“Il giorno della tartaruga” di Pier Bruno Cosso: come la fascinazione del femminile attraversa la vita di un uomo

“Il giorno della tartaruga” di Pier Bruno Cosso: come la fascinazione del femminile attraversa la vita di un uomo

Mag 13, 2017

Il giorno della tartaruga” è un romanzo psicologico scritto dal sassarese Pier Bruno Cosso ed edito da Parallelo45 nel 2013.

Il giorno della tartaruga

Mi sembra di sentire nelle orecchie il motivo della celebre commedia musicale, omonima al libro qui presentato, che nel 1964 debuttò in teatro. Mi sembra di vederli, Renato Rachel e Delia Scala, ad interpretare, rispettivamente, marito e moglie e a mettere in luce, con sapiente ironia, le dinamiche grottesche della vita di coppia.

Anche in questo romanzo, compare una tartaruga, in vesti reali e metaforiche, a farci comprendere la relatività del tempo e la preziosità di ogni istante, perché una vita intera si può riassumere e capovolgere in un giorno, lasciandoci a pancia in su, a guardare stelle mai notate.

Lucio Zucca, il nostro anti-eroe, è un informatore scientifico: circa cinquant’anni; una moglie con cui si è da tempo interrotto il dialogo; un lavoro senza stimoli e senza certezze; una Golf fiammante con cui percorrere centinaia di volte sempre le stesse strade di una Sardegna avara di sole.

Tutto sembra destinato all’immutabilità in un percorso che scava nell’anima lasciando solo cinismo ad accumularsi sul nulla, finché una tartaruga compare sull’asfalto e il protagonista si trova proiettato 25 anni indietro, nel 1985 precisamente, alla ricerca del ragazzo che fu.

Sono lontani quei momenti/ quando uno sguardo provocava turbamenti/ quando la vita era più facile/ e si potevano mangiare anche le fragole/ perché la vita è un brivido che vola via/ è tutto un equilibrio sopra la follia/ sopra la follia”. – “Sally” – Vasco Rossi, 1996

Non vi svelerò come il misterioso fatto si verifichi e non indugerò sui colpi di scena che la trama di Pier Bruno Cosso riserva, ma mi avventurerò in una sintetica esegesi del testo attraverso le figure delle due coprotagoniste, non a caso donne, ossia Asia e Antonella.

Iniziamo dall’ultima citata, ossia dalla moglie di Lucio, che è dipinta come falsa, bugiarda, avida e incline al vittimismo. All’autore, una volta, sfugge l’epiteto di “puttana” che, più che sindacare sui costumi sessuali di Antonella, la identifica come strega cattiva, emblema del femminile oscuro e pericoloso che porta al sonno della coscienza.

Pier Bruno Cosso

E poi, poi c’è Asia, colei che ha il nome, sensuale come miele sul palato, di un continente vasto, a tratti sconosciuto, seducente, ricco di contraddizioni e di risorse.

Asia, la dea dagli occhi neri e acquosi, dai seni grandi e morbidi, dai fianchi che ricalcano la sagoma di un violino, dal corpo e dall’anima che offre, come lo scrittore reitera, “riparo”.

Asia che è amante, dotata di grande attrazione erotica, e madre, perché in essa si fondono il liquido amniotico e il ventre accogliente, perché essa dà la vita.

Anzi, essa è la Vita stessa, intesa nella sua essenza più profonda, quella viscerale, selvaggia, passionale, istintiva. Quella che dona e sottrae, quella che arriva e poi va via. Quella che è nostra per un giorno o per un secolo, non importa. È nostra.

Forse alla fine di questa triste storia/ qualcuno troverà il coraggio/ per affrontare i sensi di colpa/ e cancellarli da questo viaggio/ per vivere davvero ogni momento/ con ogni suo turbamento/ e come se fosse l’ultimo”. – “Sally” – Vasco Rossi, 1996

 

Written by Emma Fenu

 

One comment

  1. Pier Bruno Cosso /

    Bellissima recensione di Emma Fenu che è riuscita a toccare le corde più intime del romanzo.

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