“Entroterra”, il primo album della band indie rock Minerva: un viaggio personale verso la faccia nascosta della musica

“Entroterra”, il primo album della band indie rock Minerva: un viaggio personale verso la faccia nascosta della musica

feb 11, 2017

“[…] E me lo dicevano in tanti,/ sulla tua testa la taglia che pesa/ e nonostante il coraggio non ti è mancato/ di rivelarti per quello che sei e per quello che fai/ come se non fossi abbastanza mi tritavi le ossa// E ti prendevi gioco di me perché/ come se non fossi abbastanza/ mi tritavi le ossa/ adesso cosa fai?/ […] Ti sei colorata i capelli/ dello stesso colore dell’aria di Londra/ che ti riempie di vergogna e ti priva di te/[…]” – “Amaro”

Entroterra

Il 1 marzo 2017 uscirà su cd e su tutte le piattaforme digitali il primo album di inediti della band indie rock bergamasca Minerva. L’album “Entroterra” consta di dodici tracce in lingua italiana.

Il quintetto, composto da Serena Caponera (voce), Stefano Belotti (basso), Lorenzo Fustinoni (chitarra solista), Davide Milesi (chitarra ritmica) e Davide Vigani (batteria), ha scelto di pubblicare il 7 febbraio su Youtube il primo video estratto dall’album.

La canzone scelta è “Carrozza 3″, un delirio no sense tra appuntamenti mancati, treni persi e vane speranze affogate in litri di Soda, il tutto sfociato in piccoli furti ad opera di una romantica teppista.

Serena racconta su “Carrozza 3”:Per scrivere il testo ho cercato la semplicità dei diari di scuola. Ho raccontato di posti a cui sono legata per provare a dare uno scenario a questa storia che parla di tempo (perso) e di spazio, di incroci e attimi mancati per un soffio attraverso le parole di un’adolescenza fugace, vissuta per un soffio, su un treno che porta inevitabilmente alla realtà, alla vita adulta“.

Entroterra” è un viaggio personale verso la faccia nascosta della musica nel quale non esiste un punto di arrivo. L’arrivo è sempre una nuova partenza.

Quando si viaggia, se si fa ritorno nello stesso luogo, portiamo sempre con noi nuove idee e pensieri che cambiano il nostro modo di guardare la nostra quotidianità travolgendone la percezione.

Con il loro primo disco, i Minerva mostrano un lato celato in sé stessi che a volte spaventa, ma altre stupisce; un viaggio che ti insegna a non restare fermo, ma a continuare a muoverti cercando un nuovo equilibrio, pur sapendo che questo sarà momentaneo tanto quanto il precedente.

Minerva

Questo viaggio verso l’entroterra musicale (da qui il titolo dell’album) ripercorre perfettamente l’evoluzione della band bergamasca negli ultimi anni di attività.

Il fascino e il timore del viaggio sono anche le tematiche dei testi di questi dodici brani; riverberi, delay e distorsioni accompagnano i testi scritti in italiano senza punteggiatura e con flusso di coscienza e i vari riff che rimangono impressi nella mente come immagini di viaggi.

L’alternarsi di scale maggiori e minori e tempi pari e dispari sono il marchio di fabbrica di un gruppo che cerca di staccarsi dai vincoli musicali moderni dando un’interpretazione personale della musica.

“[…] E le mani piene di glitter/ scrivo sulla carta del pane/ di ricordarmi di salire/ sul treno giusto/ con i piedi per terra/ e non importa a me piace fare la vittima/ come un’attrice grigia/ che odora di fossa e di lacrime/ di denso catrame//” – “Carrozza 3”

La band, dopo essere entrata nella prestigiosa classifica del MEI nel 2016, è pronta a tornare ad esibirsi sui palchi.

Queste finora le prime date bergamasche confermate:

3 marzo > In disparte – Bergamo

25 marzo > Edonè – Bergamo

11 maggio > Circolino della Malpensata – Bergamo

 

 

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