“Ti Amo – Filosofia come dichiarazione d’Amore” di Simone Regazzoni: l’amore è dare ciò che non si ha

“Ti Amo – Filosofia come dichiarazione d’Amore” di Simone Regazzoni: l’amore è dare ciò che non si ha

Apr 24, 2017

“L’amore non è un’idea. L’amore non è una cosa. C’è solo il mio amore per te. E questa è la mia confessione d’amore, la mia canzone, la mia dichiarazione: la più lunga dichiarazione d’amore che tu abbia mai ascoltato, la mia filosofia d’amore supremo per te, nella forma di una dichiarazione.”

Ti Amo – Filosofia come dichiarazione d’Amore

“Ti Amo.”

Una frase-non-frase che esprime tante emozioni in chi le dice e chi le riceve.

Sguardi che si cercano, occhi fissi gli uni sugli altri, per poi sfiorarsi la mano. Due mani che si toccano, e abbracciano.

Brividi, cuori che palpitano come pazzi.

Un bacio improvviso.

La terra trema ai piedi di chi lo riceve, e quel sussurro, quella parola, quel “Ti amo” catapulta gli amanti lontano da dove sono come un sogno che tocca l’infinito.

Un attimo che sa di fuoco. Una dichiarazione improvvisa. Passione di un tutto.

Vita che esplode, che vive. E ama senza fine.

Due anime che sono Uno.

Una sola anima colma di due cuori.

È l’amore, baby!

L’amore, quel sentimento che tanto tocca i nostri cuori, quel sentimento che tanto omaggiavano i grandi poeti, i grandi filosofi, letterati di tante epoche e tuttora continua ad essere cercato, vissuto, desiderato. Quell’amore capace di colpire milioni di persone. Quell’emozione che vive senza età in ognuno di noi. Come una musica che vibra dentro la nostra anima, come un brivido che oltrepassa la spina dorsale nell’attesa di quell’incontro tanto desiderato, sognato e voluto.

Come quel dolore immenso di non riuscire a viverlo appieno, come se fosse solo un sogno, come se non si potesse amare la propria anima gemella, il proprio uomo o la propria donna. Dolore e Amore che convivono in un tutt’uno.

Dolore che catapulta due amanti lontani nel desiderio di incontrarsi, di dichiararsi. Vivendo nell’incertezza di un destino, di un desiderio che si portano dentro. Un amore indefinibile, indelebile, intimo, non sempre celebrato o mostrato, ma amore profondamente incantevole e silenzioso.

Amore che si celebra in ogni sua parte. Amore che la filosofia cerca di comprendere in ogni sua mutazione. “L’amore è avventura. Parole che diventano baci e morsi feroci. Musica ascoltata in loop, di notte. Ed è filosofia, il genere di filosofia in atto che, da Socrate in poi, insegna l’amore nell’unico modo possibile: trasformandosi in una vera e propria dichiarazione. Ma l’amore inteso in questo modo è in pericolo nella nostra epoca, dominata dal piacere e dal narcisismo dell’IO che vuole addomesticare ogni passione eccessiva.”

Questo sentimento d’amore che oggi sta rischiando di porre fine alla sua esistenza a causa del troppo idolatrarlo, del troppo mostrarlo, o anche solo perché sembra molti lo vogliano solo vivere per puro interesse personale, e non più come quel brivido di sensi che attraversa la propria spina dorsale come una scossa, una scossa che va oltre la vita, oltre ogni pensiero, oltre ogni sguardo.

Quanti vivono ancora questo sentimento come quella purezza di sensi, di istinti, di attimi come è sempre stato? E quanti invece lo desiderano per interesse personale?

È triste si sia arrivati a vivere un sentimento così universale come esperienza narcisista per colmare il vuoto della solitudine. Perché l’amore non deve colmare i vuoti, non deve essere un gioco, No, mai. L’amore deve essere un tutt’uno, dev’essere vita da dividere insieme per scelta, non per bisogno. È una catarsi. Una catarsi di emozioni, di parole, di gesti. Il sentire la mancanza di colui/colei che si ama, di cui ci si innamora perdutamente. Perché “l’amore è una passione estatica. È una potenza di esistenza al di là del soggetto.

Personalmente, anche se non ho (mai) ancora vissuto una storia d’amore, ma da innamorata – presente e passata – ho sempre vissuto questo sentimento come un’emozione che mi colpisce dentro, non per colmare vuoti dell’anima, ma perché, essendo già solitaria di mio, l’amore lo vivo e lo dono per i brividi che riesce a darmi al cuore, all’anima. Mi entra dentro, travolgendomi e rubandomi il cuore, l’anima. E come musica e poesia mi porta a cercare colui che desidero in ogni espressione dell’anima nei sogni e nei passi che compio ogni giorno. Non per colmare un vuoto, ma per viverlo. E sentirlo in me in ogni momento.

Simone Regazzoni

Esplorare questo sentimento in ogni sua parte vuol dire anche sapere che esso esiste.L’amore esiste e non si lascia catturare da nessuna astrazione, comprendere da nessun pensiero, afferrare da nessun logos: è pelle e carne e voce; è il tuo respiro e il tuo silenzio, la tua assenza, questo tuo corpo che si muove sotto le mie dita, il battito del tuo cuore. È il rumore della pioggia che cade, ora – lo senti? – atomi nel vuoto, un frastuono, dall’alto verso il basso e questa impercettibile deviazione (clinamens) sbucata dal nulla, che sei tu.”

Ci vuole coraggio per riuscire ad ammettere di amare una persona, un coraggio che non è sempre facile trovare, per diversi motivi. Ma a volte ci si chiede se vale la pena aspettare il momento giusto, il momento di un incontro di due anime innamorate, invece di buttarsi a dire subito quella parola che tanto vorremo a quella persona.

