“Palermo al tempo dei Beati Paoli” di Adriana Chirco: tra storia e mistero, una città in continua trasformazione

“Palermo al tempo dei Beati Paoli” di Adriana Chirco: tra storia e mistero, una città in continua trasformazione

Apr 15, 2017

Il testo Palermo al tempo dei Beati Paoli, scritto da Adriana Chirco e pubblicato nel 2016 da Dario Flaccovio editore, è disponibile sia in formato cartaceo che in ebook e si pone come ulteriore approfondimento di una serie di pubblicazioni dell’Autrice aventi come oggetto la città di Palermo e la sua evoluzione urbanistica, le sue peculiarità architettoniche e artistiche, attraverso percorsi storici, letterari e culturali.

Palermo al tempo dei Beati Paoli

Adriana Chirco è un architetto palermitano che da tanti anni si occupa in prima linea di architettura, urbanistica e recupero del patrimonio artistico e culturale della sua città, collaborando con associazioni culturali, partecipando e curando incontri e conferenze, nonché percorsi e visite guidate alla scoperta del centro storico palermitano. Ha già pubblicato numerosissimi testi, tra i quali, tutti editi per i tipi di Dario Flaccovio, Antiche Strade e piazze di Palermo (1999), Palermo La Città Ritrovata; Itinerari entro le mura (2005), Palermo La Città Ritrovata;  Itinerari Fuori le mura (2006), Palermo 3000 anni tra Storia e Arte (2006), Palermo Guida della città per itinerari storici (2015).

Il libro è costituito da due sezioni principali, La città, la storia, lo stile di vita nel trentennio dei leggendari Beati Paoli, 1698/1728 e I luoghi dei Beati Paoli dal Cassero al Capo, entrambe ben suddivise e articolate, seguite dal breve capitoletto I Beati Paoli e da una Bibliografia essenziale.

Il titolo è certamente invitante e suggestivo, sia per chi conosce i Beati Paoli, attraverso le leggende popolari, da secoli tramandate per via orale e ormai divenute patrimonio culturale e quasi integrate nella memoria storica palermitana, oppure attraverso i romanzi storici di Luigi Natoli, o anche per chi, non avendone alcuna cognizione, sia attratto da un nome così particolare.

In quest’ultimo caso, il lettore potrebbe decidere di leggere preventivamente il sintetico, ma esaustivo capitoletto I Beati Paoli, in cui si riferiscono le varie fonti e ipotesi circa l’esistenza della setta segreta, la sua fondazione e l’origine del nome. Così trovano spazio le testimonianze del Marchese di Villabianca (1790) cui direttamente si ispirò il Natoli per il suo romanzo, poi le tradizioni raccolte da Giuseppe Pitrè e da Salvatore Salomone Marino sul finire del XIX secolo, una più recente ipotesi di Francesco Paolo Castiglione e altri validi supporti documentari.

L’esistenza o meno dei Beati Paoli, setta segreta che avrebbe agito nell’oscurità, anche con estrema violenza, per rendere giustizia e vendicare dei torti subiti gli indifesi, riunendosi in luoghi nascosti e spostandosi attraverso passaggi sotterranei della città, è un ottimo spunto per scoprire la genesi di una struttura architettonico-urbanistica ricca e articolata, entro la quale si posso cercare residue testimonianze a suffragio di una leggenda così radicata.

Adriana Chirco

La vera storia dei Beati Paoli –ci dice la Chirco- è forse ancora da scrivere. Così le citazioni dal celebre testo del Natoli sono fondamentali, ormai imprescindibili quando si parli dei Beati Paoli, ma Adriana Chirco le sa centellinare, incastonandole nel suo sapiente e ricco percorso documentario tra contrade, strade, palazzi, conventi, chiese, porte, piazze e slarghi.

Ci viene restituita l’immagine di una città viva e frenetica, coi suoi cantieri, per volontà e commissione di famiglie aristocratiche, ordini religiosi, confraternite e consorterie. Il tutto è descritto, senza eccesso di tecnicismi, con adeguatezza di indicazioni cronologiche, riferimenti documentari a fonti sia storiche che letterarie. Si vede il formarsi di una nuova città, la sua crescita e trasformazione, passo passo.

Si familiarizza con la toponomastica vecchia e nuova, mutata al mutare delle situazioni politico-amministrative, e si gode nel riscontrare, specie se è familiare al lettore, la lunga memoria popolare dei nomi dei luoghi, non sopraffatta dalla toponomastica ufficiale.

Un’intrigante carrellata, ampia e articolata, ricca di particolari e aneddoti, in forma pulita, lineare, mai prolissa, a favore di un’ampia fruibilità dei contenuti e del piacere e della godibilità della scoperta o riscoperta di una città multiforme, in una dimensione temporale che si dilata nei secoli, specie dal XV-XVI sino al XVIII, con numerosissimi riferimenti a fatti e situazioni del XX secolo che hanno visto un ulteriore profondo mutamento nel tessuto urbanistico di Palermo.

 

Written by Katia Debora Melis

 

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