“Abusivi sognatori”, l’esordio di Fùrnari: la voce è una dimensione spaziale

“Abusivi sognatori”, l’esordio di Fùrnari: la voce è una dimensione spaziale

Giu 29, 2017

“Siamo sopravvissuti a vecchie signore con cappelli grandi/ e uomini in frak/ che non restituiscono mai le ore/ a correnti disparate che disperdono le fantasie/ a mani ruvide le tue e le mie// Siamo sopravvissuti a passanti di ruggine/ […]” – “Sopravvissuti

Abusivi sognatori

Fùrnari (Cristiano), cantautore romano classe 1990 e già frontman dei Radiodrama, fa il suo esordio solista con questo interessante Abusivi sognatori: nove tracce composte interamente da lui e registrate avvalendosi della preziosa collaborazione di Laura Piccinetti al basso, Alessandro Accardi alla batteria e Dario Vero alla chitarra presso il Play Rec Studio di Roma con la produzione di Giampaolo Rosselli.

Analizzando i brani che compongono il lavoro di Fùrnari, si nota una discreta cura nella costruzione melodica, anche se forse manca il classico brano “di spicco”, quello che inconsapevolmente inizia a girarti in testa senza che quasi te ne renda conto: un lavoro notevole che sembra tuttavia un pochino perdersi nel somigliarsi troppo in alcuni passaggi.

Sonorità che riportano a volte agli anni Sessanta, spaziando per gli Ottanta, finanche ai Novanta, dunque senza una vera e propria identificazione musicale, ma tutto sommato con un “respiro comune” per quanto riguarda le tematiche trattate.

Non sempre, solitamente, la musica e la voce sono in grado di mescolarsi e invertirsi i ruoli; invece Fùrnari riesce ad essere rassicurante, la sua voce diventa una dimensione spaziale senza la necessità di ricorrere a chissà quali strani vocalizzi, unendosi agli strumenti creando un nuovo tempo; facendo prima immergere l’ascoltatore in questo limbo e poi tendere le orecchie a ciò che vuole dirci.

La traccia d’apertura è Sopravvissuti, canzone dal tempo medio-rock, con immagini a volte un po’ sibilline (vedasi le “altalene nel traffico controcorrente”) ma spesso efficaci.

Il ritmo cresce gradualmente con Lettere da Saturno, pezzo robusto ma che mantiene una certa serenità melodica di sottofondo.

Fùrnari

Con Chimere si assiste ad un arricchimento sonoro che lascia molto spazio anche ai synth oltre che alle onnipresenti chitarre.

Prettamente acustica invece Siamo meteore, ballata malinconica che mette in evidenza anche delle inserzioni di archi nella parte finale. Altre età invece parte con un piglio quasi orchestrale, finendo però nel consueto intimismo che permea tutto il disco.

Marta e le stelle di Ikea è senza dubbio il pezzo più classicamente pop, mentre sia Non raccontano di noi che Pellicole rientrano nel registro delle ballate decisamente più introspettive.

La chiusura del disco è affidata alla traccia forse più interessante, I segreti di settembre, che mette in risalto le indubbie qualità vocali del cantautore romano.

L’esordio di Fùrnari presenta diverse caratteristiche intriganti e meritevoli di attenzione, soprattutto rispetto alla sensibilità della scrittura e al ventaglio di sonorità utilizzate. Da tenere d’occhio.

È tempo di fare le valigie/ allestire nuove scuse/ sono tempi pazzi/ pazzi/ pazzi// Siamo sempre in corsa sabotare le coscienze/ siamo spettatori in coda ad allungare il collo oltre il muro/ ma aldilà/ma aldilà/ le ragazze di saturno sognano/ su confini troppo distanti e troppo aldilà// […]” – “Lettere da Saturno

 

Written by Andrea Vita

 

 

Info

Sito Fùrnari

 

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