“Il Secondo figlio di Dio”, spettacolo di Simone Cristicchi: la storia che valeva la pena d’esser raccontata

“Il Secondo figlio di Dio”, spettacolo di Simone Cristicchi: la storia che valeva la pena d’esser raccontata

Feb 17, 2017

Cristicchi è un’artista particolare. Un uomo del sentimento: spesso – quasi sempre – viene frainteso o peggio, viene marchiato, tacciato per “colui che ci fa”. Per quello che vuole mostrarsi “indie” ad ogni costo.

Il Secondo figlio di Dio - Simone Cristicchi

Cristicchi con questo spettacolo, “Il Secondo figlio di Dio” (ma anche con alcune delle sue opere teatrali precedenti, in realtà) se ce ne fosse bisogno scaccia via anzi, spazza letteralmente via, ogni nube sulla sua testa fatta di ricci che i suoi detrattori gli han ben posizionato sopra il capo.

Il cantattore qui novello menestrello, spalanca davanti a noi la realtà, custode e foriero di appunti, percorsi, piccoli passi nella scala dell’umanità che varia e variopinta, s’annega, si perde, si macera nelle sue sconfitte e che si accusa per ciò l’un l’laltro o che peggio punta il dito contro l’Altissimo.

Questo – e molto altro – facendosi portavoce di, cito letteralmente, “vita, morte e miracoli di David Lazzaretti“. Scritto a quattro mani con Manfredi Rutelli, per la regia di Antonio Calenda, questa piéce non porta dunque solo la firma del Simone nazionale ma porta umori, sapori, verità artistiche e quotidiane, lette, viste, approvate ma non per inerzia.

Con voglia di capire, di sapere, di scandagliare quell’animo umano a volte così limpido e altre volte così torbido. Animo umano fatto di idiosincrasie, invidia, gelosie che si fondono malamente con l’amore ed il voler stare bene. Controsensi. Follie dell’oggi come di un tempo, in un mondo da sempre caotico e becero, a tratti.

Cristicchi, che qui firma anche le musiche originali dell’opera assieme a Valter Sivilotti, porta in scena la storia del “Cristo dell’Amiata”. E lo fa con un nutrito gruppo di collaboratori abili almeno quanto lui (tra tutti spiccano: disegno luci firmato da Cesare Agoni, per le scene e i costumi Domenico Franchi, come assistente scenografo troviamo Michela Andreis, sarto Federico Ghidelli, e per l’elaborazione video Andrea Cocchi.

Anche la sonorizzazione svolge un’importante funzione, più che egregiamente portata avanti da Gabriele Ortenzi dove il progetto sonoro è curato da Andrea Balducci).

Il Secondo figlio di Dio - Simone Cristicchi

Insomma una piéce questa, che promette pensiero e riflessione su una storia, quella di David Lazzaretti, vera, reale, tangibile. E che, parole testuali, altro non è se non una “grande avventura di un mistico, l’utopia di un visionario di fine ottocento, capace di unire fede e comunità, religione e giustizia sociale”.

Tra canzoni, elementi musicali e brani recitati, Cristicchi ricostruisce il percorso di Lazzaretti che, da barrocciaio a profeta, diviene personaggio discusso, citato e studiato da Gramsci, Tolstoj, Pascoli, Lombroso e Padre Balducci.

Il sogno di Lazzaretti, rivoluzionario per l’epoca in cui visse, culminò nella realizzazione della “Società delle Famiglie Cristiane”: una società più giusta, fondata sull’istruzione, la solidarietà e l’uguaglianza, in un proto-socialismo ispirato alle primitive comunità cristiane.

Curata la scenografia (minimal ma funzionale), impeccabili le luci e la parte musicale, che conta gli inserti vocali del Coro Ensemble Magnificat di Caravaggio preparato da Massimo Grechi e diretto da Valter Sivilotti. Una storia da scoprire e da conoscere, comunque la pensiate in merito.

Dal 16 Febbraio al 26 Febbraio 2017 in scena presso il Teatro Vittoria (Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)) dalle ore 21.00 (domenica ore 17.30, mercoledì 22 ore 17.00).

Biglietti

intero platea 28, intero galleria 22 (compresi 3 euro di prevendita)

ridotti in convenzione: platea 21 e galleria 18 (compresi i 3 euro di prevendita)

Promozione gruppi

1 biglietto cortesia ogni 10 spettatori paganti

 

Written by Stefano Labbia

 

 

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