“Peter Pan” di James Matthew Barrie: il fauno che abita Neverland

“Peter Pan” di James Matthew Barrie: il fauno che abita Neverland

Mag 12, 2017

“… Seconda stella a destra, questo è il cammino,/ e poi dritto fino al mattino, poi la strada la trovi da te,/ porta all’isola che non c’è… E ti prendono in giro/ se continui a cercarla, ma non darti per vinto perché/ chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle/ forse è ancora più pazzo di te!” – Eduardo Bennato

Peter Pan

Voi grandi siete tutti uguali. Rimanete fissi come alberi con le radici sepolte dallo scorrere del tempo. Attendete il vostro destino.

Ma io sono “Peter” e rompo le radici per rincorrere le stagioni della vita. Un adulto bambino e come dice “Miriam” un bimbo grande. La mia fontanella non si è chiusa a sette anni ed è tutt’ora aperta e lo rimarrà per sempre perché io sono “Peter Pan”.

Peter Pan”, è la fusione di due simboli: Peter (sasso-pietra filosofale) e Pan (il dio dei boschi). Pan, figlio di Ermes e di Penelope (ninfa), venne abbandonato nel bosco a causa del suo aspetto.

Verde a rievocare la natura come Madre è il colore dell’abito di Peter Pan, l’eterno bambino che impara a volare e vedere la realtà senza appesantimenti logico-razionali degli adulti elevandosi al di sopra del normale.

La foresta buia e tenebrosa o gli antri delle grotte rappresentano i tempi bui in cui la vita diviene un miracolo da venerare.

Il dio Pan (fauno), si divertiva a spaventare i viandanti emettendo strani suoni e voci, il Peter Pan di James Matthew Barrie è un abile imitatore di voci prediligendo il verso del gallo. Il fauno Pan era il protettore dei pastori e Peter è la guida (il pastore) dei bimbi sperduti. Peter Pan ha paura di affrontare la vita, è una conversazione tra i genitori a farlo spaventare e volar via da un mondo che neanche conosce.

Non a caso Peter Pan visita la famiglia Darling, trovando un ambiente che doveva essere simile a quello della sua casa e in cui pensa di poter trovare un “discepolo”.

Peter accorre alla finestra della famiglia Darling, sperando di ingrossare le file dei suoi compagni di gioco e di poter trovare una madre in sostituzione della sua.

Peter Pan

Un episodio che Peter non dimentica mai è quando taglia la mano a Hook, perché rappresenta la sua vittoria sugli adulti. La cattiveria del fauno Peter Pan si dimostra in diverse occasioni nel libro: per il bambino uccidere è una cosa normale e gli capita persino di “Sfoltire” i suoi compagni di gioco se questi crescono violando una delle leggi della Neverland.

 Hook il capitano dei pirati è un personaggio oscuro (come la vita), tanto nel carattere quanto nell’aspetto, nonostante tutto si dimostra una persona colta. Barrie ambienta il suo racconto su un’isola Neverland (l’isola che non c’è), il prodotto della fantasia di ogni bambino. Il messaggio di Barrie è quello dell’importanza del conservare una piccola parte infantile di sé, seppur nell’ineluttabilità della crescita.

“D’accordo!”, mi risuona in mente la voce della mia piccola Miriam.

Conoscendo alcune delle cose che s’incontrano talora nei Vecchi Posti, nei Posti Caldi, si può quasi credere nei miti senza sforzi eccessivi. Come la storia di quegli spiriti alla Pan che si radunano ogni primavera e passano dieci giorni a segare l’Albero del Mondo, solo per essere dispersi all’ultimo momento dal suono delle campane pasquali.

Ora “Sorridi”. E quando avrai un momento di smarrimento o indecisione, fermati, aspetta e senti il tuo cuore.

 

Written by Vito Ditaranto

… a mia figlia Miriam con infinito amore…

 

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