Intervista di Irene Gianeselli all’artista Paolo Comentale: il mondo del Teatro Casa di Pulcinella di Bari

Intervista di Irene Gianeselli all’artista Paolo Comentale: il mondo del Teatro Casa di Pulcinella di Bari

Nov 25, 2016

Paolo Comentale inizia ad occuparsi di teatro sin da giovanissimo, sia nel teatro di strada che nell’approfondimento delle tecniche di animazione. Nel 1978 promuove il primo corso per animatori teatrali presso il Centro Universitario Santa Teresa dei Maschi di Bari dove lavora al fianco di artisti quali il musicista Roberto Ottaviano e il regista Giuseppe Tornatore.

Paolo Comentale

Nel 1983 fonda la compagnia Granteatrino indirizzando da subito la sua ricerca artistica sulla figura di Pulcinella, vero simbolo italiano nel mondo. Autore e interprete di spettacoli teatrali per ragazzi, ha curato e realizzato oltre quaranta nuove produzioni avvalendosi della collaborazione di scenografi, registi e attori di fama internazionale. Tra questi ricordiamo lo scenografo genovese Lele Luzzati, il disegnatore russo Nikolaj Popov, l’illustratore Lorenzo Mattotti, il regista sloveno Edi Majaron, il regista Maurizio Scaparro, l’autrice e illustratrice triestina Nicoletta Costa. È tra i fondatori dell’Associazione Teatri di Figura. Numerose le tournée all’estero, in quasi tutta Europa e in Giappone, Thailandia, Australia, America, Cuba, Africa (Eritrea, Zaire, Etiopia, Kenya). Per il suo impegno artistico ha ricevuto numerosi riconoscimenti fra i quali la Sirena d’oro al Festival Internazionale di Cervia.

Nel 1988 ha fondato nel capoluogo pugliese il Teatro Casa di Pulcinella di cui è direttore artistico. Nel dicembre del 2014 ha ricevuto dall’Amministrazione Comunale di Bari il premio Nicolino d’Oro per la sua attività sociale rivolta ai ragazzi della città vecchia.

Paolo Comentale cura progetti dedicati all’infanzia e alla crescita del bambino: sono del 1995 il progetto Arterapia articolato in iniziative d’animazione e spettacoli all’interno degli ospedali pediatrici e il progetto Libri fra le mani per stimolare nei bambini il piacere della lettura. Sempre impegnato in attività di formazione e laboratori per bambini, studenti di scuola media inferiore e superiore e in corsi di formazione universitari, è ideatore e formatore nella Scuola di Formazione per Giovani Burattinai già dal 2000, anno della sua costituzione. È fra i curatori dei volumi “Le marionette di Canosa” e “C’era una volta un piccolo cervo” editi dalla Casa Editrice Laterza.

Ha partecipato alla realizzazione del progetto ed è tra gli autori del libro Pino Pascali raccontato ai bambini promosso dal Museo Pino Pascali in collaborazione con il MiBaCt.

Nel 2005 pubblica Mi chiamo Guastaggiusta e nel 2008 Le avventure dell’ispettore Pinguino, nel 2009 Baldovino un piccolo rom a scuola per La Meridiana Edizioni. Collabora come pubblicista con varie testate giornalistiche,  dal 2000 per il quotidiano «La Gazzetta del Mezzogiorno» cura la rubrica settimanale  Elzeviro dei piccoli, seguitissima ed estremamente longeva. È stato Presidente nazionale dell’Associazione Presidi del Libro costituitasi nel 2003 e che oggi rappresenta  una realtà nazionale consolidata nella diffusione e nella promozione della lettura. Paolo Comentale racconta ai lettori di Oubliette Magazine il suo teatro.

 

I.G.: Ti ringrazio per la disponibilità. Hai cominciato a fare teatro giovanissimo. Nel 1978 hai promosso il primo corso per animatori teatrali presso il Centro Universitario Santa Teresa dei Maschi di Bari. Ci racconti di questa esperienza?

Paolo Comentale

Paolo Comentale: La mia prima esperienza teatrale in realtà risale al 1976 a Bari vecchia presso il CUT Bari che allora aveva sede presso il complesso di Santa Teresa dei Maschi. Nel novembre del 1976, vale a dire esattamente quarant’anni fa, iniziammo un corso per animatori teatrali e poi ci ritrovammo a lavorare alla scuola elementare Corridoni sempre a Bari vecchia. Una bella esperienza, i bambini di allora sono ora degli uomini e delle donne di circa cinquant’anni. È una vocazione quella di lavorare per l’infanzia che dura a lungo nel tempo.

