Decima edizione del Festival del Cinema Spagnolo, dal 29 maggio al 1 giugno a Treviso

Decima edizione del Festival del Cinema Spagnolo, dal 29 maggio al 1 giugno a Treviso

Mag 29, 2017

È stato tempo di Far East Film Festival a Udine, è stato tempo di Future Film Festival a Bologna: da oggi lunedì 29 maggio a giovedì 1° giugno sarà la volta del Festival del Cinema Spagnolo, o per essere più precisi del Festival del Cine Español.

Festival del Cinema Spagnolo 2017

Giunto alla 10a edizione, l’evento dedicato alla settima arte ispanofona (quindi anche latinoamericana) di qualità approda per la prima volta a Treviso, dove ha sede lo storico multisala Edera, piccolo delizioso cenacolo culturale, vetrina permanente d’arte cinematografica che dal lontano 1972 è gestita con passione ed elevata competenza da Sandro e Lilli Fantoni.

Nell’anno corrente l’itinerario, perché questo focus mediatico nato e sviluppato nella capitale grazie all’Ufficio Culturale dell’Ambasciata di Spagna in Italia ed EXIT media non ha tardato ad espandersi nei grandi e medi centri abitati delle altre regioni, ha preso avvio il 4 maggio per l’appunto a Roma, toccando finora le tappe costituite da Reggio Calabria (10-12 maggio) e Senigallia (27-31 maggio), attualmente stabilizzatosi in contemporanea a Trieste (29-31 maggio), Trento e contestualmente Treviso (29 maggio-1 giugno), pronto a proseguire in direzione di Napoli (5-11 giugno), Perugia (7-11 giugno), Torino (14-18 giugno), Milano (20-25 giugno) e Campobasso (5-7 luglio).

13 i lungometraggi coinvolti nella sessione veneta, fra cui anzitutto si distinguono gli acclamati “Truman – Un vero amico è per sempre” (2015) di Cesc Gay, trionfatore ai Premi Goya 2016 avendo conquistato 5 statuette “pesanti” su 6 nomination, “Il cittadino illustre” (2016) di Mariano Cohn e Gastón Duprat, in concorso all’ultimo Festival di Venezia dove il protagonista Oscar Martínez ha portato a casa la sua prima Coppa Volpi, nonché “La vita è facile ad occhi chiusi” (2013) di David Trueba, altro campione ai Goya arrivato a 6 altrettanto “pesanti” riconoscimenti su 7 candidature.

Un gradino sotto si collocano “Alamar (2009) di Pedro González-Rubio, circolante in un pugno di sale su tutto il territorio da meno di una settimana, e senza dubbio “La notte che mia madre ammazzò mio padre” (2017) di Inés París, sdoganato il 18 maggio non molto più diffusamente.

Festival del Cinema Spagnolo 2017

Tutti gli altri titoli realizzati nel passato più o meno recente sono invece inediti in Italia, da “A cambio de nada” (2015) di Daniel Guzmán a “Todas las mujeres” (2013) di Mariano Barroso, da “La mano invisible” (2016) di David Macián a “La próxima piel” (aka “La propera pell”, 2016) di Isa Campo e Isaki Lacuesta, da “El olivo” (2016) di Icíar Bollaín a “Cerca de tu casa” (2016) di Eduard Cortés fino ad “Al final del camino” (2009) di Roberto Santiago.

Fiore all’occhiello della rassegna, l’opera più nota di un grande autore spagnolo contemporaneo come Carlos Saura, vale a dire quel “Cría cuervos…” che nel 1976 vinse il Gran Premio della Giuria a Cannes e due anni dopo entrò in cinquina ai Golden Globe come film in lingua straniera al fianco di mostri sacri del calibro di “Quell’oscuro oggetto del desiderio” firmato Luis Buñuel e “Una giornata particolare” del nostro beneamato e compianto Ettore Scola, risultato poi vincitore.

Sotto l’abile direzione di Iris Martín-Peralta e Federico Sartori, in collaborazione per la programmazione trevigiana con Giuliana Fantoni, il decimo Festival del Cinema Spagnolo avrà dunque fra i fedeli ed attivi spettatori anche noi di Oubliette Magazine, in prima linea per gustarci un nuovo palinsesto a tema che si lega coerentemente alle esplorazioni nei mondi asiatici, dell’animazione e delle nuove tecnologie registrate il mese scorso e quello attuale.

 

Written by Raffaele Lazzaroni

 

 

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