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Gli attori – non attori della compagnia ZeroFavole: il teatro dell’arte, stabile delle condizioni differenti

Sono tornati numerosi gli appuntamenti con Zero Favole, la compagnia che da qualche anno a questa parte promuove teatro artistico e sociale. Dopo una breve pausa estiva la compagnia ha di nuovo dato il via ad una stagione piena di novità e spettacoli.

Inferno - ZeroFavole

Di grande importanza è stata dapprima la partecipazione alla Biennale di Teatro 2016, dove i ragazzi “attori-non attori” di ZeroFavole, dopo lo spettacolo “Inferno” dell’anno scorso, si sono confrontati con la seconda cantica dantesca, ovvero “Purgatorio”. Lo spettacolo dei Babilonia Teatri è andato in scena ad Agosto chiudendo la biennale di Venezia 2016; in anteprima l’esibizione ha avuto un grande riscontro da parte del pubblico della Biennale ma (la compagnia veronese) ha anche ricevuto il Leone d’Argento perché “sempre alla ricerca di un messaggio positivo in tempi e situazioni in cui sarebbe facile fare il contrario…”

In Anteprima è stato messo in scena anche “La Cena” di Enzo Toma e Stefano Masotti, il 17 Settembre al rifugio Segheria di Reggio Emilia. Uno spettacolo dove un gruppo di attori snocciola azioni basate non sul senso e nemmeno sul racconto di una qualsivoglia storia, ma semplicemente su atmosfere commoventi e coinvolgenti, in un’ideale menù di sentimenti. Il 17 dicembre “la cena” verrà riproposta nella sua versione finale e come prima nazionale, alla sala ristorante del centro Loris Malaguzzi di Reggio Emilia.

Poi c’è “Ceci n’est pas une spectacle”, di Antonio Viganò già rappresentato l’anno scorso a Reggio Emilia. L’appuntamento questa volta è rinnovato il 27 ottobre al Festival “La società a teatro” a Ferrara per poi essere riproposto solo il giorno dopo al Teatro “Laura Betti” di Casalecchio di Reno in provincia di Bologna.

ZeroFavole nasce dalla convinzione che il teatro oggi debba occuparsi prima di tutto delle persone, che di se stesso. Rende la marginalità e la diversità un luogo privilegiato dove confrontarsi con chi non risponde alle logiche del teatro. Dal 2011, a Reggio Emilia, il laboratorio teatrale e la compagnia di ZeroFavole propongono tramite la presentazione di spettacoli di alta qualità artistica, una nuova cultura dell’inclusione.

ZeroFavole - Inferno

ZeroFavole è una realtà multiforme e composita, un’officina dell’inclusione sociale, un cantiere delle differenze e un mezzo particolarmente efficace e valido per accogliere esperienza sociale e creazione artistica riferite a situazioni di marginalità, bisogno e disabilità; attraverso il teatro e le arti intende infatti valorizzare l’espressione di persone e di gruppi con identità e stili di vita diversi dai canoni dell’omologazione, aiutando a superare gli steccati che spesso si frappongono tra coloro che sono diversi.

Al tema dell’inclusione sociale si unisce soprattutto la creazione artistica in un’ottica del tutto professionalizzante. Non sono più solo persone da assistere, ma al contrario soggetti pienamente attivi, che attraverso il teatro sono in grado di esprimersi con un lavoro di riconosciuta ed elevata qualità artistica. È un’associazione e una compagnia di persone che nella loro attività professionale praticano il teatro in modo molto articolato e vario. È un teatro che esitiamo a chiamare terapeutico ma che ha la capacità di rompere i sintomi, attraverso l’arte, la pedagogia e un’estrazione temporanea dall’esclusione sociale.

I protagonisti della compagnia sono attori alcuni abili, altri disabili, che potremmo definire “attori non attori”, come direbbe il drammaturgo Claudio Meldolesi. Sono cioè attori non professionisti che nel contesto teatrale e sul palcoscenico, con i giusti strumenti, divengono attori a tutti gli effetti. Attori che, in qualche modo consapevoli dei meccanismi della comunicazione teatrale, semplicemente sono.

Alle attività di Laboratorio e produzione teatrale collaborano realtà di primo piano nella scena nazionale e artisti affermati, tra cui Antonio Viganò, Enzo Toma, i Babilonia Teatri, l’orchestra Allegro Moderato e Fondazione Alta Mane Italia oltre alla conduzione stabile dei registi-pedagoghi Stefano Masotti e Sara Brambati.

Nel periodo progettuale fino ad ora compiuto e nelle produzioni teatrali sino ad ora realizzate, oltre al nucleo storico e stabile di ZeroFavole, formato da una decina di giovani disabili arrivati dall’esperienza dei  laboratori teatrali per l’occupazione del tempo libero (Extra Time -RE) sono state coinvolte un numero molto elevato di persone: giovani ragazzine minorenni del progetto danzability (RE), studenti delle scuole superiori del territorio, minori in affido ai servizi sociali, richiedenti asilo politico del progetto ‘mare nostrum’, giovani minorenni figli di immigrati in condizione di marginalità, operatori teatrali, educatori, attori, aspiranti operatori di teatro per l’integrazione sociale.

ZeroFavole

Sicuramente una realtà, questa, che sta dimostrando di poter essere una risorsa, di poter svolgere una funzione utile al nostro territorio. È Investire e scommettere su valenze artistiche che meritano di trovare spazio, di avere una nuova possibilità e di mettersi in gioco.

I prossimi e gli ultimi appuntamenti del 2016 saranno:

Il 6 e il 7 dicembre 20,30 debutto di “Purgatorio” dei Babilonia Teatri al Teatro Cavallerizza di Reggio Emilia.

Il 17 dicembre prima nazionale di “La cena” di Enzo Toma e Stefano Masotti al centro culturale Malaguzzi di Reggio Emilia.

Infine vi ricordiamo che da gennaio 2017 riprenderanno i laboratori di Zero Favole del sabato pomeriggio. Chiunque si voglia unire a tale fine è il benvenuto. Le prove del sabato pomeriggio saranno aperte anche a voi.

 

Written by Amani Sadat

 

 

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