“Quando muori mi avvisi?” di Micol Martinez: la storia quasi vera di una bambina di sette anni

“Quando muori mi avvisi?” di Micol Martinez: la storia quasi vera di una bambina di sette anni

Nov 14, 2016

“I mesi passarono lenti, la foga del «dover arrivare» mi abbandonò definitivamente e finalmente la mia persona cominciò a coincidere con i miei contorni: un tempo la vera me mi camminava dietro, io ero in mezzo, imbottita di desiderio e di ambizioni, davanti a me vedevo quella che avrebbe sfondato con le sue poesie, che mi camminava avanti dandomi le spalle, e che mai avrei raggiunto. Tornai nella mia pelle cadendoci dentro, e scoprii con molto stupore che dentro la mia pelle non si stava poi affatto male, meglio che viverne fuori rincorrendo sogni.”

Quando muori mi avvisi?

È uscito il primo romanzo della milanese Micol Martinez, persona molto attiva nella vita culturale della sua città e già nota al pubblico in qualità di musicista e attrice. Quando muovi mi avvisi?” (Nuova S1, 2016) è un libro finanziato dalla piattaforma di crowdfunding Musicraiser, tramite una raccolta di fondi di chi ha creduto nella storia originale di questa trentaduenne, ora anche scrittrice.

La copertina è accattivante e molto ben curata, con le classiche bandelle, e non ha niente da invidiare ai libri di case editrici affermate. La trama interseca diversi periodi della vita di due fratelli, che sono stati bambini negli anni Ottanta, e qui, chi ha vissuto questo periodo, può rispecchiarsi in tante cose.

Nelle colonne sonore; nel modo di passare i pomeriggi con gli amici giocando ai videogiochi nel bar del paese; i ragazzi che erano tutti “paninari” e “sfitinzie”; le pettinature assurde e cotonate, che infondevano un’aria troppo “artefatta”.

Pandora e Gerardo “sfidano” ogni giorno la vita, con quell’incoscienza che è tipica dei bambini – in questo caso, particolarmente iperattivi. Ogni occasione per loro, comprese le vacanze al mare, ai lidi ferraresi coi nonni, e le gite coi genitori, sono buone per mettersi in pericolo e rimanere coinvolti nelle mille insidie che la vita riserva a chi non è troppo cauto.

Un padre del tutto assente, sempre col naso immerso nei suoi libri di storia; una madre troppo occupata ad uscire con le sue amiche e attenta al suo aspetto fisico, fanno di questi fratelli due “orfani” d’attenzioni, destinati a poter contare soltanto l’uno sull’altro e poi, quando il rapporto diventa a senso unico, soltanto su se stessi.

Crescendo, infatti, Gerardo prenderà una brutta strada, fatta di droga, alcol e frequentazioni sbagliate, con conseguenti periodi di disintossicazione, che costeranno alla famiglia la perdita di ogni bene materiale, pur di riuscire a pagare i suoi debiti.

E Pandora, be’, per lei si aprirà un mondo fatto di solitudine, fino all’arrivo del vero amore, che però diventa presto un’ombra che incombe a minare la sua felicità.

Micol Martinez

In questa storia, in cui il ricordo è tutto, così come il volersi prendere una “rivincita” nei confronti del destino, i capitoli si alternano alla storia di Doris. Chiamata anche Dorissa, quest’ultima è una cinquantenne che ha deciso di fuggire da tutto ed ha raggiunto una piccola comunità dove da anni vive isolata e sotto falsa identità. Ma chi è questa donna?

Il romanzo di formazione, della prima parte, cede il passo ad un intricato racconto, dove a tratti si perdono di vista degli elementi essenziali, di cui non posso assolutamente parlare. Il finale, dovete fidarvi, è davvero spiazzante, ed è come se tutti i dubbi trovassero una risposta.

Micol Martinez scrive bene, e compensa con la qualità della sua prosa talune parti del racconto – mi riferisco alla parte sulla storia d’amore fra Panda e Lui – che altrimenti rischierebbero di risultare banali.

Quando muori mi avvisi?” è un’opera che, per certi versi, potrebbe ricalcare la trama di altri romanzi già letti, ma che riserva una seconda parte del tutto singolare. Un grande punto di forza. Come direbbe l’autrice: io vi ho avvisato.

 

Written by Cristina Biolcati

 

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