“Il labirinto degli spiriti” di Carlos Ruiz Zafón: termina la saga iniziata con L’ombra del vento

“Il labirinto degli spiriti” di Carlos Ruiz Zafón: termina la saga iniziata con L’ombra del vento

Dic 7, 2016

A oltre 10 anni dal ciclo del Cimitero dei libri dimenticati, lo scrittore spagnolo chiude il cerchio con il suo ultimo libro, presentato a Milano domenica 4 dicembre. In una Barcellona torbida e misteriosa ritornano gli intrighi che hanno appassionato milioni di lettori  e intrecciato le vite di tanti personaggi negli anni della dittatura franchista.

Il labirinto degli spiriti

La maggior parte delle storie comincia a partire da un’immagine“, afferma Carlos Ruiz Zafón, e quella che si impossesserà ipnoticamente dei suoi fans, anche questa volta, sarà imponente ed evocativa. L’attesa per l’ultimo libro della maestosa saga del Cimitero dei libri dimenticati è terminata e con l’uscita dell’ultimo libro, Il labirinto degli spiriti (edito da Mondadori), si chiude un lunghissimo capitolo.

È il 2001 quando, con L’ombra del vento Carlos Ruiz Zafón, (Barcellona 1964), si afferma come uno degli scrittori più apprezzati al mondo. La saga prende forma e nel 2008 è la volta de Il gioco dell’angelo, fino ad arrivare al 2011, quando esce Il prigioniero del clielo.

Con Il labirinto degli spiriti giungiamo alla fine di una lunga storia che termina nello stesso luogo in cui è cominciata, in una Barcellona che tra gli anni ’30 e gli anni ’60, nel bel mezzo della dittatura franchista, vede passare tra i suoi vicoli uomini di potere senza scrupoli, comprimari corrotti, scagnozzi assetati di fama e danaro e vittime predestinate (tante) che lotteranno, ognuna per la propria causa.

Ruiz Zafón raggiunge la saletta stampa in cui abbiamo appuntamento e nella sua compita seriosità risponde perfettamente all’idea che mi ero fatta di lui. Parla molto, risponde a tutto generosamente e mi dà conferma di alcune delle ipotesi che avevo fatto intorno ai suoi personaggi più complessi.

Innanzitutto è bene specificare che ciascuno dei libri della saga ha vita propria e leggerli tutti o in maniera sequenziale non è fondamentale. Nel farlo, però, il lettore avrà certamente maggiori spunti e giungerà alla fine del viaggio forte di maggiori consapevolezze.

Parlando della relazione con la sua città natale, lo scrittore conferma di aver fornito uno scenario inevitabile ai suoi personaggi, dettato dalla necessità (nonostante viva da molti anni negli Stati Uniti) di ritornare metaforicamente alle origini cercando di descrivere una Barcellona dall’anima profonda, fatta di vicoli, bar e gente diversa in cui immagina sia possibile perdersi e ritrovarsi, in particolare durante gli anni della dittatura spagnola.

“Sono nato nel ’64, negli ultimi anni di un regime franchista  all’epoca già molto indebolito. Quando provavo a chiedere alla mia famiglia, ai miei genitori che erano bambini durante la guerra civile o ai miei nonni che erano adulti in quell’epoca, nessuno ne parla. Di quel periodo rimane solo un grande silenzio. Credo che questo sia tipico delle guerre, in particolare delle guerre civili: la gente non vuole parlarne. Puoi solo cercare di immaginare cosa sia successo, perché una guerra si sente nell’aria e la vedi sui volti di chi è rimasto”.

Nel marcio di quegli anni lo scrittore costruisce una complicatissima rete di intrighi politici a partire dalla misteriosa sparizione del Ministro Mauricio Valls, figura di spicco dell’entourage di Franco e faro della cultura dell’epoca, affarista senza scrupoli e ormai schiavo del netto contrasto che lo vede impeccabile in pubblico e meschino nel privato.

“Valls è un mediocre, un assetato di potere e di gloria, una persona che non si crea scrupoli a distruggere vite per soddisfare il proprio orgoglio ed è perfettamente assimilabile allo scenario attuale della Spagna, così come a quello di altri posti.  Fondamentalmente è un amalgama di tanti personaggi, che ben si adattano al passato come al presente perché persone prive di morale sono ovunque. La cosa interessante è stata esplorare i contrasti netti di un individuo che alle azioni più spietate contrappone l’amore sincero per la figlia, nonostante il modo in cui l’abbia avuta”.

Carlos Ruiz Zafón

Il labirinto degli spiriti, però, rappresenta anche il definitivo compimento di Daniel. Se L’ombra del vento lo rappresentava come un timido ragazzino, con il tempo diventa un uomo irrequieto alle prese con una serie di problemi legati al suo passato. La complicata storia della scomparsa di sua madre Isabella, strettamente legata ai torbidi affari del Ministro Valls, sarà per lui un cruccio fino alla fine.

È stato bello costruire l’evoluzione che porta Daniel a diventare cio che è. Uno degli aspetti fondamentali della saga è esplorare le tappe della vita dei protagonisti. Rendere Daniel un uomo è stato complesso, lo seguiamo da quando perde la mamma da piccolo senza sapere il perché, da quando si sente perso al mondo e si serve delle nozioni ricevute da Julian Carax per giungere alla sua verità. Ed è stato altrettanto bello spiare la crescita di Daniel attraverso gli occhi di Fermín, suo fedele angelo custode, oltre che suo migliore amico“.

E a proposito di Fermín, è visibile il profondo attaccamento di Ruiz Zafón al personaggio che meglio si adatta al suo essere: Fermín è una parte di me, è stato nella mia mente da quando ero un ragazzino. È stato difficile scrivere di lui perché creare un personaggio brillante, divertente e sarcastico è un rischio se non si riesce nell’intento“.

L’autore, inoltre, confessa anche il suo profondo attaccamento alla musica e la sua necessità, parallelamente alla costruzione delle parole che compongono i suoi romanzi, di contribuire alla costruzione musicale a corredo delle sue storie.

“La musica è ciò che amo di più al mondo oltre ai libri. Ho sempre saputo che sarei diventato uno scrittore, tanto quanto il fatto che avrei considerato il mio approccio al pianoforte come un puro piacere personale. Se siete curiosi potete trovare online e scaricabili gratuitamente le tracce musicali legate ai mie personaggi”.

Il labirinto degli spiriti è un lunghissimo racconto, dalla costruzione elettrizzante, che intreccia politica, avventura e arte, e la bravura di Ruiz Zafón è di riuscire a legare indissolubilmente le storie dei suoi personaggi alla letteratura, con la più sincera celebrazione al mondo dei libri.

 

Written by Irma Silletti

 

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