“Regressione suicida” di Salvatore Massimo Fazio: come può riprendere quota l’uomo che ha perso ogni speranza?

“Regressione suicida” di Salvatore Massimo Fazio: come può riprendere quota l’uomo che ha perso ogni speranza?

Dic 2, 2016

Cioran oppone il nulla al mondo, ma per lui il mondo non è che una manifestazione caotica del disordine assoluto che prende vita dal nulla e che al nulla aspira a tornare. Sgalambro identifica Dio con il mondo e da esso separa il Pensiero, disperato e impotente eppure unico baluardo, questo, contro la necessità inesorabile e cieca che appunto anima il divenire del mondo e della storia. Ma gli assunti metafisici dei due pensatori non bastano a delineare le loro rispettive specificità”.

Regressione suicida

Lo scrittore e filosofo siciliano Salvatore Massimo Fazio, anche pittore e psicopedagogista, chiude la sua tetralogia della nuova tesi filosofica del nichilismo cognitivo, di cui è capostipite, col saggio che andiamo a trattare – nel 2013 è stato insignito a titolo di fondatore proprio di tale corrente di pensiero, assieme al cofondatore Davide Bianchetti.

Dopo “I dialoghi di Liotrela. L’albero di Farafi o della sofferenza”, “Villa Regnante” e “Insonnie. Filosofiche, poetiche, aforistiche”, nell’ottobre 2016 è uscito il suo quarto scritto, pubblicato da Bonfirraro Editore, dal titolo completo “Regressione suicida dell’abbandono disperato di Emil Cioran e Manlio Sgalambro”.

L’autore, che all’Università di Catania si è laureato con una tesi di Estetica intitolata “Cioran e Sgalambro: un confronto”, e che viene ritenuto rispettivamente uno studioso del primo e un allievo del secondo, utilizza il pensiero di questi due grandi maestri della filosofia contemporanea per affrancarsi e offrire al lettore una tesi originale.

Egli intende dare al suo pensiero un rigore e una maturità tali da riuscire addirittura a “mangiarsi il maestro”, come in un incontro gli ha suggerito lo stesso Sgalambro, il quale credeva che due discepoli non potessero coesistere e che soltanto uno dovesse continuare.

A cominciare dalla “sinéité” di Cioran (1911-1995), filosofo e saggista rumeno tra i più influenti del XX secolo, che ha creato questo neologismo in quanto sinonimo di “assenza” – egli considerava la malattia, la follia e l’angoscia come condizione oggettiva dell’essere, con le quali il pensiero s’identifica –, e continuando col “terrore” di Sgalambro (1924-2014), il filosofo, poeta e cantautore che ha collaborato anche con Franco Battiato, che più che la bellezza delle cose era solito notare le rovine, l’autore intende “ricompattare” la stupidità dell’uomo.

L’essere umano che ha perso ogni speranza ha un’unica alternativa possibile: regredire al concetto del suicidio. Inteso non come azione violenta della specie rivolta a se stessa, bensì quale ritorno della coscienza; una regressione ideale al momento della venuta al mondo, attraverso l’esperienza del ricordo, scevra di tutte quelle riflessioni o umiliazioni impartite da chi osa governarci.

Salvatore Massimo Fazio

Andare, in sintesi, col ricordo fino alla propria origine, alla propria nascita, per “ritornare” poi con una nuova consapevolezza. Con un’illuminante prefazione dello scrittore Luigi Pulvirenti; una postfazione davvero interessante e singolare di Gianluca Runza e due importanti contributi di Angelo Scandurra ed Enzo Cannizzo, l’autore disserta delle sue teorie utilizzando un linguaggio incisivo che, nonostante richieda necessariamente qualche “infarinatura” di studi filosofici, risulta chiaro e mantiene alta l’attenzione.

Cioran e Sgalambro non possono dare luogo ad una scuola, è la conclusione alla quale giunge Fazio, ma solo ad uno stile di pensiero.

Avere la lucidità non implica avere la luce. E questo è il limite delle meditazioni di Cioran e di Sgalambro, i quali tuttavia sono e resteranno, specie Sgalambro, i filosofi più autentici del Novecento filosofico e dell’ultimo millennio appena iniziato.

Un testo consigliato a chi ama la filosofia: questa materia tanto affascinante, che sempre ha il pregio di indurci a spaziare e ad aprire la mente.

 

Written by Cristina Biolcati

 

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: