CoopTimeStories: le quattro storie italiane che raccontano la sicurezza, l’ambiente, la trasparenza e l’etica

CoopTimeStories: le quattro storie italiane che raccontano la sicurezza, l’ambiente, la trasparenza e l’etica

Lug 26, 2017

Sicurezza, Ambiente, Trasparenza ed Etica sono i quattro valori che Coop (abbreviazione di Cooperativa di Consumatori) ha voluto valorizzare con le storie di giovani registi italiani in collaborazione con la cantautrice e scrittrice italiana Levante, nome d’arte di Claudia Lagona.           

Sulla mia terra – Cristian Natoli

Dal 1854, anno di nascita del movimento delle cooperative di consumatori nato a Torino, Coop ha lavorato con prodotti biologici ed ecosostenibili selezionandoli con cura per fornire ai consumatori qualità e sostenibilità.

Non ci sorprende dunque che oggi la Coop sia impegnata in un progetto che vede la partecipazione dell’arte per la rivalutazione del proprio territorio: le #CoopTimeStories sono il frutto del racconto di vicende personali di giovani che hanno vissuto all’estero e che successivamente sono tornati in patria per sostenere i quattro valori di cui ho parlato in apertura. Una storia per ogni valore.

Troviamo per esempio l’agronomo ed il writer, Enrico, che dopo sei anni trascorsi in Francia ha sentito il richiamo della sua terra e della sua famiglia. La sua storia è stata diretta dal regista Cristian Natoli.

Nel video Enrico spiega le sue ragioni e l’emozione del trovare amici che, similmente a lui, hanno vissuto all’estero per poi tornare in patria carichi di passione per la terra con un bagaglio culturale notevole maturato dall’esperienza maturata all’estero.

Capannoni dismessi, fabbriche, acciaierie. Ho deciso di portare la mia arte all’interno degli spazi abbandonati. Interessante vedere come la Natura pian piano e con il passare del tempo riesce a riprendersi lo spazio che gli è stato tolto. Appendere un poster con la colla od un dipinto mi permetteva di stare in questi posti con maggiore tranquillità e di poter lavorare con maggiore velocità e quindi eventualmente anche andarmene. Ho fatto di tutto per non lavorare qui dentro, però alla fin fine la famiglia ha chiamato. Sono tornato per recuperare il lavoro ed il mulino della mia famiglia e per ridare vita ad un territorio. Quando sono tornato la situazione era un po’ precaria, la bellezza di questo mulino è di lavorare con macchine antiche, sono macchine di inizio novecento od al massimo di metà novecento. Abbiamo dovuto investire molto per ripristinarle e farle lavorare al meglio. Le persone con le quali sto collaborando, alcuni agricoltori, alcuni panettieri, e prima di essere collaboratori sono soprattutto amici. Tutti quanti dopo esperienze fatte all’estero, dopo scelte di vita completamente diverse siamo tutti tornati qui, siamo tornati a casa ed abbiamo deciso di costruire qualcosa prima singolarmente ed adesso fortunatamente assieme. Grani antichi, agricoltura biologica, agricoltura conservativa, sementi autoctone. Abbiamo iniziato a lavorare a questo tipo di progetti, ed io ho voluto lavorare moltissimo sulla fiducia, fiducia che si basa su centoventi anni di presenza su questo territorio e di lavoro per esso. Valorizzare un territorio significa conoscerne gli abitanti e valorizzare la propria cultura. Significa comprendere l’equilibrio tra terra, uomo ed animale. Significa essere appunto custodi di un territorio.

Sulla mia terra – Cristian Natoli

Dice bene Enrico “custodi di un territorio”, perché fondamentalmente è questo che siamo, così come il messaggio di Levante nel brano “Diamante”: “Ognuno di noi ha un diamante da trovare in mezzo a un milione di pietre / Ognuno di noi ha scambiato pietre per diamanti, almeno una volta” nel quale si invita a ricercare il diamante che ognuno di noi può trovare all’interno di sé, quella pietra preziosa che con duro lavoro inizia a luccicare.

Così anche la Coop che da 25 anni fornisce prodotti senza coloranti, né aspartame, né polifosfati, privi di OGM, è impegnata nell’utilizzo di carta riciclata riuscendo a salvare 145 mila alberi. Da ricordare che la Coop è stata la prima catena italiana ad eliminare l’olio di palma dai propri prodotti.

Una direzione di cambiamento che mira al rispetto dell’ambiente come urgenza per gli individui, per le imprese e per gli Stati perché ogni azione che rispetta il territorio è anche un’azione di salvaguardia dell’umanità.

Sostenibilità, avanguardia ed ecologia come parole chiave di un sistema economico che oggi è arrivato a 103 cooperative di diversa dimensione e che conta un totale di 8.169.033 soci.

Vi invito a guardare il video “Sulla mia terra”, a seguire la pagina dedicata all’iniziativa #CoopTimeStories ed al riflettere sulla vostra storia personale in relazione alla Sicurezza, Ambiente, Trasparenza ed Etica.

 

 

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