Future Film Festival 2017: Sezione Out of Competition – “A Silent Voice” di Naoko Yamada

Future Film Festival 2017: Sezione Out of Competition – “A Silent Voice” di Naoko Yamada

Mag 3, 2017

Primo giorno di Future Film Festival (FFF, dal 2 al 7 maggio) presso lo storico Cinema Lumière, Bologna: ad aprire la nostra personale selezione di titoli da visionare èA Silent Voice”, terzo e più fortunato lungometraggio firmato dalla giovanissima Naoko Yamada, classe 1984.

A Silent Voice – manga originale di Yoshitoki Ōima

In prima media Shoya Ishida è un bulletto irrispettoso; non risparmia nessuno, men che meno la nuova compagna di classe, Shoko Nishimiya, che non riesce proprio a sopportare nella sua ostentata gentilezza.

Come non bastasse, questa ha una menomazione a suo modo di vedere “inquietante”: è sorda, e per comunicare con chi non conosca la lingua dei segni offre un quaderno in cui ognuno può scriverle qualcosa.

I mesi che Shoko trascorre alla scuola non sono incoraggianti, viene presa di mira non solo da Shoya, ma anche da chi lui ha il carisma di trascinare.

Destinataria di brutti pensieri e parole scortesi, viene umiliata proprio per il suo handicap, come ne avesse la responsabilità e non intendesse che recare disturbo con la sua stranezza. Dopo l’ennesima aggressione, la ragazzina abbandona l’istituto.

Passano gli anni; troviamo Shoya cresciuto d’età e notevolmente regresso nella sua spigliatezza. Dentro di sé ha maturato un’inquietudine cronica per tutti gli estranei, fra i quali ora si trovano anche coloro che l’hanno uno dopo l’altro abbandonato.

D’improvviso nella sua vita ricompare Shoko, timorosa quanto lui di riallacciare il legame bruscamente interrotto e rimasto quiescente, come una ferita non ricucita.

Entrambi non sono soli, nonostante le apparenze: Shoya accetta la presenza ingombrante ma fraterna di Tomohiro Nagatsuka, figuro basso e grassottello che sembra aver trovato per la prima volta un amico con cui condividere tutto; è costretto per avvicinare Shoko ad ottenere il lasciapassare da un tipetto minuto ma deciso che si rivela essere Yuzuru, l’affettuosa sorella minore di Shoko stessa; nota progressivamente l’apparizione attorno a sé, dopo che ne aveva perso ogni traccia, dei diversi compagni di un tempo, ora ricollocati in maniera varia fra un negozio e un chioschetto.

A Silent Voice di Naoko Yamada

Le strade di tutti loro convergono per motivi differenti, ciascuno osservando le proprie priorità, chi felice nel rivedere la conoscente muta, chi irriducibilmente tediato dalla sua esistenza; nel frattempo, Shoko tenta di dimostrare la propria attrazione per Shoya, sentimento che affondava le proprie radici ancora nel loro primo conflittuale rapporto, ed ambedue lottano contro l’imbarazzo, anche più grave di quanto possa trasparire a prima vista, che sperimentano nell’essere inseriti in mezzo a cari ed estranei.

La Yamada supera nuovamente la prova, confezionando una storia piacevole pur nella sua notevole estensione, delicata nel delineare i risvolti inaspettati che contornano due esistenze prima stridenti e in seguito concilianti.

Se non scocca l’amore vero e proprio, questo dipende dal rilievo omogeneo che si vuole assicurare alle esperienze cospicue e contrastanti che i ragazzi in scena si trovano a vivere e condividere, instabili e bisognosi di sicurezza come sono nel pieno del consueto processo di maturazione emotiva.

Nel sensibilizzare alla purezza esemplare con cui vengono rappresentate persone ed eventi, gioca in particolare un ruolo non trascurabile il compositore debuttante Kensuke Ushio, autore di una colonna sonora d’eccezione nella quale un gran numero di idee-frammento si adattano con decisione allo stesso frammentato montaggio, a dirla tutta non eccessivamente funzionale alla piacevolezza del racconto nel suo respiro complessivo, assai denso peraltro di imprevedibili evoluzioni e prezioso nell’approfondita caratterizzazione dei personaggi.

A Silent Voice di Naoko Yamada

A tal proposito un posto d’onore spetta al profilo di Yuzuru, anello di congiunzione originalissimo fra l’isolamento di Shoko e il tentativo da parte di Shoya di farsi perdonare per tutte le nefandezze che aveva scaricato sull’odiata coetanea.

Nikon sempre a portata di mano, abbandonati precocemente gli studi, da diffidente incorreggibile diviene deliziosa confidente, assicurandosi le simpatie del pubblico e offrendo più d’una occasione per lasciarsi andare ad un gaio sorriso.

 

Voto al film

 

 

 

Written by Raffaele Lazzaroni

 

 

Info

Sito Future Film Festival 2017

 

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