“In un punto imprecisato oltre il silenzio” di Romeo Aracri: camminando a ritroso tra i versi di una vita

“In un punto imprecisato oltre il silenzio” di Romeo Aracri: camminando a ritroso tra i versi di una vita

Dic 24, 2016

Romeo Aracri, medico e appassionato d’arte, cui dedica interessanti pagine critiche, già autore di racconti apparsi in varie riviste, corrispondente su stampa locale, ha collaborato con numerose riviste culturali e, nel 2016, è arrivato alla pubblicazione del suo primo libro, In un punto imprecisato oltre il silenzio, Edizioni Thoth.

In un punto imprecisato oltre il silenzio

La silloge poetica è corposa, introdotta dalle illuminanti parole di Lorenzo Malta, che ben conosce l’Autore, e dalla prefazione di Davide Piserà: due contributi importanti che ripercorrono genesi, struttura e tenore dell’opera, fornendo utili informazioni al lettore, senza svelare troppo, ma introducendolo al mondo interiore dell’Aracri che fa tutt’uno con la sua produzione poetica.

Poesie come cartine di tornasole, capaci di restituire emozioni e vissuti di Romeo Aracri senza tramite di velami o troppe metafore. È palpabile in ogni pagina l’immediatezza di uno spirito giovanile, adolescenziale, in lotta col sentimento, tipico della sezione terza, che costituisce l’esordio poetico dell’autore, con liriche coeve e perciò vivissime e non filtrate da una rivisitazione a posteriori, senza filtri e senza reti di protezione, dunque.  Molto di questa tensione, di questo costante slancio in avanti, con fughe prospettiche in varie direzioni del tempo e dello spazio, permangono come costante anche nei componimenti delle altre sezioni.

La tripartizione interna dell’opera segue una visione rovesciata, presentando la produzione poetica dell’autore in ordine cronologico inverso: la prima parte-quella più ampia- riporta le ultime composizioni, quelle degli anni della maturità, oltre che biologica, sentimentale, professionale e artistica dell’autore; nella seconda parte troviamo componimenti degli anno ‘80-’90 che segnano l’intermezzo giovanile, mentre l’ultima sezione riporta liriche adolescenziali degli anni ’60-‘70.

La terza sezione, frutto del vissuto più recente porta seco l’esperienza maturata e i frutti di un equilibrio sentimentale e di una sicurezza sempre cercati, con fatica conquistati nel tempo, ma mai sentiti, comunque come stabili e duraturi. La poesia è schietta e vibrante, pulsante di vita vera, intensamente vissuta.

Tutto appare più pacato, ormai, nel mare calmo della memoria, dominata in quasi ogni pagina da figure femminili dai connotati spesso evanescenti, ma complessivamente positiva, forte, dominatrice del cuore maschile e della sua mente.

Molti gli addii e i giorni che hanno lasciato immagini sfocate / di rimpianto; partenze e distanze costellano ancora la vita del poeta che è, poi, vita di ogni uomo. Molto vive ormai solo nella dimensione del ricordo e pare che per il sentimento amoroso non possa esserci neanche ora certezza: Quanto tempo passa / tra un “ti amo” e un “addio”? Così anche l’angoscia dell’abbandono resta sempre dietro l’angolo.

Romeo Aracri

L’animo è adulto, meno ondivago, ma sempre inquieto come quando (Parte seconda) nelle serate estive davanti ai fuochi sulla spiaggia bruciava la voglia del domani / quando non era che fantasia e si vivano giorni di difficile equilibrio dei sentimenti (…) solo sete d’amore nel cuore (…) solo pianto negli occhi.

S’insinua ancora, anche in età giovanile e nella prima età adulta, di quando in quando, il pensiero della morte, ora in immagini più aperte, ora in altre simboliche e la vita, in queste righe sembra trascorrere continuamente tra sonno e veglia, in bilico tra angosce e solitudine, rabbia e voglia di gridare forte la testarda speranza di un ragazzo innamorato.

Segue quel filo degli esordi (Parte terza) di amori e consolazioni solo vagheggiati, come a 17 anni, con la consapevolezza che mille volte si muore in amore e dove continui e stringenti sono i richiami alla poesia sepolcrale, ma sempre con uno squarcio verso la luce e uno slancio volitivo.

Uomo senza domani sono io (…) Eppure spero scriveva l’Autore nella sua adolescenza e tale ancora resta la sua disposizione positiva verso gli altri, verso i sentimenti, verso la vita, grazie alla sua capacità di lasciare la porta aperta all’amore, alla speranza, al domani, con un impegno costante nel tempo, a livello professionale, sociale e culturale con la sua opera che proclama i valori dell’umano attraverso il bello della poesia e delle arti.

 

Written by Katia Debora Melis

 

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