 

I.G.: Nel 1983 hai fondato la compagnia Granteatrino indirizzando da subito la tua ricerca artistica sulla figura di Pulcinella. Come è nato questo progetto culturale e perché hai scelto la figura di Pulcinella?

Paolo Comentale: Pulcinella è un omaggio alle mie origini napoletane. Mio padre e mia madre erano campani e adoravano la cultura napoletana. Parte di quell’amore me lo hanno trasmesso ed io cerco di trasmetterlo a mia volta con i miei spettacoli. Pulcinella come infanzia, sogno, tenerezza e passione.

 

I.G.: Per Joël Jouanneau «Scrivere, è annerire una pagina bianca; fare teatro è illuminare una scatola nera». Il tuo teatro si rivolge ai giovani e giovanissimi spettatori e in questi anni hai avuto modo di osservare sia pedagogicamente che artisticamente le loro reazioni. Come si illumina una scatola nera per un fanciullo?

Paolo Comentale: Lavorare per i più piccoli è una grande responsabilità: bisogna realizzare proposte di altissimo livello qualitativo, non ci si può accontentare di mediocrità camuffate. Penso che lavorare con i bambini ci porta anche a rivestire un ruolo di grande responsabilità. Se lo spettacolo funziona il piccolo spettatore sarà per sempre interessato e amerà il teatro, se lo spettacolo va male, è una vera catastrofe.

 

I.G.: Strehler diceva che il teatro per bambini deve essere un teatro per uomini “più piccoli”, quindi un teatro nel quale gli altri, “i grandi”, possono divertirsi. Come si può guidare il gioco degli uomini “più piccoli”?

Paolo Comentale

Paolo Comentale: Guarda, con tutto il rispetto per il grande Maestro ritengo che vedere i bambini come degli adulti in miniatura, se ho compreso bene, non aiuta a conoscere le enormi potenzialità dell’infanzia a teatro. I bambini hanno una energia non paragonabile a quella degli adulti e posseggono anche una preziosa dose di mistero che ne accresce il fascino. I bambini sono curiosi naturalmente e mi incuriosiscono ogni volta che ho la fortuna di incontrarli. Anche in questo risiede, a mio avviso, la loro unicità.

 

I.G.: Nel 1988 hai promosso la nascita a Bari del teatro Casa di Pulcinella di cui sei direttore artistico, si tratta di un punto di riferimento importante per la città, ce ne parli?

Paolo Comentale: L’idea di un teatro rivolto al pubblico infantile e dedicato alla Maschera di Pulcinella nasce dall’idea di promuovere il teatro di burattini e marionette, il teatro di figura appunto. Per promuovere questo tipo di teatro serve sviluppare una attenzione al mondo dei burattini e al mondo dell’infanzia. Grazie alla realizzazione di uno spazio dedicato si è raccolto in breve tempo un pubblico nuovo attento partecipe e un insieme di professionisti del teatro: autori, disegnatori, scenografi, scultori, drammaturghi.

 

I.G.: Il 30 ottobre 2016 va in scena “Pulcinella nel castello misterioso”. Vuoi raccontarci di questo spettacolo?

Paolo Comentale: È uno spettacolo molto semplice con Pulcinella e sua moglie Teresina  che in un epica nottata sono alle prese con una banda di allegri e scanzonati fantasmi. Tra capitomboli frizzi lazzi e sonorissime bastonate si rinnova l’incanto del teatro dei burattini che vive nella partecipazione appassionata del pubblico uno dei suoi momenti più alti e significativi.

 

I.G.: Come si diventa burattinai?

Paolo Comentale

Paolo Comentale: È semplice, basta solo un po’ di volontà e vedere tanti spettacoli, non solo di teatro di figura, ovviamente. Diciamo che è fondamentale la curiosità verso le più diverse forme di arte.

 

I.G.: L’uso delle marionette e dei burattini è piuttosto antico, cosa significa per te conservare questo modo di fare teatro?

Paolo Comentale: È un mondo antico ma ha sempre avuto una straordinaria forza scenica. Burattini e burattinai hanno popolato le piazze di tutto il mondo inondandole di gioia. Ora che la piazza si è contratta in un mondo cupo e livido riverberato di paure vecchie e nuove, i burattini sono riparati in teatro. È comunque solo un momento. Non dubito che presto le nuvole che hanno oscurato la nostra vista e la nostra sensibilità teatrale andranno via e il grande mondo delle figure animate giocherà ancora le sue carte migliori come protagonista dell’Arte e della vita di ognuno di noi.

 

Written by Irene Gianeselli

 

2 comments

  1. Charles Volpe /

    «Pulcinella come infanzia, sogno, tenerezza e passione»
    Probabilmente erano queste le sfumature che inconsapevolmente, noi piccini riuscivamo a percepire

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