Intervista di Rebecca Mais ad Alberto Paradiso e al suo affascinante romanzo “La Radio di Agata”

Intervista di Rebecca Mais ad Alberto Paradiso e al suo affascinante romanzo “La Radio di Agata”

Giu 28, 2017

Ci sono storie che raccontano la realtà così come la vediamo quotidianamente, altre che sfiorano il mondo della fantasia creando scenari sognanti e personaggi indimenticabili. Una tra queste è La Radio di Agata” (Undici Edizioni, maggio 2017) di Alberto Paradiso.

Alberto Paradiso

Una storia dal sapore surreale che racchiude però la realtà così come è a tutti gli effetti.

Personaggi principali Agata e Tobia, lui ascolta la voce di lei alla radio e se ne innamora. Ci sono poi Isabel, Gilberto, Rebecca, Alfonso e tanti altri.

Tutti hanno un ruolo e delle peculiarità ben precise ma chissà cosa potrò accadere se dovessero incontrarsi, se il tempo lo permetterà, se i pensieri si intrecceranno e le coincidenze riusciranno a stupirli.

Un libro davvero particolare, così come il suo autore che ci ha gentilmente messo a disposizione un po’ del suo prezioso tempo e che ci racconta la genesi e i personaggi del suo affascinante “La radio di Agata”.

 

R.M.: Come e quando è nato il mondo sognante de “La Radio di Agata”?

Alberto Paradiso: Buongiorno Rebecca e grazie per il tuo interessamento. “La radio di Agata” nasce di notte. Sono stato sempre affascinato dalle voci che di notte, attraverso una radio, trovavano il coraggio di raccontarsi, forse perché intorno a loro viveva la notte. Si sentivano protette, sicuri che, chi li avrebbe ascoltati, avrebbe portato con sé i propri segreti. L’idea del libro è nata una notte, ho sentito l’esigenza di raccontare anch’io alcuni segreti. Mi è piaciuto raccontare le cose piccole del quotidiano, quello di Agata e Tobia per esempio, dipingendo intorno a loro un mondo fantasioso che, a guardare bene, tanto fantasioso non è.

 

R.M.: Chi sono, o meglio chi o cosa rappresentano, Tobia, Agata, Alfonso, Gilberto e Rebecca?

Alberto Paradiso: Tobia e Agata rappresentano ognuno di noi. Tobia è un “Aggiusista”, parola che ho inventato, ma rende bene l’idea. È convinto che, aggiustando un rubinetto che perde o un pavimento sollevato dall’umidità, riesca a sistemare anche un pezzetto di vita alle persone a cui ha riparato il danno. È un suo piccolo segreto, e forse, è quello di tutti quando cerchiamo di aiutare un amico. Agata rappresenta il coraggio di cambiare. Lascia la sua bologna, un fidanzato con cui vive un rapporto stanco, e viene a Torino a lavorare in una radio spacciandosi per una grande Deejay. In realtà, di questo lavoro ne sa pochissimo, ma l’aiuta la sua capacità di ascoltare. Alfonso di mestiere raccoglie dal marciapiede i pensieri che le persone lasciano cadere distrattamente. Lui li raccoglie e cerca, quando può, di aggiustare le parole che, durante la caduta, si sono spezzate. Gilberto è un “ingegnere nuvolistico”. Crea le nuvole e le sposta dove ce n’è bisogno. Ci racconta anche quanti tipi di nuvole esistono. Solo sopra di noi, o anche dentro il nostro intimo. Rebecca conosce dove la terra ha il taschino in cui tiene gli orologi che regolano gli accadimenti. Lei il tempo può rallentarlo, oppure può rimandare un incontro, perché non è quello il momento giusto. Poi c’è Isabel Maria Estebana, che di mestiere è una “convincista”. Convince per esempio a fare sbocciare le orchidee nelle notti d’inverno, oppure, un Tobia distratto, a prendere un tram diverso dal proprio che lo porterebbe a casa. Poi c’è Berenice La portinaia, che amo molto, Roberto e Irene, Amici di Tobia e Agata, e la figura più affascinante, Camilla, la gatta di Tobia, che un mattino decide di parlare.

 

R.M.: Quale valore attribuisci al tempo, vero protagonista della storia?

La Radio di Agata

Alberto Paradiso: Sì è vero, il tempo è uno dei protagonisti di questa storia, ma la domanda la dovresti fare a Rebecca, lei sarebbe senz’altro più brava di me nel rispondere.

 

R.M.: Di recente si è svolto Il Salone del Libro di Torino e tu ne sei stato parte attiva con il tuo libro. Che esperienza è stata?

Alberto Paradiso: Partecipare al salone del Libro è stato che le parole non basterebbero a descrivere l’emozione. Il pensiero che il mio libro possa essere letto da persone che non sanno niente di me, mi rende felice, ma felice davvero. E questo è un momento molto bello dalla mia vita, perché sto vivendo un sogno, quasi quasi, telefono ad Agata.

 

R.M.: Come è avvenuto l’incontro con Giuseppe Celestino e Maurizio Roccato della Undici Edizioni?

Alberto Paradiso: Ho incontrato Giuseppe Celestino e Maurizio Roccato della Undici Edizioni a “Incipit” un concorso letterario dove si aveva un minuto di tempo per leggere l’inizio del romanzo scritto. Credo gli sia piaciuto se poi hanno deciso di pubblicarmi, non finirò mai di ringraziarli.

 

R.M.: Chi vorresti leggesse il tuo libro?

Alberto Paradiso: Mi piacerebbe leggesse il mio libro tutte quelle persone che credono che nella vita non esiste nulla d’impossibile. Ogni giorno può riservarci una sorpresa. Anche quando lì per lì non ci sembra troppo bella, a distanza di tempo, scopriamo che esiste un perché per ogni cosa.

 

R.M.: Quando e come hai cominciato a scrivere?

Alberto Paradiso: Ho iniziato a scrivere da molto tempo, in maniera più continuativa da una decina di anni. Cerco d’imparare da ogni libro che leggo e lavoro con una editor che mi insegna molto.

 

R.M.: Quali sono i tuoi generi e autori preferiti?

Alberto Paradiso

Alberto Paradiso: Generi e autori preferiti, difficile domanda. Ho iniziato da ragazzino con Oscar Wilde, è stato folgorante, “Il ritratto di Dorian Gray” è stato il mio primo romanzo. Poi “Memorie di Adriano”, Hesse, Alice Munro, insomma sono molti e non vorrei fare torti.  Non ho un genere preferito, dipende dalle stagioni, d’inverno è consigliato un Simenon, d’estate Erri De Luca, Alvaro Mutis, o Izzo.

 

R.M.: Progetti per il futuro? Hai forse in cantiere qualche nuova storia?

Alberto Paradiso: Sto scrivendo un nuovo romanzo, ma non posso svelare molto, posso solo dire che si svolge in un paese di mare nel sud della Francia.

 

R.M.: Ti ringrazio Alberto per la tua disponibilità e… al prossimo libro!

 

Written by Rebecca Mais

 

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