Intervista di Cristina Bucci a Teresa Plantamura: la musica per essere se stessi fino in fondo

Intervista di Cristina Bucci a Teresa Plantamura: la musica per essere se stessi fino in fondo

Mag 2, 2017

Uscirà il 15 maggio 2017, edito da ‘La Clinica Dischi, l’album d’esordio di Teresa Plantamura dal titolo ‘L’arca dell’Angelo’.

Teresa Plantamura

Cantautrice eclettica, Teresa nasce e vive in Toscana anche se restano in lei molto forti e profondi i legami con la sua terra d’origine, la Puglia, regione di grandi tradizioni e di folklore.

In questo primo disco l’artista, miscelando diversi generi musicali tra cui il folk, il pop e il rock, affronta tematiche di denuncia nelle quali emergono, ad esempio, l’orientamento della società attuale più attenta ai valori di apparenza che non di essenza e il tentativo di abolire pregiudizi e tabù.

In contrapposizione a questi concetti, si sviluppano temi riguardanti l’avvenire e la fiducia in un cambiamento.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Teresa per capire come si sente a pochi giorni dal raggiungimento di un traguardo importante e come è arrivata a raggiungerlo.

 

C.B.: Teresa Plantamura ciao e benvenuta! Presentati ai nostri lettori.

Teresa Plantamura: Ciao! Sono una cantautrice che si propone nel grande panorama musicale, con la giusta dose di entusiasmo e con il forte pensiero, che non c’è mai fine a un tempo, per fare qualcosa che desideri. E il desiderio, va rincorso e va vissuto nonostante tutto. Per me fare musica non è mai stato un dimostrare ma piuttosto condividere. Io ho fatto questo, ho reso pubblica la mia passione.

 

C.B.: Il tuo primo disco si intitola “L’Arca dell’Angelo”, ma non ha nulla a che fare con la religione. Come mai questa scelta?

Teresa Plantamura: Esatto, non ha assolutamente nulla a che fare con la religione. Ho semplicemente utilizzato due simboli, l’Arca che equivale ad uno strumento, un mezzo da utilizzare per intraprendere un percorso, nel mio caso potrebbe essere la voce; l’Angelo è quell’ispirazione straordinaria che ad un tratto ti invade e come per magia, ti porta a creare una melodia o a comporre un testo.

 

C.B.: Le canzoni parlano di temi a te cari come la questione dell’apparenza. Ce ne puoi parlare? Pensi che sia impossibile essere se stessi fino in fondo?

L’arca dell’angelo

Teresa Plantamura: Essere se stessi fino in fondo forse non è così facile, ma costruire su di noi qualcosa che spesso non equivale alla verità, è tutt’altra cosa! Viviamo ormai da tempo in una società che giudica o da consensi analizzando delle immagini, che spia i nostri interessi, che propone rimedi seguendo mode o fenomeni del momento. E allora immancabilmente andiamo a coprire la nostra più chiara essenza, tendiamo a compattarci e assomigliarci uno con l’altro.  Dobbiamo dimostrare e sfoggiare di tutto pur di trarre attenzione.  Insomma anche una gran fatica! Io ambisco solamente a più naturalezza a più genuinità: se fossi un albero da frutto, griderei al vento di tornare al biologico!

 

C.B.: Quali sono secondo te gli strumenti con cui un uomo può cercare davvero la felicità?

Teresa Plantamura: Che bella domanda. Io credo che ognuno di noi abbia molteplici strumenti da utilizzare. La prima cosa da fare però, è essere più clementi e ironici con se stessi, affrontare i propri limiti e farci amicizia. Vivere le proprie debolezze come un’opportunità di cambiamento.

 

C.B.: La musica è la tua felicità?

Teresa Plantamura: Non è l’unica complice della mia felicità, ma ha un grande ruolo.

 

C.B.: A che età hai iniziato?

Teresa Plantamura: Fin da bimba giocavo più con gli strumenti musicali che con le bambole, ero molto stimolata da una famiglia che ha sempre ascoltato musica e mi ha cresciuta con questa passione. Poi nell’adolescenza sono avvenuti gli studi di canto, i primi concorsi, le prime esibizioni live ed altri eventi. Devo ammettere che per un periodo della mia vita avevo quasi accantonato questa devozione. Ma la musica non ti lascia mai. Negli ultimi anni l’ho riscoperta con quella levità che forse mancava e che oggi rende tutto più dilettevole.

 

C.B.: Preferisci la parte in studio o più i live?

Teresa Plantamura: Prediligo i live! Molto più stimolanti e mi caratterizzano di più.

 

C.B.: Da dove trai ispirazione?

Teresa Plantamura

Teresa Plantamura: Traggo ispirazione da tutto ciò che ho intorno, dalle persone alle cose, dai colori ai profumi, dalle azioni agli accenni. Mi reputo un’osservatrice delle piccole cose che in realtà, detengono grandi sviluppi e verità.

 

C.B.: Cosa ne pensi dell’attuale scena indipendente musicale italiana? Ti ci ritrovi?

Teresa Plantamura: Credo sia molto attiva in Italia, forse un po’ sconosciuta ma non per questo di qualità minore. Mi ci ritrovo e mi coinvolge tanto; l’idea di non poter utilizzare i mezzi a disposizione delle grandi major, mi fa impegnare ancora di più, e assaporare ogni piccolo risultato con soddisfazione.

 

C.B.: Qualche artista che ti piace?

Teresa Plantamura: Potrei citare da Janis Joplin, Patti Smith e l’adorabile Bruce Springsteen, arrivando nel nostro territorio italiano con Rino Gaetano, Ivano Fossati, Max Gazzè. Potrei fare una lunga lista partendo da molto lontano!

 

C.B.: Prossimi impegni?

Teresa Plantamura: Sto già lavorando a nuovi brani e tante sono le idee da sperimentare! Tra poco invece ci saranno dei live che mi porteranno un po’ in giro, insieme alla mia band e questo credo sia per il momento, uno degli impegni maggiori! Un saluto e un grazie a Voi ai lettori!

 

Written by Cristina Bucci

 

 

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