“Lame in soffitta” primo estratto dall’album “Traum” della band Il vuoto elettrico: la lacerazione dei ricordi

“Lame in soffitta” primo estratto dall’album “Traum” della band Il vuoto elettrico: la lacerazione dei ricordi

Mar 6, 2017

“Sei figlia della raccolta pubblicitaria/ dello sfascio contemporaneo/ del tuo modo di succhiare il cazzo contro voglia/ Ma ora arrenditi/ a questa soffitta/ al suo terzo occhio polveroso/ che cammina tra le pareti/ che ti guarda da sotto le assi del pavimento/ che ti toglie la pelle di dosso// […]” – “Lame in soffitta”

Traum - Il vuoto elettrico

Lame in soffitta” è il primo estratto da “Traum”, il nuovo disco de Il Vuoto Elettrico in uscita il 10 marzo per Dreamingorilla Records – I Dischi del Minollo – La stalla domestica con la produzione artistica di Xabier Iriondo (Afterhours, Todo Modo, Bunuel).

Lame in soffitta” è uno dei brani di un concept-album – il secondo della formazione bergamasco-bresciana a due anni da “Virale”, dedicato alla paura – che indaga il rapporto fra il tempo, la vita e la conoscenza di sé stessi, analizzati attraverso il trauma e il sogno (“traum” in tedesco) come chiavi di lettura rispettivamente del passato e del futuro.

Il tutto ambientato in una casa dove ogni canzone è una stanza e ogni stanza una stagione della vita. Ad allacciare fra loro i brani un’entrata (la nascita) e un’uscita (la morte) circolarmente connesse, oltre a un misterioso corridoio da cui fuggire in tutta fretta con il solo obiettivo di entrare nelle singole stanze. Questo corridoio è il tempo presente, quell’unica prospettiva reale su cui si stagliano le porte che sono i luoghi in cui ognuno deve entrare per fare i conti con ciò che dentro viene ospitato.

Il brano, disponibile tramite lyric-video, fotografal’anticamera della vecchiaia, il rintocco dei cinquant’anni. Quando la vita smette definitivamente di essere ‘sorpresa’, e un rapporto amoroso viene visto come una lacerazione dei ricordi che si trovano accatastati in una soffitta polverosa. Da ciò nasce la consapevolezza di avere vissuto una vita avara di emozioni, dopotutto. Ma inizia anche una fuga a ritroso, un punto di distacco assoluto: il rifiuto di percepire la fine di un amore come reale. La plastica dei teloni che proteggono la mobilia accatastata in soffitta è il simbolo di ciò che si frappone tra i due protagonisti di questa storia d’amore tormentata.”

Il vuoto elettrico

Il nuovo lavoro “Traum” segna l’evoluzione di suono de Il Vuoto Elettrico, dal post-hardcore newyorchese degli esordi verso una forma di post-punk urticante e brevilineo, decisamente personale e sui generis nel panorama indie-rock italiano odierno. Le nove tracce del disco fanno rimbalzare l’ascoltatore fra spigoli appuntiti, impreviste ritmiche pop, rumorismi vocali e implosioni soffocanti.

Al centro della scena ci sono i synth e il basso, mentre le chitarre vengono trattate in modo differente rispetto al passato e la batteria viene infilata in una nicchia sonora, come a volerne calmare l’enfasi.

Il tutto supporta delle scariche di parole inesorabili, versi che lavorano ai fianchi l’ascoltatore per mirare allo sterno e alimentano una tracklist dove viene recisa ogni vena di falsità, affinché sul terreno rimanga solamente la carne viva.

[…] Che ti guarda da sotto le assi del pavimento/ che ti toglie la pelle di dosso/ come la lama di un chirurgo/ Qui dentro c’è solo plastica a ricoprire gli oggetti/ materiale perfetto per te/ Non credi?/ […]” – “Lame in soffitta

Traum” verrà presentato dal vivo nelle prossime settimane attraverso un doppio concerto: venerdì 3 marzo al Druso di Ranica (BG) in apertura ad Edda e giovedì 9 marzo al Red Dog di Rezzato (BS). E queste sono le prime due date di un tour che continuerà nei prossimi mesi.

 

Photo Band by Emanuele Biava

 

 

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