“Dominant” di Irene Grazzini: la sottile linea di confine tra mondo reale e immaginario

“Dominant” di Irene Grazzini: la sottile linea di confine tra mondo reale e immaginario

Mag 11, 2017

Appassionati di Fantasy, Sci-Fi, Distopico, lucidatevi gli occhi perché Irene Grazzini, col suo ultimo libro sembra proprio aver fatto breccia nel cuore dei lettori!

Dominant

Ma chi è Irene Grazzini? Nata nel 1985, vive ad Arezzo dove esercita la professione medica. Appassionata di giochi di ruolo e di equitazione, collabora con la rivista Fantasy Magazine. Ha pubblicato vari romanzi: Mutation e Pre-Mutation, I signori dei cavalli, Il primo sogno di Ishtar, Colpo grosso.

Inoltre, scritti insieme ad Anna Greco, Indomabile desiderio (HarperCollins Italia) e Vendetta d’amore Leggereditore). Numerosi suoi racconti sono pubblicati su riviste e antologie. Recentissimo, pubblicato a marzo 2017 da Fanucci, è Dominant.

Siamo di fronte a un Fantasy distopico di altissima qualità, che unisce alle caratteristiche del genere, grazie alla sapiente scrittura della Grazzini, credibilità e realismo di un mondo che ancora non esiste ma che, avendo le sue basi in uno scenario contemporaneo ben richiamato, ne amplia le prospettive fino alle estreme conseguenze.

Squilibri ambientali legati a dissennata opera umana portano sulla Terra una terribile glaciazione che muta in maniera radicale il nostro habitat sino quasi a estinguere gli abitanti del pianeta.

Chi resta lotta per sopravvivere; la selezione, solo in parte naturale, esita in due gruppi umani distinti. Da un lato i Dominanti, dai tratti somatici marcati, pelle, occhi e capelli scuri. Hanno creato un mondo protetto entro un’enorme cupola, cercando di tenere fuori e portare alla definitiva scomparsa i Recessivi, contraddistinti da pelle, occhi e capelli chiari.

I dominanti, guidati dal sindaco Swan, hanno creato un mondo perfetto, totalmente controllato e regolato, con direttive ferree, impartite agli abitanti dalla primissima infanzia. Non esiste famiglia d’origine, che nessuno conosce, ma esiste solo la City, città tecnologica per eccellenza, che assegna a ciascuno compiti ben definiti, per il bene supremo della City stessa.

Qui vive Claire, promettente mente scientifica, interamente votata alla causa del progresso. Un giorno la sua vita perfetta cambia: trova e protegge nel suo Loculo una ragazza ferita, una Recessiva, Eleanor, violando le leggi della città e macchiandosi di alto tradimento. Iniziano così mirabolanti avventure tra l’esterno e i suoi abitanti, mondo che Claire credeva totalmente disabitato, e le incursioni nella City che i sopravvissuti compiono per approvvigionarsi di energia e strumenti.

Quello che Irene Grazzini ha trovato è un modo intelligente, fantasioso e molto efficace per raccontarci degli odierni pregiudizi, delle discriminazioni e dei soprusi, degli squilibri creati dalla corsa all’accaparramento delle risorse, il tutto portato verso le possibili, nefaste conseguenze, con un ordine di valori, priorità, scale di valutazione che appaiono capovolti e da punti di vista rovesciati.

Il tutto attraverso una narrazione viva, vivacissima, ricca di dettagli, movimento, colpi di scena, ma anche di pause dialogiche e riflessive ben modulate. Nulla è lasciato al caso all’improvvisazione, nessuna approssimazione; ogni dettaglio ha un suo perché, senza sbavature, incertezze o incongruenze: siamo di fronte a un mondo che, seppur fantastico e futuro, appare da subito familiare e credibile.

Irene Grazzini

La City rappresenta un tipo di società futura, possibile, quale estremo esito deteriore di premesse che hanno nella lotta tra il bene e il male, tra gusto e sbagliato il loro terreno fertile. L’utopia mancata della City, della razza dominante unica, dà comunque spazio, accanto alle tematiche tipiche del genere distopico, a pagine che fanno emergere immagini contrastanti della famiglia, dei legami parentali, valori vecchi e nuovi, l’importanza dell’amicizia, l’amore, la scoperta di sé e degli altri in una nuova prospettiva, l’accettazione delle differenze, l’accettazione di se stessi, coi propri difetti.

Si possono riconoscere, poi, anche elementi tipici del romanzo di formazione: le due protagoniste principali, soprattutto Claire, alla fine del romanzo non saranno più le stesse, ma saranno profondamente mutate, maturate, più consapevoli. Claire, da promettente scienziata, tutta mente e calcolo, avrà molto da imparare dalla pratica, agile e irriverente Eleanor e dai suoi amici; così, conoscenze, competenze e capacità di entrambe risulteranno accresciute e modificate, insieme alla visione e gestione dei rapporti umani, dei ruoli sociali e al senso stesso dell’esistenza.

Prima quella scorza protettiva che era la cupola della City racchiudeva Il Mondo, l’unico possibile, in opposizione all’esterno. Oltre, solo il bianco. Un’immensa, disabitata e ostile distesa di neve e ghiaccio. Ecco cosa rimaneva del mondo!

Dopo, anche il vero e il falso, il giusto e lo sbagliato appaiono avere confini sempre meno netti, variabili, dipendenti dalle prospettive assunte e l’impossibile diventa possibile.

Il finale, davvero sorprendente, seppure aperto, non lascerà di certo l’amaro in bocca ai lettori! Ottima prova, dunque, di Irene Grazzini che già ci promette, con Recessive, il prossimo capitolo della saga Dominant.

 

Written by Katia Debora Melis

 

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: