuto di una donna più anziana di lui.

In Paul, Holly rintraccia le sembianze del proprio fratello, Fred, e affibbierà tale soprannome al giovane, in un moto di simpatica amicizia.

L’ambientazione che fa da cornice alla storia affettiva, che inevitabile nasce fra Paul e Holly, è l’America degli anni ’60, dove eccessi, alternativi a un modo di vivere tradizionale, sono ben rappresentati dal regista e scandagliati con leggerezza.

I personaggi, ben plasmati nella realtà che appartiene al film, sono piuttosto stravaganti: artisti, hippy, tutta gente che è attratta da una vita non convenzionale. Gente con cui Holly è a suo agio, perché parecchio stravagante lo è pure lei. Pur aspirando a sposare un uomo ricco, quando ne ha l’occasione il suo matrimonio non si celebra, anche per il ripensamento del miliardario con cui avrebbe dovuto unirsi e che le aveva giurato amore.

Ed ecco, nascere da qui un maggior disorientamento esistenziale di Holly, quale espressione del proprio disagio interiore.

Colazione da Tiffany

E, mentre le vicende si alternano e le immagini scorrono sullo schermo, catturando a pieno l’attenzione dello spettatore, l’amicizia fa Paul e Holly si trasforma in un ampio coinvolgimento emotivo, che però, forse a livello inconscio, non vogliono riconoscere: entrambi si portano appresso un vissuto difficile. E coniugare l’amore con eccentriche scelte di vita non è cosa semplice.

Sebbene il film sia catalogato quale commedia, e commedia Colazione da Tiffany lo è davvero, grazie soprattutto alla brillante interpretazione dei protagonisti, è anche film di contenuto.

Occorre andare oltre a una rischiosa generalizzazione che vuole la pellicola come una rappresentazione scenica di poco conto. Perché oltre alle sequenze funzionali alla storia, messe in campo dal regista, oltre all’effimero apparire della figura di Holly, superficiale ed evanescente, c’è altro. C’è la dimensione affettiva, l’amore in primis, quello autentico in grado di superare i molti ostacoli che spesso si frappongono fra le persone. Perché lei, Holly, persona problematica e smarrita, alla ricerca di una propria identità, alla fine dà più importanza ai sentimenti, che non a un mondo effimero abitato da personaggi poco raccomandabili.

Nonostante siano trascorsi quasi sessanta dalla sua uscita nelle sale cinematografiche, Colazione da Tiffany è film intramontabile, da vedere più volte e apprezzarne la costruzione leggera, seppur colma di significato.

Colazione da Tiffany

Catalogandolo come pellicola di ampio impatto emotivo, confezionata in modo da suscitare nello spettatore empatia sia per Holly che per Paul.

Ad accompagnare la pellicola un brano musicale d’eccellenza, anch’esso un “senza tempo”: Moon River. Le cui note musicali sono stata composte da Henry Mancini, musicista di grande qualità, che ha regalato al pubblico un pezzo di cui innamorarsi senza esitazione, il quale va oltre ai gusti musicali di ciascuno. Reinterpretato in numerose versioni ha contribuito al successo di Colazione da Tiffany.

Diventato un cult del ‘900, grazie anche alla personalità di Audrey Hepburn, icona del cinema americano, alcune scene del film tappezzano molte caffetterie sparse in tutto il mondo.

Molti i riconoscimenti tributati al film. Fra le numerose nomination l’Oscar è andato alla struggente colonna sonora, e ad Audrey Hepburn, che ha ricevuto il premio David di Donatello quale attrice straniera.

“E sai che ti dico? Che la gabbia te la sei già costruita con le tue mani ed è una gabbia dalla quale non uscirai, in qualunque parte del mondo tu cerchi di fuggire, perché non importa dove tu corra, finirai sempre per imbatterti in te stessa.”

 

Written by Carolina Colombi

 

 

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