“L’ironia ci salverà”, racconto di Alessandra Giuliani

“L’ironia ci salverà”, racconto di Alessandra Giuliani

Mar 31, 2017

Qualche giorno fa navigando sul web alla ricerca di nuove interpretazioni sull’ironia ho trovato questo interessantissimo racconto di Alessandra Giuliani. Una lettura illuminante che vorrei condividere con voi, lettori di Oubliette Magazine. Dateci il vostro parere.

Stay Foolish – Stay Oubliette

“L’ironia ci salverà” di Alessandra Giuliani

 

Ironia

Ironia vagava stanca in quel luogo desolato. Lei e Intelligenza si erano perse dopo l’impatto della navicella e adesso il danno era immenso. Dovevano salvare Simpatia, Altruismo e Umiltà. Invidia, Arroganza e Cattiveria li avevano relegati da qualche parte, la missione era troppo difficile e importante, temeva che da sola non ce l’avrebbe fatta. Dove diavolo si era ficcata quella nerd? Sicuramente era a spremersi le meningi per trovare la soluzione migliore.

Camminando Ironia si accorse di avere un tacco rotto, come le era venuto in mente di mettersi i tacchi per una missione tanto delicata? Si vide con la camminata claudicante, le calze strappate e i capelli stravolti e rise di sé stessa, doveva sembrare una battona ubriaca… pensare che dove viveva era stimata da tutti e i suoi look eccentrici godevano di un certo rispetto. Stava divagando, doveva smetterla di vedere tutto in chiave comica e concentrarsi. Le mancava Intelligenza del resto… ma poteva farcela, Ironia era piena di risorse.

Mentre lottava per non incontrare pure Disperazione, che di disgrazie ce n’erano già troppe, vide arrivare una tizia molto elegante, dalla postura eretta. Sembrava avesse una paresi perché aveva una smorfia stampata in faccia che le faceva storcere il naso.

“Ciao. Scusa ti senti bene? Ti vedo un po’ contrariata”

“Sto benissimo. Chi sei?”

“Piacere Ironia. Scusa il look, non sono una battona”

“Uhm… davvero? Arroganza, piacere”

Caspita, aveva davanti una delle rapitrici, doveva giocarsi bene le sue carte e non farsi scoprire, magari anche riuscire a carpire qualcosa su dove fossero i poveretti da salvare. Se solo Furbizia non avesse fatto in modo di farsi promuovere e salire di grado, ora anziché dividere la stanza più bella dell’ufficio con quell’ odiosa di Disonestà le sarebbe stata molto utile…

“Sto cercando una mia amica. Alta magra, occhiali quadrati. Un incrocio tra Michelle Pfeifer e Bartezzaghi per intenderci…”

“Scusami cosa c’è da ridere? Mi sembri un po’ strana Ironia. Non ti capisco… cerchi un’amica e ridi mentre la descrivi. Mi stai prendendo in giro?”

“Sei amica di Permalosità?”

“E chi è Permalosità?”

“No scusa era per chiedere…”

Improvvisamente una voce melliflua si intromise nella conversazione:

“Chi sei? Non ti ho mai vista qui da queste parti”

Sbucò dal nulla una tizia vestita di nero, capelli raccolti, trucco pesante, un incrocio tra Maleficent e Cher.

“Vedo che anche qui la chirurgia estetica ha successo. Piacere Ironia. Sono nuova di queste parti, sto cercando una mia amica. Ci siamo perse mentre guardavamo le vetrine dei negozi…”

“Mi chiamo Invidia. Si penso di averla vista. Una lungagnona bionda, culo piatto, tette piccole, gambe storte, occhiali quadrati, giusto?”

“Dalla descrizione sembrerebbe più la signorina Rottermeier ma insomma… si credo sia lei. Sai dirmi dov’è?”

“Sta con quei tre sfigati” rispose una terza arrivata.

Cattiveria aveva la voce stridula, piedi lunghi, naso grande, capelli lunghissimi rosso carota.

“Immagino tu sia Cattiveria. Dal tono…”

“Fai poco la spiritosa piccola idiota o ti appendo a faccia in giù su quell’ albero”

“Wow sei proprio come ti descrivono eh”

“Chi sei strega?” ringhiò Cattiveria.

