“Awake”, il nuovo album della band Redeem: l’allarme che vuole destarci e tenere svegli

“Awake”, il nuovo album della band Redeem: l’allarme che vuole destarci e tenere svegli

nov 30, 2016

È dal malessere e dal tormento che traggono ispirazione i Redeem per il loro nuovo disco, riuscendo, nonostante tutto, a infondere fiducia e forza attraverso la loro musica.

Awake

La band arriva dalla Svizzera ma è in parte italiana ed è formata da Stefano Saint Paolucci (voce e chitarra), Alessio Piazza (dal 2012 new entry al basso) e Simon Steiner (batteria). Awake è il terzo album in studio, uscito a dieci anni dal debutto Eleven e a cinque dal successivo 999.

Come il titolo induce a pensare, Awake è un allarme che vuole destarci e tenere svegli in un mondo in cui non è possibile permettersi errori o distrazioni. Scritto e prodotto in poco meno di un anno, si compone di undici brani più una bonus track e presenta un sound spesso compatto, deciso e potente.

Le melodie si alternano tra contrasti di toni cupi e pessimisti ed altri più solari e aperti ma cede, a volte, ad alcune leziosità di sapore indie-pop.

La “sveglia” inizia con una possente Insanity, un brano ispirato al metal alternativo degli anni ’90 rinnovato da inserti di elettronica. Segue Chanson d’Amour, titolo volutamente ingannevole per un brano hard rock dal ritmo energico, in cui iniziamo a scorgere la maturità e lo stile moderno del gruppo.

The Last Goodbye, secondo singolo di recente uscita, appare decisamente più pop senza nulla perdere della coerenza che tiene unito l’intero corpus sonoro. In Guilty ci si rituffa nella nostalgia dei 90′s e l’alternative di Theraphy? e Helmet.

La title track e Beautiful Day risultano sicuramente gli episodi più slegati grazie a sonorità post-britpop alla Snow Patrol, tuttavia danno un tocco di eterogeneità all’opera (Beautiful Day giustificata anche dal fatto di essere dedicata ai figli di Paolucci, e quindi autenticamente romantica).

Redeem

Se La Luna prende le distanze dal resto dell’album per essere l’unico brano cantato in italiano rischiando purtroppo di lambire confini perniciosi oltre i quali dimora gente come i Modà, con The Riddle si torna finalmente ad affilare come lame le chitarre accompagnate da un vigoroso groove ritmico.

Borderline, singolo d’esordio, fa da ponte per arrivare alla chiusura con due tracce veramente cazzute in cui è il nu metal di System Of A Down e Korn a farla da padrone: Alter Ego e Judgement Day.

Accompagnata da un soffice pianoforte, è un’azzeccata versione acustica di The Last Goodbye a fungere da chiosa, in cui la malinconica voce di Paolucci sembra salutarci, sperando che sia un arrivederci e non un ultimo addio.

Written by Andrea Sallustio

 

 

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