Aspettare il momento dell’attesa, di quell’incontro che catapulta lontano due cuori, può essere una magia, forse più bella di un “ora e subito” che potrebbe anche rovinare l’incanto, il desiderio, il sogno.

“Ecco cosa devo fare, qui, stanotte: dire parole che non tradiscano il silenzio, che siano solo il mio respiro e il battito del mio cuore: inventare, per te, un parlare al di là del parlare e del piacere.”

L’amore deve essere anche mancanza, ossia “la mancanza che si ha dell’altro.” Come si legge in queste righe “Ciò che accade, e per cui non c’è sapere, questo amore che colpisce e mi porta fuori di me, non è niente, niente che sia semplicemente presente. È quanto ho di più intimo e prezioso. Sei tu. Tu, ora: che sei la mia mancanza più propria, per cui non c’è riappropriazione possibile, nessun possesso, solo questo portarti in me al di là di me, che mi definisce in ciò che sono.”

In “Ti Amo – Filosofia come dichiarazione d’amore”, edito dalla UTET Editori, l’autore Simone Regazzoni cerca di “esplorare” “l’idea dell’amore nel tempo della sua fine, attraverso la condivisione della sua esperienza personale e mettendo a fuoco le teorie dei grandi filosofi, a partire da Platone a Eco, fino ad arrivare a Derrida e a Lacan, tramite l’utilizzo di frammenti autobiografici e suggestioni musicali, con uno stile incalzante come una traccia di Springsteen e meravigliosamente jazz come “A Love Supreme” di John Coltrane.

Si tratta di un piccolo saggio colmo di emozioni, dove regna la dolcezza e la bellezza della parola che tanti innamorati sognano di sentirsi dire. Quel “TI AMO” che dona un’infinita catarsi di sentimenti in coloro che la sussurrano a coloro che amano, come in chi la riceve.

Ma è anche un inno di parole, di piccole parole che il nostro autore dona alla donna da lui amata, come espressioni di quel sentimento intimista che va oltre tanti punti, anche senza bisogno di dettagli in più che aiutano a capire più a fondo il senso di quanto vissuto da due amanti/innamorati. Parole, viaggi di vita in cui ogni uomo, ogni donna innamorata e amata si ritrova pensando al proprio amore, alla persona di cui si è inconsapevolmente e perdutamente innamorati. Parole e magie infinite ispirate anche dalle canzoni di Bowie (Heroes, Under Pressure) Springsteen (Born to run, Because the Night, Countin’ on a Miracle, Racing in the Streets), ma soprattutto nel capolavoro di John Coltrane “A Love Supreme” celebrato come un inno d’amore supremo, senza dimenticare “One” degli U2 che celebra l’unicità di una coppia anche se si è in due. Perché “l’amore fa Uno come esistenza eterna di un mondo.

Momenti che ci portano anche a leggere i passi del Simposio di Platone, quei passi fondamentali della dichiarazione d’amore vissuta dai nostri famosi filosofi dell’Antica Grecia. Parole che Socrate prende da Diotima per dichiarare ciò che prova, vive, e che Platone riuscì, a suo tempo, a far vivere in questo magnifico saggio.

“È arduo combattere contro la passione del cuore (thymos), perché ciò che vuole lo compra a costo della vita. […] Thymen: ecco il mio amore, amore mio, che è impulso bellico, e ira, e collera, ed energia erotica, e desiderio del cuor, e impetuosità, e coraggio, passione imperiosa e indomabile, che non risponde al volere del soggetto, che lo getta letteralmente fuori di sé – e mi spinge al di là della vita.”

Un piccolo saggio molto bello e intimo che vale la pena leggere e portare con sé o tenere sotto il cuscino durante le fasi della notte, quando si vive un momento così intenso e vivo come l’amore o l’essere innamorati riesce a dare.

“Eri tu, sei tu. Sempre e solo tu. L’infinito dei miei desideri, dei miei sogni.

Eri tu quel giorno. Ti vidi, e tu vidi me. Sguardi che si dicevano tutto, si cercavano. Mani che si sfioravano in silenzio, lontano da sguardi indiscreti.

Poi all’improvviso arrivò lei. Vi salutaste, parlaste. Mi sentì messa da parte. Mi alzai, senza salutarti. Tu mi guardasti, i miei occhi erano quasi umidi. Mi allontanai di corsa. Non volevo mi vedevi piangere.

Mi corsi incontro. Fino a quell’angolo in cui mi prendesti la mano e mi fermasti.

Mi presi a te. Stringendomi forte e poi un sussurro. Fino a quel bacio che si cinse in un abbraccio infinito. Fermi. Un tutt’uno. Solo tu ed io. Io e te. Una cosa sola.”

Ti svegli sudata e sola da quel sogno che volevi non finisse mai. Il tuo pensiero vola a lui, a quel lui che non è lì al tuo fianco e a quell’emozione infinita che dona ogni giorno al tuo cuore.

L’amore ti vive. Ti cerca. Ti sorprende, ma quel “Ti Amo”, quel sogno, vive sempre dentro di te, come un viaggio di speranza, di magia che non muore mai.

“Nella notte stellata, sussurri silenziosi, catarsi di emozioni. Due cuori in uno. Mancanze colmate da abbracci e baci di fuoco. Fuoco ardente come passione, gioia di cuori infinita. Viva. Un “Ti amo” sussurrato mille volte da sguardi silenziosi persi nella notte in quell’abbraccio di mille colori.”

 

Written by Daniela Schirru

 

One comment

  1. Bellissima recensione. Fedele all’autore e personalmente appassionata.
    Brava, Daniela!

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