“Pare sia una battona” intervenne Arroganza

“E chi pagherebbe per andare con una così?” incalzò Invidia.

“Certo Arroganza che oltre a non vedere oltre il tuo naso non ascolti neanche. Quella sulla battona era una battuta…”

“Senti Ironia, cara sconosciuta…” rispose Arroganza.

“Appunto” rise Ironia

Alessandra Giuliani

Iniziarono tutte e tre a insultarla. Un delirio di onnipotenza motivava Arroganza, Invidia era spinta dalla paura che Ironia potesse rubarle i fidanzati o peggio… il lavoro! Cattiveria era motivata da sé stessa. Era cattiva c’era poco da fare. Non poteva accettare nessun altro.

“Per favore smettetela. Siete pietose”

Si voltarono inferocite come le erinni.

“Intelligenza, amica mia! Bello vederti finalmente” sbottò Ironia.

“Evito di presentarmi, ci conosciamo tutte signore mie” disse pacata intelligenza.

“Hai trovato Simpatia, Umiltà e Altruismo?”

“Si. Saggezza ci aveva dato un’info errata. Non sono stati rapiti. Sono venuti spontaneamente qui su richiesta di Altruismo. Sai benissimo che lui, dopo avere fatto outing e dichiarato la sua bisessualità ad Egoismo, ne ha dovute subire parecchie. Egoismo lo ha abbandonato chiudendosi in se stesso, Altruismo voleva riscattarsi, dopo anni dedicati solo a Egoismo, è venuto qui in cerca di avventure. Sapeva che queste tre racchie conducono una vita abbastanza infelice e si è fatto accompagnare da Simpatia e Umiltà per cercare di allietare un po’ la vita di queste disgraziate. Hanno tentato di tutto: festini, pizzate, barbecue, apericena, una sera hanno anche tentato con l’orgia. Perversione però li ha bidonati ed è finita male: Cattiveria ha minacciato di ucciderli tutti. Sono tre casi senza speranza. Andiamo Ironia, i nostri amici ci aspettano, ho anche riparato la navicella”

Altruismo le raggiunse seguito da Simpatia e Umiltà, il ciuffo biondo davanti agli occhi, giubbotto di pelle nera:

“Ragazze le vogliamo lasciare davvero così? Mi fanno pena”

“Andate a quel paese sfigati. Vi odio. Odio tutti, statemi lontani” disse Cattiveria.

“Non abbiamo bisogno di voi. Io poi… proprio di nessuno, sono la migliore e me la cavo benissimo” aggiunse Arroganza.

“Pena???? Io farei pena a voi che fate schifo? Roba da matti” concluse invidia.

Ironia non voleva chiuderla così. Prima di andare decise di raccontare una barzelletta. Fu difficile convincerli tutti a mettersi seduti e ascoltarla, Cattiveria non voleva sedersi vicina a nessuno, Invidia aveva da ridire di chiunque le capitasse vicino e continuava a cambiare posto, Arroganza con la solita spocchia, aveva paura di sporcarsi i vestiti sedendosi a terra. Ironia fece un urlo per farli tacere. Riuscì nell’ intento e cominciò a raccontare. Poche battute e quando ebbe finito vide Invidia, Cattiveria e Arroganza seppellite dalle loro stesse risa. Simpatia si stava proprio sbellicando. Intelligenza sogghignava, Altruismo si rotolò a terra, Umiltà rideva sommessamente ma le lacrime le uscivano indiscrete. E più ridevano e più avevano voglia di ridere. Ironia era fiera di sé stessa, era riuscita a mettere d’accordo tutti con la sua barzelletta e a chiudere in bellezza con una fragorosa risata.

“Che dite prima di andare ci facciamo una pizza tutti insieme?” propose Ironia.

Accolti dal sempre ottimo oste Entusiasmo, per un paio d’ ore riuscirono a stare tutti seduti a tavola senza litigare. C’era Ironia a tenere tutto sotto controllo con le sue battute divertenti.

“Cosa farei senza di te Ironia?” Le chiese Intelligenza dandole una pacca sulla spalla.

“Tutto. Faresti tutto senza di me. Ma sai che noia?”.”

 

Info

Fonte Fondazione RoseWater

 

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: